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Pordenone Docs Fest

‘Beyond Utopia’, dall’altra parte del fiume

Le sponde del fiume Yalu sono i chilometri che dividono i dissidenti nordcoreani da una possibilità di salvezza. Ma riuscire ad attraversarlo è solo l'inizio

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É stato presentato al Sundance Film Festival, dove ha vinto il premio del pubblico al miglior documentario. Ha ricevuto una candidatura ai BAFTA per il miglior documentario e adesso è atterrato al Pordenone Docs Fest per la sua anteprima italiana Beyond Utopia, il documentario di Madeleine Gavin. Un reportage crudo sullo stato-prigione che è la Nord Corea e il lungo viaggio che affrontano i pochi dissidenti che riescono a fuggirvi.

Il film è presentato in collaborazione con Amnesty International, social partner del festival.

Il paese più bello del mondo

Nonostante l’immagine che la Nord Corea vuole dare di se stessa, il paese sotto la dittatura di Kim Jong-un è uno stato poverissimo, con una popolazione affamata e pieno di senzatetto. Un paese ove violenza e corruzione comandano e la cittadinanza è educata all’obbedienza cieca, che ha ceduto con il tempo qualsiasi forma di libertà.

La Nord Corea però, dalla comunicazione di regime, è descritta come un posto meraviglioso: il Paese più bello del mondo, sempre protetto dal suo grande leader.

Beyond Utopia segue passo dopo passo due racconti di analisi allo stato nordcoreano, due viaggi di sola andata fuori dall’ utopia distopica. Ne seguono le difficoltà e i pericoli con uno sguardo vicinissimo e in tempo reale, riprendendo dal vivo e a rischio della vita la straziante impresa.

Tutto è possibile anche e soprattutto grazie alla presenza e all’impegno quotidiano di una parroco cristiano sudcoreano, che intercetta i migranti al confine e li guida in un percorso pericolosissimo ed estenuante.

Questo film non contiene ricostruzioni

Beyond Utopia è un lavoro di reportage preciso, un prontuario su come si scappa dalla Nord Corea, ricco di immagini inedite e riprese da una fitta rete di interni allo stato nordcoreano.

Come si dichiara al’inizio del film, in Beyond Utopia non ci sono ricostruzioni di alcun tipo; tutto quello che si vede nel film è accaduto davvero. E in questo il documentario svolge una testimonianza dolorosa ma necessaria.

Beyond Utopia è anche una riflessione su un processo migratorio tutto coreano: se per altre categorie di migranti il problema maggiore spesso non è  quello di uscire dal proprio paese, ma sono tutte le difficoltà che si incontrano dopo, per il dissidente nordcoreano è proprio la striscia d’acqua che divide il suo Stato dalla Cina il punto di non ritorno più complesso da valicare.

Come ha sottolineato Paolo Pobbiati, già presidente di Amnesty Italia ed esperto di Estremo Oriente nell’introduzione al film,  Beyond Utopia svolge un lavoro d’informazione rispetto a una dittatura che mai come oggi è un segnale d’allarme all’idea di libertà democratica. Se anni fa il regime di Kim Jong-un era un fenomeno di costume per l’Occidente, una parodia della dittatura sul culto della persona, ora il leader supremo nordcoreano non è più solo. É circondato da alleati e da omonimi sparsi per tutto il mondo (Cina, Russia e Iran tra gli altri). Questo paese isolato, un tempo destinato a morire su se stesso si sta inserendo in quell’asse di autocrazie che anche da noi vengono talvolta guardate con simpatia.

Beyond Utopia ci deve ricordare di non distogliere lo sguardo, di prestare attenzione, di porci sempre in posizione d’aiuto e di difesa.

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  • Anno: 2023
  • Durata: 115'
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Madeleine Gavin