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IN SALA

L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva

La forsennata caccia all’inafferrabile ghianda da parte di Scrat, ha delle conseguenze sconvolgenti per il mondo intero: un cataclisma continentale che sfocia in un’avventura grandiosa per Manny, Diego e Sid.

Publicato

il

Anno: 2012

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 85′

Genere: Animazione

Nazionalità: USA

Regia: Steve Martino, Mike Thurmeier

Come ci ha insegnato la Storia non sono poche le volte in cui Davide ha battuto, o quantomeno fatto vacillare, la potenza di Golia. Restringendo il campo al cinema d’animazione, il fatto che la Blue Sky Studios, con il primo fortunato capitolo de L’era glaciale, riuscì da piccola società qual era nel 2002 nell’impresa di insidiare la leadership in quel di Hollywood di corazzate come Pixar e Dreamworks, lo conferma ancora una volta. A dieci anni di distanza, giunti al quarto capitolo distribuito dalla 20th Century Fox a partire dal 28 settembre, la suddetta Società si è, infatti, fatta largo grazie a importanti riconoscimenti internazionali, facendo letteralmente breccia nei box office di tutte le latitudini. Merito probabilmente della capacità dimostrata dai registi e dai sceneggiatori che si sono occupati di calamitare a sé flotte di piccoli e grandi spettatori grazie a una serie di personaggi amatissimi, via via confermati, accantonati o introdotti per l’occasione.

La storia comincia alcuni anni dopo la fine de L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri. Scrat, cercando ancora una volta disperatamente di raggiungere la sua ghianda, genera una catastrofe di proporzioni mondiali, che separa Manny, Sid e Diego dal loro branco. I tre amici utilizzeranno un iceberg come nave e verranno ostacolati da una banda di pericolosi pirati, comandati da Capitan Sbudella, ostinati a non farli tornare a casa per renderli membri del suo equipaggio. Tra i membri della ciurma dei pirati, c’è Shira, una bella tigre dai denti a sciabola, che farà sciogliere il cuore a Diego. Intanto Pesca, la figlia di Manny e Ellie, è ormai cresciuta, ed ha la sua prima cotta per un giovane mammuth di nome Ethan, ed ha un grande amico, un socievole riccio di nome Louis.

A decidere del destino dell’allegra brigata la coppia formata da Steve Martino e Mike Thurmeier, che riprendono come ovvio le fila del discorso interrotto nel 2009, confermando di riflesso la formula ormai collaudata che prevede sin dal primo capitolo un mix di avventura, azione e commedia, con una sottotraccia sentimentale (la love story tra Diego e l’ultima arrivata Shira) che fa capolino nello script per allargare gli orizzonti empatici della storia, animata neanche a dirlo dagli immancabili siparietti musicali che sul fronte cartoon hanno fatto la fortuna della tradizione disneyana. Le gag slapstick restano anche per L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva il piatto forte del menù, ma stavolta meno incisivi e folgoranti di quelli proposti nei precedenti episodi, con qualche citazione letteraria a rialzare le sorti dell’operazione (dalle sirene tentatrici di omeriana memoria alla leggenda di Atlantis). Drammaturgicamente è il più debole della quadrilogia, con una sceneggiatura che vive solo di lampi e intuizioni narrative a differenza della continuità di idee emersa nelle puntate precedenti. Resta comunque uno spettacolo piacevole che vale il prezzo del biglietto, con un ingrediente stereoscopico (presente anche nel film del 2009), qui funzionale e ben sfruttato, che rende la visione divertente e appassionante, perché in grado di catapultare spesso lo spettatore di turno nel vivo dell’azione, come ad esempio nella scena dell’inseguimento sull’isola che vede impegnati Diego e Shira.

Francesco Del Grosso

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