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CORTOMETRAGGI

Falvaterra Film Festival, seconda edizione: mix di cortometraggi e squisita accoglienza

Al Falvaterra Film Festival sono andate in scena le emozioni più drammatiche e profonde. La giuria ha molto apprezzato i cortometraggi con al centro donne e uomini dello spettacolo. Così giunge alla seconda edizione la manifestazione diretta da Flavia Coffari.

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Falvaterra Film Festival

Niente di meglio del Falvaterra Film Festival per scoprire la squisita accoglienza del borgo medievale che ospita la manifestazione. Provare per credere, magari facendo un giro del luogo sotto la guida dell’Associazione Fabrateria.
Giunto alla seconda edizione, il festival è stato fortemente voluto dal sindaco Francesco Piccirilli e dalla direttrice artistica Flavia Coffari. Quest’ultima ha organizzato con l’Associazione Women Art Future tre serate di proiezioni, dal 29 al 31 luglio, nel cuore dell’elegante centro storico di Falvaterra: una sala a cielo aperto tra stelle disegnate dai sampietrini sotto i piedi e le pareti della suggestiva cappella di San Rocco.

Falvaterra Film Festival: i vincitori della seconda edizione

Il vincitore del concorso di cortometraggi è Venti minuti di Daniele Esposito. Con delicatezza e sensibilità, l’opera affronta il drammatico rastrellamento nazista del ’43 nel ghetto ebraico di Roma. Al centro c’è l’amore di un’attrice teatrale per i propri figli. Interpretazione che è valsa anche un premio alla protagonista, Annabella Calabrese.
Migliore attore protagonista è invece risultato Massimo Dapporto nel tragico Pappo e Bucco di Antonio Losito, altro cortometraggio dedicato al momento più difficile della vita di un teatrante.
Potrebbe sembrare che la giuria del Falvaterra Film Festival, presieduta dal direttore della fotografia Nino Celeste e composta inoltre dagli attori Pier Bresolin, Francesca La Scala, Emilia Marra e Roberto Lopez, abbia particolarmente apprezzato chi racconta drammatiche storie di donne e uomini dello spettacolo, di recente così duramente colpiti dall’inaccessibilità delle sale dovuta alla pandemia. Ma le emozioni dolorose caratterizzano la maggior parte delle opere selezionate, a sottolineare lo sgomento che ha inghiottito tutta la società, nessuno escluso.

Falvaterra Film Festival: tragedia e commedia

Tra i cortometraggi che ruotano intorno al tema della morte, ci hanno colpito Endless River di Edoardo Pera (premio alla miglior sceneggiatura) e Quarantacinque. Ventiquattro. Quindici di Emma Cecala (premio alla miglior commedia). L’incisiva e surreale opera di Pera segue tre soldati (uno di loro è interpretato da Marius Bizău) tra le nebbie e i pericoli del campo di battaglia, con la sapiente fotografia di Marina Kissopoulos. Ambientato invece in un cimitero, il divertente corto di Cecala mette in scena i vizi di una famiglia mal assortita, alla ricerca del proprio defunto apparso in sogno.

Cinema d’autrice

Il riconoscimento Cinema d’Autrice è andato a Lola di Francesca Tasini che, giunta a Falvaterra dalla Germania, ha ricevuto dall’ideatrice del premio, Elena Tenga, un albero della vita realizzato dall’artista marchigiana Laura Mazzuoli.

Made in Ciociaria

Il pubblico del Falvaterra Film Festival ha infine potuto vedere alcune opere realizzate da registi del luogo ospitante, presentate dall’assessora Elisa Ceccarelli nella sezione Made in Ciociaria. Tra queste anche l’interessante reportage sulla mostra fotografica di Sandro Miller intitolata Malkovich Malkovich Malkovich: omaggio agli scatti più celebri, con il volto di John Malkovich che reinterpreta la storia della fotografia secondo Miller.
Dopo le proiezioni, la perfetta conclusione della serata falvaterrana è un piatto di pasta alla carbonara o cacio e pepe, in piazza Giulio Piccirilli, seduti ad ammirare dall’alto la vallata.

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