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‘Corto Dorico Film Fest’: Tutti i premi della 20ª edizione

La premiazione ha concluso degnamente l'edizione numero venti del festival anconetano, che anche quest'anno ha offerto al pubblico e agli addetti ai lavori dell'ottimo cinema e molti eventi culturali.

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Si è concluso Corto Dorico Film Fest (2-10 dicembre 2024), Festival che quest’anno ha toccato la 20ª edizione. Due decadi piene, che confermano l’importanza e la solidità del Festival nel panorama dei festival italiani. Vent’anni in cui Corto Dorico si è consolidato, arricchendo di anno in anno la propria proposta cinematografica. Merito anche del meticoloso lavoro svolto da Luca Caprara e Daniele Ciprì, i due Direttori artistici.

Luca Caprara:

Un festival che più che mai è stato una sfida, ma come a volte accade, si è trasformato in una grande opportunità, la formula diffusa ha funzionato, apprezzata dal pubblico e dai sempre più numerosi ospiti e accreditati. Numeri e feedback assolutamente più che positivi e questo ci fa guardare fiduciosi al futuro

Cortometraggi, lungometraggi, workshops, incontri con professionisti del cinema e della cultura, ospiti d’onore, e giurie scelte tra le eccellenze. Ad esempio, quest’anno la giuria principale era composta da Dante Spinotti, Roberta Torre e Daniele Vicari. E come ha confermato la consigliera del Comune di Ancona Angelica Lupacchini, Corto Dorico è una “chicca” per la città marchigiana, perché porta visibilità internazionale al capoluogo.

Tra gli ospiti di questa edizione, ci sono stati Fabrizio Bentivoglio, Marco Bellocchio, Barbara Ronchi (in collegamento da remoto), Simona Cocozza (regista di Rumore – Human Vibes), Omar Rashid, Maicol & Mirco, Simone Massi, Ciro D’Emilio e Simone Isola.

Ciro D’Emilio ha tenuto la masterclass di pitching (progetto di cui è anche ideatore) per gli autori selezionati.

Corto Dorico Film Fest e Nie Wiem

20ª edizione che coincide anche con i 20 anni di Nie Wiem, associazione ideatrice e organizzatrice, e quindi il Festival ha deciso di espandersi e diventare “diffuso” passando, con proiezioni, incontri e appuntamenti, in tutta la città di Ancona e, per il concorso dedicato ai lungometraggi e per alcune delle sue sezioni fuori concorso, in diversi comuni delle Marche e non solo: da Pesaro a Fano, da Civitanova a Senigallia, da Grottammare a Porto Potenza Picena fino a Riccione.

Valerio Cuccaroni (Presidente Nie Wiem):

Nie Wiem non poteva festeggiare i venti anni dell’associazione e del festival Corto Dorico in modo migliore. Abbiamo lanciato una sfida nei mesi scorsi: uscire dalla Mole Vanvitelliana, riportare il cinema al cinema e il pubblico ci ha seguito numeroso e caloroso. Bentivoglio, Bellocchio, Vicari, Torre e Spinotti sono solo alcuni dei grandi ospiti, giunti da varie parti d’Italia, che hanno reso Ancona un centro di gravità per il cinema italiano e per i suoi amanti. Ringrazio loro, insieme a tutti i soci, i volontari, i professionisti, i direttori del festival, e gli sponsor per averlo reso possibile ancora una volta

Corto Dorico Film Fest: tutti i premi

Premio Stamira a Ultraveloci di Davide Morando e Paolo Bonfadini

Motivazione:

Il film ha un linguaggio maturo, capace di strutturare l’azione e di costruire un protagonista empatico, che ha una forza espressiva legata alla sua stessa ossessione, che diventa paradossalmente la sua salvezza. La scenografia racconta un’Italia periferica ma pregnante, fotografata in modo eccellente. Tutti gli elementi del linguaggio concorrono alla credibilità dell’opera, interpretando il genere thriller con personalità e originalità. La direzione solida e decisa lascia ben sperare nel futuro artistico dei registi

Premio Nie Wiem al Miglior Corto d’impegno sociale a Reginetta di Federico Russotto

Motivazione:

Per avere saputo mettere in scena una fiaba in cui abbiamo creduto a lungo, costringendo le persone in carne e ossa a conformarsi ai personaggi della nostra fantasia; per avere narrato, con il linguaggio delle immagini, la trasformazione di quell’apparente sogno in un incubo reale, con un montaggio estetico che si rivela, scena dopo scena, uno smontaggio ideologico, tanto da sferrare, con l’espediente favolistico, una giusta critica alla presunzione di controllare il corpo della donna affinché corrisponda a un modello di bellezza artificiale al servizio delle aspettative sociali, affrontando nel giusto modo il tema di genere con un film di genere, Nie Wiem assegna il Premio per il Miglior Cortometraggio d’Impegno sociale a Reginetta di Federico Russotto

Premio del Pubblico a The Delay di Mattia Napoli

Premio Coop for movies a My name is Aseman di Ali Asgari e Gianluca Mangiasciutti

Premio Giuria Giovani “Nazareno Re” a Reginetta di Federico Russotto

Motivazione:

