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FESTIVAL DEI POPOLI

Festival dei popoli 2023: tutto il programma della 64esima edizione

Apertura sabato 4 novembre alle 20.30 al cinema La Compagnia con Joan Baez: I Am a Noise. Tra le prime mondiali anche il docufilm Kissing Gorbaciov che ha riunito i CCCP - Fedeli alla Linea 40 anni dopo. Dal 4 al 12 novembre a Firenze 124 film in programma, tra politica e società, battaglie e rivendicazioni, musica e ambiente. Tra gli ospiti l’attrice premio Oscar Liv Ullmann, il fotografo e regista Anton Corbijn e il cantante Pete Doherty, i registi Pedro Costa e Ulrich Seidl, la rivelazione Tatiana Huezo

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festival dei popoli 2023 programma

Un aggettivo per descrivere il programma del Festival dei popoli 2023? Ricchissimo.

Si prospetta una 64esima edizione densa non solo di impegni (eventi, masterclass, laboratori), ma anche e soprattutto di ospiti e proiezioni interessanti.

– Foto di copertina di Michele Lapini SMK –

Prima del programma del Festival dei popoli 2023 i titoli e i nomi più attesi

Il racconto in presa diretta, urgente e definitivo, del confine ucraino in guerra in Eastern Front di Vitaly Mansky e Yevhen Titarenko; le voci della musica, quella rivoluzionaria di Joan Baez con le sue battaglie personali e professionali in I Am a Noise di Karen O’Connor, Miri Navasky & Maeve O’Boyle, e quella iconoclasta di Pete Doherty, alla ricerca di una redenzione artistica in Stranger in My Own Skin di Katia deVidas.

Sette decenni di cinema con Liv Ullmann nel biopic a lei dedicato A Road Less Travelled di Dheeraj Akolkar, e tre masterclass in sala, con maestri del cinema d’autore tra documentario e finzione come il portoghese Pedro Costa, di cui sarà mostrata in sala l’intera filmografia, e l’austriaco Ulrich Seidl – che presenta in prima nazionale il suo ultimo lavoro, lucido e senza scampo, Wicked Games: Rimini Sparta – ma anche Tatiana Huezo, regista messicana premiata all’ultima Berlinale per il Miglior documentario con El eco, anche questo a Firenze in prima italiana.

Ancora: il dialogo tra generazioni di donne in Grandmother’s Footsteps di Lola Peploe (con l’ultima apparizione sullo schermo di Bernardo Bertolucci), attrice, regista e nipote di Clotilde Brewster Peploe, pittrice che visse a Firenze; il magnifico viaggio al Polo sud di Luc Jacquet in Antarctica Calling (regista premio Oscar con La marcia dei pinguini) e, a 20 anni dalla scomparsa, il ritratto del medico che per primo identificò la SARS in Carlo Urbani. Ho fatto dei miei sogni la mia vita di Riccardo De Angelis e Romeo Marconi.

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Ma anche, attesissimo, il grande fotografo e regista Anton Corbijn per la prima nazionale di Squaring the Circle (The Story of Hipgnosis) sulle copertine iconiche dei dischi di Pink Floyd, Led Zeppelin e altri.

Sono questi alcuni protagonisti tra i 124 film della 64° edizione del Festival dei Popoli, il festival internazionale di cinema documentario più antico in Europa, che si svolgerà a Firenze dal 4 al 12 novembre.

La manifestazione – presieduta da Vittorio Iervese, per la direzione artistica di Alessandro Stellino e quella organizzativa di Claudia Maci – presenterà il meglio del cinema documentario mondiale in un programma ricco e accompagnato da numerosi ospiti internazionali e nazionali.

Alla conferenza stampa

Sala gremita per l’attesa conferenza stampa della 64esima edizione. L’annuncio del programma del Festival dei popoli 2023 è stato, però, preceduto da alcuni interventi. Tra questi Jacopo Di Passio per la Fondazione Sistema Toscana che ha esordito con il ricordare che

Siamo meravigliosamente non soli in questa avventura. Con il Festival dei popoli c’è la dimensione del cinema del reale.

È poi intervenuta Cristina Giachi per la Regione Toscana che ha, invece, sottolineato l’importanza del luogo che, per la maggior parte, ospiterà la kermesse.

Questo luogo è la casa del cinema e del cinema internazionale a Firenze.

E poi spazio anche ad Alessia Bettini del Comune di Firenze che, accodandosi a quanto detto in precedenza, ha evidenziato l’importanza di questo festival inserito nella 50 Giorni di cinema a Firenze che è

un’oasi in cui si costruisce pace.

