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Bellaria Film Festival

‘Animal’ e gli ‘orrori’ del turismo di massa

Un girone infernale vacanziero che conferma il talento della regista Sofia Exarchou

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Al Bellaria Film Festival , Animal è il  secondo lungometraggio della regista greca Sofia Exarchou.

Il suo primo lungometraggio, Park (2016), è stato selezionato al Toronto Film Festival e al San Sebastian Film Festival, dove ha vinto il New Directors Award. Animal è stato presentato in concorso nel 2023 al Thessaloniki International Film Festival .

Homepage — Bellaria Film Festival

Il film è stato presentato in concorso anche al Locarno Film Festival nel 2023 e la protagonista Dimitra Vlagopoulou ha ottenuto il premio per la miglior interpretazione.

Animal la trama

Sotto il caldo sole greco, gli animatori di un resort all-inclusive dell’isola si preparano per l’intensa stagione turistica. Kalia è la leader del gruppo. Decorazioni di carta, costumi patinati e spettacoli di danza riempiono il palco. Mentre l’estate si intensifica e la pressione lavorativa aumenta, le loro notti diventano violente e la lotta di Kalia si rivela nell’oscurità.

Tra paillette, karaoke, costumi e spettacoli, Kalia passa la giornata a intrattenere i turisti: guida un gruppo di animatori in un resort, nei mesi caldi di un’estate dove tutto è incluso e fagocitato dal turismo di massa (siamo in Grecia ma potrebbe essere la Riviera Romagnola). La notte però porta con sé un lato più oscuro: Kalia sembra voler fuggire vagando di relazione in relazione, per poi, di giorno, tornare a indossare sempre la stessa maschera. Ma quando i riflettori si riaccendono, lo spettacolo deve continuare.

Animal un mondo di carta

“Io non sogno. Vuoto.”

Il film si apre mostrandoci una compagnia di animatori di un hotel all-inclusive. Immediato il contrasto fra la vitalità dei dipendenti del resort e tutto quello che sta attorno.

In un disordinato backstage, tra cambi d’abito e ritocchi al trucco si dispiega immediatamente il leit motiv del film. La malinconia.

Il secondo lungometraggio della regista greca Sofia Exarchou alza il sipario sul lavoro stagionale nel settore alberghiero all-inclusive con questa frase citata dalla protagonista, Kalia (Dimitra Vlagopoulou), la cui decennale carriera di animatrice l’ha ormai privata della capacità di sognare. Uno sguardo rapido viene dato ai pensieri di un personaggio quasi sempre taciturno e perciò misterioso, anche se la sua presenza domina la scena per la maggior parte del film.  Si muove in gruppo in quel mondo di carta, anima  gli spettacoli serali per gli ospiti, si libra in balli sotto i riflettori colorati e sa dare  alle persone l’illusione necessaria per quell’ ora di intrattenimento organizzato.

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Critica sociale

Un lavoro reso vacuo, un tempo che media e dona puro, passeggero intrattenimento in cui il Tempo è dilatato per  costruire ‘ricordi commerciali’. Obiettivo? Regalare agli ospiti del resort un momento da non dimenticare affinchè tornino e possano condurre con sè altre anime bramose di vuoto divertimento dilatato.

La regista greca alla critica sociale e alla condanna del turismo capitalistico aggiunge anche  la storia di una donna fragile e in trappola che vuole realizzare un sogno: quello di esibirsi. Lo fa indugiando sui corpi, docce, spettacoli, che mostrano i segni di un lavoro che corrode dentro e cancella la magia. Straziante l’ interpretazione della hit degli anni ’70 di Baccara “Yes Sir, I Can Boogie” in un finale malinconico che fa di Animal un’opera estetica ma anche profondamente commovente e con un importante messaggio di denuncia della decadenza sociale, del senso di oppressione e disagio di un contesto lavorativo in cui il The show must go on diviene imperitura ma vacua parola d’ordine.

Le scene  in cui Kalia balla o canta hanno una moltitudine di sfaccettature mirando a trasmettere attraverso i movimenti corporali un significato diverso. Questo grazie anche alla convincente e determinante interpretazione di Dimitra Vlagopoulou  che dona grande spessore e verità  al suo complesso personaggio. Anima inquieta per qualcosa mai chiaramente spiegata, anaffettiva, svuotata dalla routine, bramosa di cambiamento ma incapace di attuarlo, svincolata da legami stabili , perdutamente sola dentro.

Ottimo cinema.

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  • Regia: Regia di Sofia Exarchou