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A caccia di troll in dvd con Universal

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Da quando, nel neanche troppo lontano 1999, il mondo rimase sconvolto dinanzi a quel The Blair witch project-Il mistero della strega di Blair che, diretto a quattro mani da Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez e visto dalle nostre parti nei primi mesi dell’anno successivo, riscosse un enorme successo grazie a una azzeccata campagna pubblicitaria che lo fece passare per assemblaggio di autentico materiale visivo ritrovato a seguito di una tragedia dai connotati soprannaturali,  non pochi sono stati i tentativi di imitazione sfornati dalla Settima arte.

Quindi, se, rimanendo in tema strettamente horror, possiamo citare il chiacchieratissimo Paranormal activity di Oren Peli, che ha avuto anche due sequel, il mediocre L’ultimo esorcismo di Daniel Stamm o il non disprezzabile ESP-Fenomeni paranormali dei Vicious brothers, spostandoci su un territorio maggiormente orientato verso il fantasy tiriamo in ballo Trolljeren, lungometraggio norvegese che, diretto nel 2010 da André Øvredal, approda su suolo italiano con il titolo Troll hunter, direttamente in dvd, grazie a Universal Pictures Home Entertainment.

Un mockumentary, proprio come i lavori appena citati, che, però, anziché affrontare tematiche legate a misteriose megere o possessioni demoniache, ricostruisce – come sempre in base a quello che viene “spacciato” per materiale audiovisivo ritrovato – il percorso di un gruppo di studenti messisi sulle tracce del cacciatore Hans alias Otto Jespersen con l’intento di realizzare un documentario su una serie di uccisioni sospette di orsi.

E, come il titolo stesso suggerisce, è una realtà decisamente più sconvolgente quella con cui i ragazzi si trovano faccia a faccia: giganteschi troll, le creature umanoidi che, secondo la leggenda, sarebbero diffuse, appunto, in Norvegia.

Creature capaci di fiutare il sapore cristiano e che Øvredal, pur ricorrendo all’immancabile camera in continuo movimento abusata nel film dei succitati Myrick e Sánchez, a differenza loro mostra tranquillamente, forte di riusciti effetti digitali che non sembrano affatto snaturare la realistica atmosfera dell’operazione; uno dei cui punti migliori è individuabile nella sequenza ambientata nel rifugio dei mostri.

Effetti visivi cui è dedicato anche un breve extra incluso nella buona sezione del disco riservata ai contenuti speciali; comprendente, oltre a una galleria fotografica, improvvisazioni e papere, cinque scene eliminate, un dietro le quinte di oltre venti minuti e quasi otto minuti di scene prolungate.

 

Francesco Lomuscio

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