Prima di passare la parola al direttore Alessandro Stellino che ha annunciato il programma del Festival dei popoli 2023, è intervenuto anche il Presidente Vittorio Iervese che ha ricordato ai presenti come il festival continui anche durante l’anno con alcuni eventi specifici.

L’annuncio del programma del Festival dei popoli 2023

Alessandro Stellino ha avuto, come detto, il compito di annunciare il fitto programma. Un programma che si apre con il film Joan Baez, I am a noise e che promette grandi cose. Anche in chiusura ci sarà un film musicale, dedicato a Peter Doherty, che sarà presente, e che racconta una classica storia di ascesa e caduta.

Da segnalare l’anteprima mondiale di Kissing Gorbaciov di Andrea Paco MarianiLuigi D’Alife.

Spazio, poi, quest’anno, per tre masterclass: Ulrich Seidl, Tatiana Huezo, Pedro Costa. Tre autori accomunati da un aspetto, come spiegato da Stellino che ha affermato:

Ho passione per chi fa dialogare il documentario con la finzione. 

Nel concorso internazionale, che comprende 18 film, tra lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi, ci sono anche due titoli italiani,  Taxibol e La ricomparsa delle lucciole.

Il concorso italiano, invece, che vede la presenza di 7 film, molti dei quali di registi esordienti, si apre ufficialmente domenica 5 novembre con Dalla parte sbagliata di Luca Miniero.

Poi c’è l’attenzione, da sempre, del festival all’ambiente e il fatto che da 5 anni è stata creata una sezione apposita Habitat proprio per questo, in parallelo a una sugli archivi Diamonds are forever.

I temi al centro di queste sezioni attraversano tutto il festival. Anche perché l’ambiente sempre di più affiora e deve essere raccontato in tutte le sue dimensioni. I film che attraversano questa sezione attraversano anche tutte le dinamiche che viviamo oggi.

Infine la direttrice generale del Festival dei popoli, Claudia Maci, ha parlato delle sezioni Doc at work e Popoli for Kids & Teens, due sezioni ricche e storiche e quest’anno rinnovate.

L’inizio

Il festival sarà inaugurato sabato 4 novembre dalla prima nazionale di I Am a Noise, un ritratto intimo e schietto di Joan Baez. Il primo giorno si svolge interamente al cinema La Compagnia: si parte con la sezione Diamonds are Forever, dedicata all’archivio del festival, con il corto Popsicles di Gloria Camiruaga (ore 15) e il cult WR – I misteri dell’organismo di Dusan Makavejev del 1971 (da cui proviene l’immagine del manifesto di questa edizione).

A seguire, Pianoforte di Jakub Piątek (ore 16.30), ambientato a Varsavia. Infine Grandmother’s Footsteps di Lola Peploe, primo tra i Doc Highlights della manifestazione, un racconto della straordinaria vita di Clotilde Brewster Peploe (1915 – 1997) nata a Firenze (nella villa di San Francesco di Paola) e vissuta tra la Grecia e il capoluogo toscano (ore 18.30).

Il programma e le novità del Festival dei popoli 2023

Il programma prevede come di consueto diverse sezioni tematiche. Oltre alle opere del Concorso Internazionale e del Concorso Italiano, il festival presenta una selezione proveniente dall’archivio storico del festival, Diamonds Are Forever. Continua il focus sulle sfide ambientali in Habitat, tema sempre più urgente nell’attualità, come i film e i laboratori di Popoli for Kids and Teens per il pubblico più giovane e per le famiglie.

I titoli per il grande pubblico sono proposti come eventi speciali nella sezione Doc Highlights, protagonisti i grandi nomi del cinema contemporaneo, e in Let the Music Play, la sezione dedicata al documentario musicale. Uno sguardo alle nuove generazioni in Doc At Work – Future Campus, con i corti di giovani registi e registe provenienti dalle scuole di cinema di tutta Europa.

Il Concorso Internazionale presenta 18 titoli in prima italiana e internazionale (lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi) per la giuria composta dalla regista Nataša Urban (Serbia), dalla produttrice Alice Lemaire (Belgio) e dal curatore e distributore Johannes Klein (Germania) che assegnerà i seguenti premi: Premio al Miglior Lungometraggio (8.000€); Premio al Miglior Mediometraggio (4.000€); Premio al Miglior Cortometraggio (2.500€) e la Targa “Gian Paolo Paoli” al Miglior Film Antropologico.

