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IN SALA

Aspettando The host – Il cinema fantapolitico di Andrew Niccol

Dossier n.4 Taxi Drivers Magazine, in attesa del film The host

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(CLICCA QUI) Dossier n° 4: Aspettando The hostIl cinema fantapolitico di Andrew Niccol

Genere portante di quest’anno cinematografico, la fantascienza sta irrompendo nelle nostre sale con opere ad alto tasso immaginativo e spesso anche ad alto budget. E noi, che siamo sopravvissuti (fin qui) a profezie, asteroidi e fiscal compact, ci affezioniamo volentieri a trame apocalittiche che ci aprano gli occhi sul mondo.
Eccoci allora pronti a ricevere The host come merita, essendo l’ultima fatica del talentuoso Andrew Niccol, nato e cresciuto in Nuova Zelanda, per poi trasferirsi a Londra a lavorare come regista, sceneggiatore e produttore.
Con lui, completiamo il giro del pianeta e il ciclo dei dossier dedicati al cinema di contestazione che ci hanno portato prima al cinema biopolitico del cileno Pablo Larrain, poi all’arte e alla politica del regista britannico Steve McQueen, infine al viaggio intercontinentale del rivoluzionario Django dai peones del Western all’italiana agli schiavi neri d’America, passando per il Giappone.
Ora non ci resta che andare nello spazio, almeno in quello cinematografico di Niccol, dove il forte messaggio politico che un genere come la fantascienza può esprimere è ben chiaro, a partire dal personaggio principale del film d’esordio Gattaca – La porta dell’universo (1997), che non a caso si chiama Vincent “Freeman”, fino ad arrivare alla coppia protagonista di In time (2011), che lotta per liberarsi dalla dittatura del tempo e del capitale.

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