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In home video l’omaggio scorsesiano al cinema e l’invenzione del vibratore!

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Tratto dal romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, scritto nel 2007 da Brian Selznick e diviso in maniera particolare tra scene disegnate ed altre narrate a parole, Hugo Cabret di Martin Scorsese è stato, senza alcun dubbio, uno dei lungometraggi della stagione cinematografica 2011-2012 maggiormente apprezzati dalla critica; tanto da far guadagnare all’autore di Taxi driver (1976) e Toro scatenato (1980) il Golden Globe per la miglior regia.

Prodotto, addirittura, da Johnny Depp e girato in tre dimensioni, è il film attraverso cui il cineasta newyorkese celebra la Settima arte, suo grande amore, tirando in ballo, nella Parigi d’inizio anni Trenta, il dodicenne del titolo, incarnato dall’Asa Butterfield de Il bambino con il pigiama a righe (2008).

Quest’ultimo, infatti, vive nella stazione di Montparnasse, dove, all’insaputa di tutti, ha sostituito lo zio nel ruolo di tecnico dell’orologio; anche se il suo vero scopo è quello di aggiustare un automa al quale aveva iniziato a lavorare insieme al padre, orologiaio di professione che, morto durante un incendio, ha le fattezze di JudeCloserLaw.

Soltanto il primo di una serie di nomi noti che, insieme al mitico Christopher Lee e al Sacha Baron Cohen de Il dittatore (2012), tempestano la vicenda che vede il piccolo protagonista presto affiancato dalla coetanea Isabelle alias ChloëBlood storyMoretz, il cui padrino, interpretato dal veterano Ben Kingsley, altro non è che il George Méliès pioniere degli effetti speciali agli albori del cinema.

Lo stesso George Méliès che Scorsese omaggia in più di un’occasione, insieme a L’arrivo di un treno alla stazione di Ciotat (1895) di Auguste e Louis Lumière, Preferisco l’ascensore (1923) con Harold Lloyd e Vita da cani (1918) di Charlie Chaplin; man mano che, immerso in un look generale tutt’altro che distante da quello che caratterizza i migliori lavori di Tim Burton, prende forma uno spettacolo visivamente impeccabile, tanto da essersi aggiudicato il premio Oscar nelle categorie riguardanti le scenografie, la fotografia, gli effetti speciali visivi, il sonoro e gli effetti sonori.

Uno spettacolo che, senza l’ombra di contenuti speciali, ma con la versione 3D – visionabile con occhialini anaglifici – inclusa nel disco insieme a quella classica, viene lanciato in blu-ray da 01 Distribution, il cui catalogo dvd si arricchisce ulteriormente con Hysteria di Tanya Wexler, ovvero l’eccitante storia dell’invenzione del vibratore.

Proprio così, ambientato nella Londra del 1880, quindi, all’inizio dell’era dell’elettricità, un lungometraggio che racconta la genesi del gadget erotico più venduto ponendo HughI love shoppingDancy nel ruolo del giovane medico Mortimer Granville, il quale, perduto il posto nell’ospedale in cui lavora per la sua fiducia incrollabile nella “teoria patogenetica”, trova impiego come assistente del dottor Robert Dalrymple alias Jonathan Pryce, da cui apprende la tecnica di “massaggio manuale” per curare l’isteria che sembra aver colpito un notevole numero di donne.

Mentre entrano in scena anche la Maggie Gyllenhaal de Il cavaliere oscuro (2008) impegnata a concedere anima e corpo alla figlia di Dalrymple, nonché paladina dei diritti della femmina che lo accusa di ciarlataneria, e Rupert Everett nei panni dell’inventore progressista Edmund St. John-Smythe, figura fondamentale per la creazione del citato oggetto del desiderio.

Tutti al servizio di quasi un’ora e quaranta di pellicola che, tempestata di divertenti visite vaginali e caratterizzata da una costruzione generale che quasi richiama alla memoria Ladri di cadaveri-Burke and Hare (2010) di John Landis, sembra principalmente basarsi su una comicità di taglio popolare, tanto da lasciare tranquillamente avvertire un certo piacevole retrogusto da b-movie (del resto, il produttore esecutivo è lo stesso Michael A. Simpson che firmò il secondo e il terzo capitolo della serie slasher Sleepaway camp).

Con extra rappresentati da trailer cinematografico e interviste alla Gyllenhaal, Everett e la regista.

Francesco Lomuscio

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