Il concorso italiano

Nei nove giorni di festival, il meglio della produzione italiana del 2023, viene rappresentata nel Concorso Italiano con 7 documentari che raccontano il paese nelle sue dinamiche interne e nelle sue relazioni con l’esterno.

Si parte con la prima nazionale di Dalla parte sbagliata di Luca Miniero (5/11): il racconto di uno dei più gravi incidenti stradali avvenuti in Italia – quello del 26 aprile 1983 nella galleria del Melarancio vicino Firenze – dove persero la vita undici tredicenni, quelli seduti nella parte sinistra del bus, fatalmente sbagliata.

In programma poi Vista mare di Julia Gutweniger e Florian Kofler (6/11), uno sguardo poetico e surrealista dentro la “sala macchine” del turismo di massa del nord Adriatico, tra Lignano, Jesolo e Riccione. A 20 anni dal conflitto nell’ex Jugoslavia, un percorso nei traumi della memoria è al centro di Souvenirs of War di Georg Zeller (7/11). Sono invece le storie dei richiedenti asilo ad essere raccontate in Agàpe di Velania A. Mesay (8/11). Sullo sfondo delle montagne del Cilento, assistiamo alla storia raccontata da Vanina Lappa in Nessun posto al mondo dove, dopo decenni di transumanze, un pastore non può più portare i suoi animali sulla ‘montagna sacra’ del suo territorio (9/11). Sting Like a Bee di Leone Balduzzi racconta di un gruppo di ragazzi con la passione per le Ape Piaggio (10/11).

Infine, a chiudere le proiezioni della competizione nazionale, Toxicily di François-Xavier Destors e Alfonso Pinto che a settant’anni dall’arrivo delle prime raffinerie, esplora un territorio che sembra essere stato abbandonato a sé stesso e all’inquinamento, all’ombra della splendida Siracusa e di uno dei più grandi complessi petrolchimici d’Europa (11/11).

La giuria del concorso italiano è composta dalla distributrice e produttrice Raffaella Pontarelli; dalla regista, produttrice e sceneggiatrice Micol Roubini e dal distributore Pietro Liberati, che assegnerà il Premio al Miglior documentario italiano (3.000€).

Omaggio a Pedro Costa

Al portoghese Pedro Costa, tra i registi più radicali e innovativi degli ultimi trent’anni e autore di un cinema evocativo ma fortemente aderente al reale, sarà dedicato un omaggio completo della sua filmografia: a Blood (6/11) e Bones (7/11), film cruciale nel percorso di avvicinamento del regista alle vite degli abitanti del quartiere baraccopoli di Fointainhas a Lisbona, seguiranno Down to Earth (7/11), In Vanda’s Room (8/11) e Where Does Your Hidden Smile Lie (8/11). Poi Colossal Youth (9/11) che presenterà all’Istituto Francese (storica la collaborazione tra i due enti), Change Nothing (9/11), Horse Money (10/11), il corto The Daughters of Fire e infine Vitalina Varela (11/11), con il quale ha vinto il Pardo d’oro al Locarno Film Festival nel 2019.

Il regista incontrerà il pubblico durante una masterclass sabato 11 novembre alle ore 11 presso il cinema La Compagnia a ingresso libero. L’iniziativa è realizzata col sostegno dell’Ambasciata del Portogallo a Roma e del Camões – Instituto da Cooperação e da Língua, I. P.

Omaggio a Tatiana Huezo

La regista salvadoregna ma residente in Messico Tatiana Huezo, tra le più importanti voci emergenti del cinema internazionale dell’ultimo decennio, da quindici anni racconta con passione l’anima profonda di un paese segnato da ferite e contraddizioni.

A lei il festival dedica una retrospettiva dei suoi lavori, la prima in Italia: la regista incontrerà il pubblico in occasione di una masterclass martedì 7 novembre alle 11.30 presso lo Spazio Alfieri (ingresso libero).

Dopo essere tornata nel proprio paese per El lugar más pequeno del 2011 (in sala il 7/11), si è poi affermata con il capolavoro Tempestad (2016), doloroso viaggio nella memoria e nei luoghi delle donne scomparse nello Yucatan messicano (7/11). Il successivo Prayers for the Stolen (2021) è un sensibile e tormentato romanzo di formazione in cui alcune ragazze vivono la loro giovinezza tra gioie e paure, in un contesto sociale e comunitario segnato dalla violenza dei tanti rapimenti a opera dei cartelli criminali (6/11). Il suo ultimo lavoro, El eco del 2023 ritrae i bambini di un villaggio isolato negli altopiani messicani, dove questi si prendono cura dei loro anziani (5/11).

