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‘Anni difficili’: il capolavoro di Luigi Zampa

Uno dei picchi della carriera da eccezionale regista di Luigi Zampa che, ispirato e coraggioso, dirige un energico monito al doppiogiochismo

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Su MUBI è possibile recuperare Anni difficili, ovvero uno dei film più significativi e milianti della carriera variegata e forte del grande regista italiano Luigi Zampa.

Ambientata nella citta siciliana di Modica durante l’avvento del fascismo, il tragico e intenso film del talentuoso regista romano, tratto da un soggetto dello scrittore Vitaliano Brancati, co-sceneggiatore del film, l’opera costituisce un efficace apologo contro i voltagabbana e i furbetti che sanno sempre schierarsi col vincitore nel momento più opportuno.

Nel cast svettano il protagonista Umberto Spadaro, l’energica Ave Ninchi, e pure gli emergenti Massimo Girotti e una giovanissima Delia Scala.

Gli anni della coscrizione, delle adunate e della camicia nera

Aldo Piscitello, un pacifico padre di famiglia siciliano sulla cinquantina, di professione impiegato municipale, si ritrova costretto, senza altra possibilità di scelta, ad iscriversi al partito nazionale fascista per non venire radiato come reazionario.

Intanto in famiglia ci si divide tra chi, come Aldo, è molto scettico nei confronti del sempre più in voga partito capeggiato da Mussolini, e chi, come la moglie Rosina e la figlia, ne risulta attratto irresistibilmente.

Intanto il figlio maggiore di Piscitello, arruolato nell’esercito, partecipa ad ogni battaglia che Mussolini scatena contro i nemici occidentali, dalla missione in Africa alla pesante, distruttiva missione fallimentare nella gelida Russia.

Verso la fine dell’era fascista, quando i destini di chi comanda appaiono ormai segnati, l’onestà si rivela la peggiore delle ingenuità da ostentare.

E gli onesti Piscitelli finiranno per pagarne le peggiori conseguenze, in barba ai furbi che sapranno passare da uno schieramento un tempo vincente, al successivo, seguendo i preziosi insegnamenti dello scaltro e malizioso podestà, divenuto poi sindaco dopo la caduta del regime.

Anni difficili – la recensione

Anni difficili è una delle opere più riuscite e accorate che caratterizzano la lunga carriera da regista di Luigi Zampa.

Nel suo film appare plateale la presa di posizione contro i doppiogiochisti, rappresentati da tutta quella schiera di maliziosi che non hanno avuto esitazione alcuna a schierarsi dalla parte della posizione predominante fascista. E, sulle avvisaglie anche solo flebili di una imminente disfatta, hanno saputo capovolgere immediatamente le loro posizioni, infangando con sospetti la posizione, ben più cristallina e definita, di chi si è sempre tenuto distante dall’appoggiare la prosopopea farneticante ed estrema del fascismo.

L’opera di Zampa, che si innesta nel filone di un neorealismo in grado di rappresentare, oggi più che mai, un prezioso documento storico di una realtà ormai destinata a rimanere nei libri di storia, ci restituisce personaggi preziosi, in grado di alternare la drammaticità della sorte che ne compromette esistenza e serenità, a momenti anche grotteschi che ben ne delineano una umanità di fondo genuina a definirne l’onestà.

 

Il film, che vede tra gli sceneggiatori anche la collaborazione illustre di Arthur Miller, incaricato di curare la versione inglese dell’opera, è il primo esemplare capitolo di una trilogia che caratterizzerà la collaborazione tra il regista Zampa e lo scrittore Brancati, e che troverà la sua prosecuzione con Anni facili (1953) e L’arte di arrangiarsi (1954).

Memorabile il ruolo di Aldo Piscitello, reso esemplare dalla interpretazione eccezionale di Umberto Spadaro, affiancato da interpreti di razza come Ave Ninchi, Massimo Girotti e la appena diciottenne, bellissima, Delia Scala.

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Anni difficili

  • Anno: 1948
  • Durata: 113
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luigi Zampa