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IN SALA

‘Ragazzaccio’ – disagi adolescenziali nell’epoca del confinamento da Covid 19

Il brillante attore Paolo Ruffini torna a confrontarsi con la regia dirigendo una commedia ambientata ai tempi dell'inizio pandemia, incentrata sulle vicissitudini che inducono un vero e proprio "ragazzaccio" impenitente e scansafatiche a prendersi finalmente le proprie responsabilità alle soglie della tanto agognata maturità, di vita, più che scolastica.

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Ragazzaccio

Il 3 novembre è uscito in sala Ragazzaccio, l’ultimo film da regista del noto attore Paolo Ruffini, già da tempo avvezzo a misurarsi con questo compito e qui alla sua quarta direzione in un film a impianto narrativo.

Nel cast spiccano nomi noti di brillanti interpreti come Giuseppe Fiorello, Sabrina Impacciatore e Massimo Ghini, anche se il pezzo forte del film sono i giovani interpreti tutti da scoprire, che riescono a dar vita, grazie all’abile direzione di Ruffini e a un dialogo che non lascia spazio a inutili censure, a personaggi credibili di giovani combattuti tra l’ansia delle incognite piovute a condizionare le rispettive esistenze e la ribellione che li rendeva già ispidi e irriverenti anche nei periodi immediatamente precedenti alle restrizioni.

Il film ci fa tornare indietro di due anni, nei terribili periodi di inizio confinamento, tra i terrori e le incertezze e quella sensazione di claustrofobia che ha creato tanti disagi e malesseri specie tra la fascia degli adolescenti. Per non accennare a tutto il resto, tra vittime della malattia e sforzi del comparto medico per cercare di arginare le conseguenze di quella devastante pandemia.

Giovani, insofferenti, costretti a casa a misurarsi con la propria insicurezza

La mattina in cui l’amico di Mattia lo avvisa che la scuola è chiusa a causa del dilagare incontrollato della pandemia da Covid 19, la reazione del ragazzo, dal rendimento pressoché nullo e già in ritardo di due anni, non può che essere all’insegna di una indolente euforia da dolce far niente.

E mentre la madre sclera all’idea di restare confinata in casa, il padre del ragazzo, di professione infermiere, viene praticamente fagocitato dal lavoro, riducendosi a un automa tra stanchezza e stress da iperattività.

Ragazzaccio

E mentre Mattia si destreggia tra le sonnecchiose lezioni tramite didattica a distanza, confermandosi l’inguaribile cafone perditempo noto a tutta la classe, soggiogato al proprio status dalla complicità del suo amico simil-Lucignolo non meno stolto, sarà grazie a un illuminato e altruista professore di lettere un po’ meno formale del solito, e decisamente più comprensivo della media, che il giovane imparerà che nella vita non esiste solo l’indolenza e la sopraffazione per riuscire a contare qualcosa.

In più il sentimento genuino e incontrollato del primo amore, riuscirà a trasformare in essere dotato di sensibilità anche il bullo più irrimediabilmente greve e superficiale che una classe possa ritrovarsi come zavorra alla possibilità di miglior apprendimento.

Paolo Ruffini riesce nella finezza di cogliere i disagi più intimi e impellenti di un mondo giovanile irrequieto, ma affamato di passione riguardo alle poche cose in cui crede.

Ragazzaccio, definizione che la nonna defunta e tanto intimamente rimpianta di Mattia soleva riservare a quel nipote amato, ma decisamente assai irrequieto e focoso, consente al regista Paolo Ruffini di sondare con sensibilità e precisione i disagi e le irrequietudini di un fase adolescenziale e di mezzo che coglie il ragazzo, in una conflittuale lotta tra la ribellione che lo ispira a rendersi indifferente ai richiami al dovere inflitti dai propri istitutori e genitori.

Una situazione che non può che acuirsi in un periodo in cui, per oggettive difficoltà contingenti allo stato di emergenza, la società è costretta a rinunciare ai soliti ritmi e alle abitudini che l’hanno sempre contraddistinta in tempi di pace e relativa tranquillità economico-sociale.

Ciò che rende interessante e vitale l’ultima fatica da regista di Ruffini è l’essersi saputo introdurre in modo credibile e veritiero nell’ambito di un mondo adolescenziale irrequieto dove l’arroganza, il bullismo e la prevaricazione sono spesso ancora considerati, da chi vive quella fase esistenziale, come l’arma vincente per emergere e fare breccia sugli altri, in un periodo in cui l’emergenza e la causa di forza maggiore ha indotto autorità scolastiche e genitori a risultare meno intransigenti e più predisposti alla tolleranza.

Ragazzaccio | Trailer Ufficiale - YouTube

Ecco allora che la lenta e graduale maturazione del protagonista Mattia, assai ben definito dalla interpretazione del giovane riccioluto e trasognato Alessandro Bisegna, agevolata dalla presenza di un professore particolarmente illuminato (ben reso da un Giuseppe Fiorello molto coinvolto e in parte) e un primo amore maturato attraverso interrelazioni virtuali obbligate dalla pandemia, riesce a rendersi credibile e coinvolgente, rivelandosi il vero punto di forza del film, almeno a tratti godibile e intenso.

Ragazzaccio sbanda decisamente quando, invece, finisce per riservare derive sentimentali un po’ fuori luogo ai destini di una coppia di genitori già da tempo in crisi, o quando è costretta a inerpicarsi su direzioni narrative ad alto rischio di retorica nella descrizione della drammatica esperienza lavorativa che devasta la vita e la coscienza del genitore Mattia, di professione infermiere.

Ma nella descrizione e rappresentazione degli spesso contraddittori istinti giovanili, divisi tra immaturità latente e ostentata e una saggezza che sale misteriosamente dal proprio inconscio quando le circostanze impongono finalmente un atteggiamento di responsabilità come ultima inaspettata arma di difesa, ecco che il film di Ruffini riesce a cogliere appieno un suo senso compiuto. E lo fa attraverso un coming of age narrato col realismo di chi sa cogliere la schiettezza a volte crudele, ma anche pura e trasparente, di una classe acerba ma sensibile che può finalmente cogliere il meglio dai troppi passi falsi compiuti in eccessivi trascorsi all’insegna dell’indolenza e della irresponsabilità più sfrenate.

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Ragazzaccio

  • Anno: 2022
  • Durata: 100
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Paolo Ruffini
  • Data di uscita: 03-November-2022