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La ragazza dagli occhi di smalto – Ritratto di narcisista patologico

Presentato all’Adriano, in anteprima, il bel film diretto da Anna Linda Ravazzoni e tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Folchitto

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Ci sono tanti motivi per sostenere l’uscita di film indipendenti, che approdino essi in sala o su qualche piattaforma (nel caso specifico Amazon Prime Video), uno di questi è senz’altro il vedere uniti insieme un tema socialmente rilevante, un valido impegno produttivo e l’affiatamento del cast tecnico e artistico. Ci sembra che tali prerogative siano state rispettate tutte, nella realizzazione del lungometraggio proiettato il 12 maggio in anteprima al cinema Adriano di Roma: La ragazza dagli occhi di smalto, per la regia di Anna Linda Ravazzoni, ispirato all’omonimo romanzo di Paolo Folchitto.

Narcisismo patologico in primo piano

Si accennava in apertura a temi socialmente rilevanti, attuali. Specie nell’era turbolenta dei social, sempre più spesso si sente parlare di tale figura, il cosiddetto “narcisista patologico”, nonché della nefasta e rovinosa ricaduta delle sue azioni, di quegli atteggiamenti che si tingono a volte di venature sadomasochistiche, su determinate relazioni interpersonali. A partire naturalmente da quei rapporti di coppia destinati sovente a trasformarsi in un inferno.
Magari c’è il rischio che l’approccio filmico a simili argomenti finisca per risultare modaiolo, scontato, banalmente “ideologico”. Per fortuna, grazie anche alla solida base letteraria offerta dal romanzo di Paolo Folchitto, come pure per gli accorti interventi in sceneggiatura di Daniele Malavolta, le situazioni e i personaggi del film d’esordio di Anna Linda Ravazzoni risultano invece credibili, pertinenti, vitali e di un certo spessore. Non manca neppure un’opportuna “stratificazione” di linguaggi e di contenuti. Ne è un esempio l’insistito, studiato parallelo tra la vicenda contemporanea e la messa in scena di un determinato balletto, Coppélia, con il sulfureo racconto di Hoffmann sullo sfondo. Veniamo comunque ai fatti introdotti qui sullo schermo, in linea con attendibili ricerche sociologiche e antropologiche.

Una trama congegnata come una trappola

Necessaria premessa, da rapportare sempre alla natura indipendente del progetto: molto in parte ci sono sembrati gli interpreti (di gran classe, ovvio, le partecipazioni di Marina Suma e Augusto Zucchi), a partire magari da quelli più giovani, con nota di merito proprio per la coppia protagonista così sbilenca (lui manipolatore incallito, lei generosa e sincera) formata da Cristian Stelluti e Roxana Gabriela Galati.
La ragazza dagli occhi di smalto narra per l’appunto del loro incontro: lui, Ernesto, è un fotografo noto ma ormai in ribasso nell’ambiente, proprio per via della sua condotta dissoluta, di certi comportamenti non sempre così professionali, dovuti anche ad abuso di alcol e amori effimeri. Quando, dopo alcuni anni dall’inizio di una simile crisi personale ed artistica, l’amico Elio che è un affermato (ma a volte non meno ambiguo, nei rapporti con le donne, come a ribadire un malcostume diffuso nel mondo dello spettacolo) impresario teatrale, gli offre l’incarico di scattare le foto di scena del balletto Coppélia, determinante sarà per Ernesto l’incontro con Franca, giovanissima prima ballerina da lui sedotta e trascinata in un rapporto dall’impronta decisamente romantica, all’inizio; ma destinato poi a trasformarsi in uno squallido gioco al massacro (con punte quasi da thriller psicologico: azzeccata in tal senso la parafrasi accennata in un titolo, che gli amanti del giallo italiano potrebbero anche ricollegare ad Antonio Bido), per via degli inganni e delle continue paranoie dell’uomo, emotivamente instabile.

Tra psicologie malate e ambientazioni interessanti

Molto centrata è quindi l’allusione a determinate patologie, esplorate qui a livello psicanalitico, nonché sociologico. Pur rimarcando il buon lavoro di casting la riuscita del lungometraggio non si limita però a questo. Quasi a riecheggiare l’inarrivabile The Black Swan, il film di Anna Linda Ravazzoni tratteggia con cura i rapporti che possono venirsi a creare in una compagnia di ballo, come anche la cornice campagnola in cui la coppia in procinto di scoppiare si rifugia, dopo il matrimonio. A livello registico si percepisce ogni tanto una tendenza a “strafare”, vedi l’uso a volte un po’ gratuito e accessorio dello “split screen“, ma quando la macchina da presa sta addosso ai personaggi il tutto recupera sincerità. E di sicuro l’ottimo apporto fornito dalle musiche contribuisce ad arricchire di molto sia l’impalcatura generale dell’opera che i piccoli momenti introspettivi.

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La ragazza dagli occhi di smalto

  • Anno: 2023
  • Durata: n.d.
  • Distribuzione: Alberto De Venezia per Ipnotica Film srl
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Anna Linda Ravazzoni