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Netflix Film

‘Atlas’ su Netflix: il nuovo film di fantascienza con Jennifer Lopez

Un film di fantascienza che scavalca il suo genere e arriva dritto al cuore dello spettatore

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Atlas, con protagonista Jennifer Lopez (anche nel ruolo di produttrice), esordisce su Netflix, e lo fa portando in scena un tema sicuramente molto sentito in questo periodo storico: l’incontro/scontro tra intelligenza umana e intelligenza artificiale.

Per la regia di Brad Peyton, Atlas risponde al genere della fantascienza. Quali potrebbero essere le conseguenze, per la specie umana, se l’IA si impossessasse del controllo delle sue azioni e dei suoi pensieri? Il film non cerca di rispondere a questa domanda, impegnato nel dimostrare piuttosto una possibilità di rapporto tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, che non sia segnata dalla violenza.

Atlas tra presente e passato: la storia dell’agente Shepherd

Atlas Shepherd è un’analista di IA che si trova a dover combattere, in prima persona, una creazione particolarmente violenta e sfuggita al controllo dei suoi stessi ideatori: Harlan. Costui, un robot IA, trama vendetta contro l’umanità, servendosi della sua stessa intelligenza, e insieme di armi molto potenti. Atlas non sarà sola nell’affrontare questa sfida; eppure all’inizio del film, è proprio così che si sente.

Diventano dunque funzionali, oltre che frequenti, i flashback che mostrano i traumi vissuti da Atlas bambina, proprio in riferimento al mondo dell’intelligenza artificiale. Crescendo, ha imparato a isolarsi e combattere le sue battaglie, concrete e non, da sola. Non è abituata a fare squadra. Addirittura, lo rifiuta.

Fin da piccola, Atlas ha scoperto il lato negativo dell’IA: il ricatto, l’imbroglio, l’abbandono e la paura. Non si fida delle macchine, specie di quelle di cui gli esseri umani hanno perso il controllo. Se il film da una parte porta in scena la concretezza di un pericolo costante, e cioè la distruzione imminente ad opera della squadra di Harlan, è anche impegnato su un altro fronte. Si assiste ad un percorso di formazione di Atlas, che per arrivare a vincere la sua battaglia (personale e concreta), dovrà mettersi in discussione, affrontare il passato e imparare da esso nuove modalità di relazione.

Atlas è la protagonista, ma a pari merito c’è anche Smith

Se Atlas, come segnala lo stesso nome del film, è la protagonista, di fatto non è sola. Al suo fianco c’è Smith, una creazione IA, che accompagna costantemente Atlas nelle varie vicissitudini, con una dolcezza commovente e un umorismo ancora molto meccanico. Almeno all’inizio. Smith è la prima macchina a prendersi davvero cura di Atlas, a proteggerla e non abbandonarla, nemmeno nel pericolo più spaventoso.

Solo al fianco di Smith, è possibile che il percorso di accettazione di sé della protagonista, inizi. La macchina, con delicatezza e accortezza, si accosta alle fragilità dell’umana che la guida, e decostruisce – non senza fatica – i sensi di colpa di Atlas adulta, che le impediscono di vivere una vita libera. Smith ascolta Atlas, ed anche se in un primo momento lei fa resistenza, resta. Fino a ottenerne la completa fiducia, che si trasforma inevitabilmente in una fonte di forza.

“Non mi piace realmente nessuno. Le persone deludono sempre, ma tu no. Tu mi piaci, grazie di avermi tenuta al sicuro”

Missione dopo missione, alla ricerca del temuto Harlan e del suo esercito, macchina ed umana creano una nuova connessione. È un modo inedito di intendere il rapporto macchina-essere umano, basato sulla fiducia e sul rispetto. Fino all’atteso finale: riusciranno Smith e Atlas a trovare e sconfiggere Harlan in tempo per salvare l’umanità? La risposta potrebbe non essere così ovvia, e soprattutto non univoca.

L’ironia fa da padrone in Atlas ed è rivelatoria

Atlas porta in scena un’ironia sicuramente inedita, in quanto esercitata nel rapporto tra un essere umano ed una macchina, e anche particolarmente divertente. Le scene di maggiore tensione vengono alleggerite da un uso, mai fastidioso, dell’espediente retorico del paradosso. La più significativa da questo punto di vista è quella in cui Smith trova dei fiori su GR-39, il nuovo mondo esplorato dai due protagonisti. Atlas ne rimane colpita, e non riesce a smettere di osservarli. A questo punto la macchina suggerisce di trovare loro un nome, e la prima parola che ad Atlas viene in mente è “Piantala”.

Smith non riesce ad intuire l’assurdità di tale parola in relazione al simbolo del fiore, e lo classifica come “Piantala”, causando lo sconcerto di Atlas. Se da una parte, dunque, l’ironia, è un ponte tra essere umano e macchina e – come si è detto – alleggerisce scene di forte tensione; dall’altra è indicatore di qualcos’altro.

Quanto davvero una macchina può sostituirsi nella lettura e nella comprensione dei sentimenti umani? Non c’è forse bisogno di scoprirsi, stringersi e vedersi, ma soprattutto fidarsi, per poter fare ciò? Sembra questo l’interrogativo aperto che il film consegna al pubblico.

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Atlas

  • Anno: 2024
  • Durata: 118'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Fantascienza/Azione
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: Brad Peyton
  • Data di uscita: 24-May-2024