Il programma del Festival dei popoli 2023: Let The Music Play

Dopo la prima nazionale di I Am a Noise di Miri Navasky, Maeve O’Boyle, Karen O’Connor (2023),ritratto emozionale di Joan Baez, il festival presenta Squaring the Circle (The Story of Hipgnosis), ultimo lavoro di Anton Corbjin (7/11), presente in sala per introdurre il film, nonché nome tutelare del documentario musicale e fotografo per artisti come gli U2 e Depeche Mode.

In prima mondiale arriva poi Kissing Gorbaciov di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife (10/11), viaggio di andata e ritorno dal 1988, quando da Melpignano, nel Salento, partì il tour che squarciò la cortina di ferro tra Occidente e Urss, a suon di rock e punk, con le testimonianze dei protagonisti, tra cui anche i CCCP – Fedeli alla Linea riuniti insieme per l’occasione del loro quarantennale, e materiali d’archivio mai visti prima.

Ancora, in anteprima assoluta, ANTI-POP di Jacopo Farina (8/11).

In anteprima nazionale anche il film-ritratto su Pete Doherty, ex frontman di Libertines e Babyshambles: Stranger in My Own Skin di Katia deVidas (12/11). Pete Doherty sarà ospite del festival a Firenze, e si esibirà in uno showcase live dopo la proiezione del film, nella giornata di chiusura del festival (domenica 12 novembre). Dal rock alla musica classica: Pianoforte del regista polacco Jakub Piątek (4/11) è un documentario coinvolgente sui partecipanti al famoso Concorso Pianistico Internazionale Chopin, che ogni cinque anni si svolge a Varsavia.

Infine, la difficile ricerca del successo anche in Caiti Blues di Justine Harbonnier (9/11), viaggio personale nella speranza e oltre le difficoltà attraverso la creazione e la musica.

Doc Highlights

Film speciali e firme d’autore nella sezione Doc Highlights. In esclusiva, al festival arriva Wicked Games: Rimini Sparta di Ulrich Seidl (5/11), sul desiderio inappagato e le sconfitte esistenziali di due fratelli. Il regista austriaco sarà protagonista di una masterclass, aperta al pubblico, nella giornata di lunedì 6 novembre, alle ore 10 al cinema La Compagnia (ingresso libero; iniziativa realizzata con il contributo del Forum Austriaco di Cultura).

Tra gli altri film in programma, Who I Am Not di Tünde Skovrán (7/11). Grandmother’s Footsteps di Lola Peploe (4/11), con la voce di Charlotte Rampling e l’ultima apparizione sullo schermo di Bernardo Bertolucci. Nel documentario coraggioso e senza filtri Kokomo City (11/11), la regista D. Smith racconta quattro sex worker transgender nere tra Atlanta e New York, capaci di abbattere senza vergogna i muri della loro professione.

Riporta al fatidico 24 febbraio 2022 Eastern Front di Vitaly Mansky e Yevhen Titarenko (9/11), giorno in cui cominciò l’offensiva russa in Ucraina. Intenso e sensibile, invece, il film Liv Ullmann – A Road Less Travelled di Dheeraj Akolkar (6/11), biopic dedicata all’attrice scandinava che sarà ospite nei giorni del festival: a raccontarla anche alcune star di Hollywood come Cate Blanchett, Jessica Chastain, John Lithgow, Jeremy Irons, Sam Waterston e Pernilla August.

Dopo La marcia dei pinguini, si ritorna al Polo sud con il regista Luc Jacquet in Antarctica Calling (8/11). Dal gelo al calore, precisamente a Napoli, città di cultura e creatività, ma anche di caos e di abbandono criminale, con Posso entrare! An Ode to Naples di Trudie Styler (7/11). E dalla vita fisica a quella digitale, in Break the Game di Jane M. Wagner (10/11), dove la streamer di “Legend of Zelda” Narcissa Wright infrange i record mondiali e trova l’amore, fuori e dentro i livelli del videogame.

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Infine, vite eccezionali: Galileo (R)evolution – Il Cammino della Scienza di Carlo Borean (5/11) e poi Bene! Vita di Carmelo, la macchina attoriale di Samuele Rossi (con Filippo Timi) dedicato a Carmelo Bene.