Per aver saputo denunciare con chiarezza la violenza che può essere generata dal miraggio di raggiungere modelli di fama e ricchezza, che sembra persistere attraverso i tempi. Dalla narrazione emerge la critica alla società dell’immagine, rappresentata attraverso le cinghie, le gabbie, le costrizioni innaturali imposte alla giovane Lisetta. Apprezzato il cambiamento delle tonalità cromatiche che passano dai toni caldi degli esterni diurni campestri ai toni freddi degli interni e degli esterni notturni, in un climax ascendente verso uno scioglimento dell’intreccio drammatico. Il ritmo della narrazione segue il passaggio graduale verso i toni del cinema dell’orrore fino alla figura christi, che simboleggia l’apice della perversa distorsione dei canoni di bellezza femminile

Premio Cgs Acec Sentieri di Cinema a Ultraveloci di Davide Morando e Paolo Bonfadini

Motivazione:

Per aver racchiuso, nei confini narrativi del cortometraggio, una storia di azione, presa di coscienza, coraggio, riscatto. Gli autori usano in maniera consapevolmente sottile e significativa i topoi del genere thriller; fotografia estremamente cupa e ambientazione notturna, vicinanza fra videocamera e personaggi negli inseguimenti, angolazioni ricercate, ricorso ai dettagli, uso emozionale dei pad sonori, tagli di luce colorata, rumori fuori campo, scenografia volutamente labirintica. L’intento, a nostro avviso raggiunto, è quello di mettere di fronte allo spettatore un inaspettato confronto fra i limiti della normalità e quelli della diversità, dove, a quest’ultima, vengono riconosciute opzioni impreviste

Premio Ristretti Oltre le Mura a My name is Aseman di Ali Asgari e Gianluca Mangiasciutti

Premio Accademia del Cinema Renoir a Reginetta di Federico Russotto

Premio Confartigianato a Tilipirche di Francesco Piras

Motivazione:

Per il valore espresso nei contenuti; per la forza del messaggio affinché sia monito per tutte le istituzioni a supportare le imprese che rappresentano valore per il territorio e legame con la sua tradizione. Contribuire alla creazione di un tessuto imprenditoriale sano favorisce anche la valorizzazione del fare impresa e il coinvolgimento delle nuove generazioni nel tramandare ‘mestieri’ che costituiscono un valore economico oltre che un patrimonio di storia, cultura e tradizione. Il ‘Corto’ con le sue inquadrature, con la scelta del linguaggio e dei ‘silenzi’ ha un forte impatto emotivo riuscendo a dare forma e immagine al messaggio che si è inteso lanciare

Premio giovani Salto in lungo – Cantiere cinema a Disco Boy di Giacomo Abbruzzese

Motivazione:

Per l’originalità della narrazione, che affronta le tematiche forti dello sradicamento, del conflitto e della ricerca della propria identità, adottando registri espressivi inusuali, destinati a catturare l’occhio e la riflessione dello spettatore. Significative le scelte della fotografia, che marcano le differenze tra il calore e le luci avvolgenti dell’Africa e la freddezza tagliente dell’Europa, così come le diversità tra i personaggi. Alcune soluzioni coraggiose, come le riprese notturne col visore termico, l’illuminazione soffusa degli interni di notte, gli sfondi neri con punti luminosi evanescenti, evocano atmosfere oniriche e cariche di allusioni simboliche. La sceneggiatura valorizza le capacità degli attori, espresse attraverso la mimica e la corporeità, più che con le parole, specialmente nei momenti magici e catartici della danza, prima intorno al fuoco del villaggio e alla fine in una discoteca metropolitana che rinvia comunque al mondo del Sacro

Premio della critica SNCCI di Disco Boy di Giacomo Abbruzzese

Motivazione:

La giuria del Sindacato Critici Cinematografici Italiani destina a Disco boy di Giacomo Abruzzese il premio miglior film al festival Corto Dorico. La visione artistica, fotografica eccellente, supportata da una musica che ha con se elementi abissali, lirici e melanconici che portano verso la trance, esalta un debutto sorprendente di Abruzzese. A questa bellezza visiva, il film associa temi sociali e intensi, come la guerra e lo sfruttamento di popoli, ahimè così attuali. Il tutto, (musica, fotografia, tematica) conferisce a Disco Boy quell’originalità che consente ai bravi registi italiani, spesso sottovalutati, di ritagliarsi un importante spazio anche nell’eccellenza internazionale

Menzione speciale SNCCI a Come pecore in mezzo ai lupi di Lyda Patitucci

Menzione:

L’esordiente Lyda Patitucci realizza Come pecore in mezzo ai lupi, una pellicola d’azione di estrema qualità, che non ha nulla da invidiare ai migliori film di genere. Un noir drammatico, molto fisico dove non si tralascia l’esplorazione anche delle “anime” dei protagonisti.  Asciutto, realizzato con solidità e sicurezza narrativa, ha un linguaggio visivo e dialoghi spietati. Questi aspetti rispecchiano il comportamento dei personaggi che agiscono con la consapevolezza di chi ha tutto da perdere

Premio Speciale Territori – Salto in lungo a Invelle di Simone Massi

Adriatic Award al miglior cortometraggio greco a Wings di Fivos Imellos

Menzione speciale al miglior cortometraggio greco AirHostess-737 di Thanasis Neofotistos

Premio Amnesty International Italia a 250km di Hasmik Movsisyan

Premio Giuria Giovani “Gianni Rufini” a 250km di Hasmik Movsisyan

Premio del Pubblico Amnesty Internazional ex aequo a Things unheard of di Ramazan Kiliç e a Yellow di Elham Ehsas

Premio Angelo Guglielmi a Marco Bellocchio

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