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IN SALA

21 Jump Street

Qualcuno si ricorderà della serie americana “21 Jump Street”, andata in onda in Italia nei primi anni 90 e meritoria di aver lanciato la carriera di Johnny Depp. Nella mania di reboot odierna, ecco arrivare la versione comedy, un po’ come era successo per “Hazzard”

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Anno: 2012

Distribuzione: Warner Bros

Durata: 109′

Genere: Azione

Nazionalità: USA

Regia: Phil Lord/Chris Miller

Qualcuno si ricorderà della serie americana 21 Jump Street, andata in onda in Italia nei primi anni 90 e meritoria di aver lanciato la carriera di Johnny Depp. Si trattava di un gruppo di infiltrati che vivevano da antieroi le imprese poliziesche metropolitane più disparate. Nella mania di reboot odierna, ecco arrivare la versione comedy, un po’ come era successo per Hazzard, con il benestare dell’ormai nutrito Frat Pack. È Jonah Hill (qui notevolmente dimagrito) a promuovere la cosa, oggi forse il più quotato e gettonato dei nuovi comici americani, che ha strappato anche al mentore Seth Rogen la palma di comparsa di lusso. È anche produttore e ideatore di questa versione completamente nuova, e decisamente meno seria, del format portato su grande schermo. Quello che rimane è il contesto di infiltrazione di due baby face all’interno della criminalità minorile. Ad affiancare Hill c’è un ottimo Channing Tatum che sfrutta il suo aspetto da macho per interpretare la spalla un po’ scemotta della situazione. I due vengono mandati semplicemente a stanare un nuovo spaccio di droga in un college, infiltrandosi tra i ragazzi.

Qui c’è la prima idea che funziona del film. Nonostante il loro aspetto giovanile, i due protagonisti dovrebbero essere 30enni, quindi cercano di comportarsi con i ragazzi secondo le regole della loro generazione. Ecco la sorpresa: scoprono che il machismo di un tempo non è più popolare e ha dato spazio a una poco simpatica politically correctness, e, grazie alla rivoluzione telematica, alla vera rivincita dei nerd. Riescono, anche in maniera bislacca, a farsi strada tra i loro nuovi compagni, e qui c’è la seconda trovata molto divertente. Il personaggio di Jonah Hill si “dimentica” di essere un adulto, si trova finalmente popolare al liceo e gode dei privilegi della situazione. Questo aspetto nel film rimane solo come elemento di puro divertimento, ma sarebbe stato interessante approfondirlo nell’ottica di quei tanti adulti mai cresciuti della generazione dei 30enni di oggi, che pateticamente vanno bramando lo status delle nuove generazioni, molto più disinibite. Soprattutto il lato sessuale sarebbe stato interessante, visto che Hill ha una mini storia d’amore con una 18enne, cosa che non viene sottolineata.

Il film, poi, continua con una serie di parodie degli stereotipi del poliziesco d’azione, come esplosioni di carri di polli, scomodissimi inseguimenti in limousine e sparatorie assortite. Ci si diverte, anche se si poteva osare di più. Però la genialata, da non rivelare allo spettatore, è il cameo di Johnny Depp, che veramente dà quel valore aggiunto in più. Film minore che poteva aspirare, in mano a registi più capaci, a diventare un classico grazie a idee di scrittura molto azzeccate.

Gianluigi Perrone

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