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INTERVIEWS

Come si diventa ‘manager’ delle stars? Intervista a Daniele Orazi (Do Production)

Abbiamo incontrato un portento del 'Behind the scenes' nel cinema. 'Manager' di star internazionali, collezionista d'arte, produttore di film, inventore di premi, 'supporter' di giovani talenti, Daniele Orazi è un'onda in piena. Il nome DO production è perfetto per aiutare a elargire bellezza e qualità artistiche e, nel senso inglese (Du), di fare, fare, fare.

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do production

Intervista a Daniele Orazidaniele orazi

Casa.

Ufficio.

Biblioteca.

Galleria d’arte.

Tutto è elegantissimo alla DO.

Corredo di esaltanti opere d’arte alle pareti, modello quadreria francese 800centesca. Comodi divani giganteschi. Pile di libri e giochetti per cani sparsi ovunque. Musica di sottofondo. Grande terrazza ricolma di piante, territorio del riccioluto lagotto più bravo del mondo: Byron. 

Abbiamo incontrato, circondato dai suoi magici assistenti, (one for all, il paziente Dante), nei suoi camaleontici spazi, che corrispondono alla sua natura, un uomo eclettico: uno dei più importanti talent scout, manager di artisti e produttori italiani 

Intervista a Daniele Orazi

Tra le star internazionali del cinema Daniele promuove e lavora con Luis Garrel, Clémence Poésy, Monica Bellucci, Luca Marinelli, Alba Rohrwacher che sono solo alcuni nomi tra gli ‘shining names‘ della DO Cinema.

Con Alice nella Città ha creato una partnership dove il premio Do Rising Star, arrivato alla IV edizione, vede e promuove i migliori giovani artisti internazionali nei film in visione selezionati da una giuria internazionale.

‘Essere un bravo artista non basta.

Ci vuole anche rispetto ed empatia nella collaborazione. Regole fondamentali’

Intervista a Daniele Orazi 

 

GSS: che giorno sei nato?

DO: 17 aprile 1971, si si del 71 …voglio proprio specificare l’anno perché per troppo tempo ho dovuto bleffare un po’ sull’età, “invecchiarmi” per guadagnarmi il mio spazio. Chissà magari ora che finalmente l’età è allineata con la carriera invece comincerò a togliermeli gli anni…..ahahha

GSS: come si diventa un manager delle star? Cosa c’è una scuola? E se in caso che consigli daresti ai tanti giovani presenti ad Alice nella Città che vogliono intraprendere la tua magica e rara carriera?

DO: No non esiste ancora una scuola di formazione per agenti anche se collaboro con varie università che mi invitano a tenere delle lezioni sulla mia professione. Per chi fosse incuriosito da questa professione, fortunatamente sempre meno rara e magica (è un lavoro impegnativo come tanti altri, ma senza dubbio molto accessibile a tutti, non siamo degli eletti, non apparteniamo ad una elite) gli indirizzi universitari più adatti a mio avviso sono giurisprudenza, psicologia e ovviamente gli indirizzi legati allo spettacolo e cinema. In termini pratici invece il consiglio è di iniziare facendo esperienze da stagista in strutture serie dove si può imparare un rispetto deontologico di questa professione.

Byron dog

GSS: Quanti sono gli agenti che fanno il tuo lavoro?

DO: mah non sono tantissimi in Italia. Calcola che in America ogni singola agenzia ha 100 agenti e sono in migliaia. Qui saremmo un centinaio in tutto 

GSS: Come nasce DO, che è un acronimo delle tue iniziali, ma anche… 

DO: Sono sul mercato da oltre 30 anni facendo sempre questo lavoro, ma in società diverse che mi hanno dato la possibilità di crescere fino al mio debutto da solista quando ho creato la mia agenzia “officine artistiche“ che è stato un modello nel settore per molti anni. L’evoluzione di quel modello è DO che rappresenta il verbo del dare e del fare, vuole essere una factory dove le espressioni artistiche possono trovare casa. Oggi DO non si occupa solo di Management artistico, ma di produzioni e progetti stimolanti.

Byron Do production

GSS: E ti rendi conto della responsabilità di vendere i sogni come fai tu? Come gestite i no?