Il programma del Festival dei popoli 2023: Habitat

Continua il focus sull’ambiente, tema urgente e non più rimandabile nelle agende politiche e sociali di tutto il mondo. Dalla lente di osservazione sul riscaldamento climatico, la sezione quest’anno pone attenzione anche alla visione della sostenibilità globale, alle condizioni di salute e alle relazioni sociali che nell’ambiente si plasmano. A cominciare da Carlo Urbani. Ho fatto dei miei sogni la mia vita di Riccardo De Angelis e Romeo Marconi (9/11) realizzato con il contributo di Medici Senza Frontiere.

In prima linea per la giustizia ambientale e i diritti delle minoranze, Twice Colonized di Lin Alluna (11/11). Dai gelidi panorami del nord fino al Bangladesh in Mighty Afrin: in the Time of Floods di Angelos Rallis (11/11). The Last Relic di Marianna Kaat (10/11) indaga sulle radici dell’invasione russa. Con Bottlemen di Nemanja Vojinović (9/11) si resta sul confine europeo, alla periferia di Belgrado, in Serbia.

Infine, Daughter of the Sun di Reber Dosky (9/11) racconta la storia delle ragazze yazide che, appena adolescenti, sono state rapite dai loro villaggi nelle montagne del Kurdistan dai combattenti dello Stato Islamico: convertite all’Islam con la forza, sono state vendute come schiave sessuali per i terroristi.

La sezione Habitat è realizzata con il contributo di Publiacqua.

Popoli for Kids and Teens

L’iniziativa Popoli for Kids and Teens del Festival dei Popoli, dedicata ai film documentari e di animazione per il giovane pubblico, in un gioco di squadra con consolidate realtà locali e prestigiose istituzioni internazionali, mette in programma 27 film legati all’attualità, 7 laboratori didattici, un focus, incontri con registi ed eventi speciali per le scuole. Appuntamento a Firenze dal 5 al 12 novembre presso il PARC – Performing Arts Research Centre, il cinema La Compagnia e il Cinema Astra di Firenze, al Terminale Cinema di Prato e al Teatro Giotto di Vicchio.

Iniziativa realizzata con il contributo della Città Metropolitana di Firenze e di SeeNL, dell’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia nell’ambito di FuturoPresente*, Scuola Normale Superiore, in collaborazione con Unicoop Firenze, Comune di Prato, Parc, Fabbrica Europa, Fondazione Stensen, Cinefilante, L’Aleph, EchiVisivi, Change for Planet, Lanterne Magiche.

*Programma speciale in collaborazione con Performing Arts Fund NL, Dutch Foundation for Literature, Cultural Participation Fund, SeeNL.

Diamonds Are Forever

La selezione di Diamonds Are Forever, più che mai eclettica e radicale, propone quest’anno un percorso di fiammeggianti riscoperte, dagli anni ‘50 a oggi, in risposta a un tema da mappare in tutte le sue possibili declinazioni: quello del rapporto tra corpo sessuato e potere. I titoli scelti sono 14 e oltre al già citato film di apertura merita particolare attenzione quello di chiusura, Orlando – My Political Biography di Paul B. Preciado, uno dei commentatori più puntuali delle politiche di genere.

Gli altri titoli in programma sono Flaming Creatures di Jack Smith (1963); Blonde Cobra di Ken Jacobs (1963); Take Off di Gunvor Nelson (1972), Focii di Jeanette Iljon (1974), Double Labyrinthe di Maria Klonaris e Katerina Thomadaki (1975-76), A Phrenological Self-portrait di Marianne Heske (1976), Doppelganger di Elaine Shemilt (1979), Syntagma di Valie Export (1983), Popsicles di Gloria Camiruaga (1984-86), Kamikaze Hearts di Juliet Bashore (1986), Filmarilyn di Paolo Gioli (1992) e SOS Extraterrestria di Mara Mattuschka (1993).

Doc at Work

Proiezioni, presentazioni di progetti di documentari, incontri, workshop ed eventi di matchmaking per favorire nuove sinergie tra professionisti, registi consolidati, nuovi talenti e selezionatori di festival, produttori, distributori e altri attori del settore.

In programma al 64° Festival dei Popoli, torna Doc at Work, la piattaforma professionale che ha l’obiettivo di promuovere l’incontro e la collaborazione tra professionisti del documentario, a livello italiano e internazionale, appartenenti a generazioni diverse. Doc at Work si compone di Doc at Work – Future Campus, sezione dedicata a giovani registi e registe provenienti dalle principali scuole di cinema europee, e di Doc at Work – Industry, piattaforma che accoglie progetti cinematografici italiani in varie fasi, dallo sviluppo al montaggio.

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