DO: non vendo sogni ma solide realtà! Ahahah forse questo slogan ormai storico non calza alla perfezione con il nostro lavoro ma non è troppo distante da come vivo il mio ruolo. La mia più grande fortuna in tutti questi anni è stata sempre una grande incoscienza ma, nonostante ciò, non penso di vendere illusioni e sogni. Chi si approccia a questo settore deve essere molto motivato e mettere in conto che i no saranno sempre più dei si all’inizio della carriera. I no aiutano a crescere. Spesso anche ad aprire gli occhi e a vivere più aderenti alla realtà, dove la concorrenza è all’ordine del giorno. I no non sono tutti uguali. Un no ben motivato si può trasformare in qualcosa di molto positivo, in un processo di miglioramento in una carriera.

GSS: Tu hai giovani talenti, spesso anche giovanissimi e sconosciuti? Come si colgono i segni di uno che poi diventerà un grande attore? Ci sono dei parametri, Vale l’intuizione? L’intuito? O che altro?

DO: si io da sempre sono molto attendo allo scouting. Credo con convinzione nel futuro e lavorare con i giovani mi da sempre la possibilità di rinnovarmi ed essere al passo con i tempi. E’ molto stimolante ed è bellissimo vederli crescere artisticamente, ma anche vederli diventare uomini e donne che creano nuove famiglie. Per scegliere i nuovi giovani clienti con il mio gruppo di lavoro abbiamo realizzato un vero e proprio format che ci ha permesso di andare in molte città italiane a “castare” nuovi potenziali clienti. I parametri per me sono sempre gli stessi: indiscusso talento, faccia interessante, buona conoscenza dell’inglese, ma soprattutto un carattere forte. Io cerco sempre dei talenti fuori dagli schemi e con grande personalità. l’X factor emerge con molta facilità. Quando lo trovi è piuttosto evidente.

Daniele orazi

GSS: Oltre a quello sei anche produttore. Ma dormi la notte?

DO: si negli ultimi anni ho voluto diversificare un po’ la mia attività ma scegliendo progetti in cui credo e decisamente insoliti, piu che delle produzioni le chiamerei sfide. belle sfide! mi annoio con molta facilità e pertanto ho una vera esigenza per la mia sanità mentale di creare nuovi progetti…e si questo spesso succede a dscapito di necessarie ore di sonno.

GSS: Scopro con gioia dal tuo elegante ufficio che sfodera eleganti opere d’arte che ami l’arte. Mi dicevi sorprendentemente, caso più unico che raro, che reinvesti i proventi dell’azienda in opere. Come le scegli? Chi collezioni?

DO: si da quando ho fondato DO CINEMA ho voluto coniugare il mio interesse per l’arte contemporanea con il cinema , quindi ogni anno parte degli utili vengono reinvestiti in opere d’arte. Artexarte è un progetto volto a creare una collezione i cui proventi daranno vita a charity che possano aiutare artisti in difficoltà. la mia scelta è dettata solo dal gusto e dall’istinto. mi sento attratto da alcune opere più che da altre. Mi avvolgo dei consigli di varie gallerie ma una su tute“the gallery apart” che fa un ottimo lavoro di ricerca. Uno degli artisti che mi piacciono di più è Alessandro Scarabello e la sua visione mi fa sentire a casa, ma anche Druid e la sua ironia mi convincono molto e mi mettono di buon umore. In fondo penso che lavorare in ambienti più accoglienti renda tutti più produttivi

GSS: Anche quest’anno Alice nella città presenta un premio da te ideato arrivato ormai alla quarta edizione e rivolto ai giovani attori internazionali Do Star Arising Award.

DO: si la collaborazione con Alice da sempre ottimi frutti. Condividiamo la stessa visione in generale sul cinema e sull‘industria dell’audiovisivo. Questa è la 4 edizione di un premio che vanta nelle sue giurie nomi sempre più interessanti che ci hanno onorato della loro presenza. Ma questo è solo uno dei progetti che condivido con i cari amici di Alice che accolgono sempre le mie follie perché in fondo anche loro sono un’opera d’arte. Penso che le opere d’arte abbiano appunto questo compito, farti sentire accolto e strapparti un’idea o una risata. Questo fa l’arte, ma questo fanno anche i direttori del festival Alice nella città Fabia Bettini e Gianluca Giannelli.

 

 

do production

@photocredit Gianmarco Chieregato

@photocredit Mauro_Vento

 

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