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IN SALA

‘Ambulance’ il ritmo ossessivo della strada

Michael Bay alle prese con un remake dirige un film contraddittorio, ma anche stimolante

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Dedito a situazioni enormi, in cui lo sguardo si perde e anche l’immagine rischia di uscirne sconfitta, Michael Bay ha dato forse il meglio di sé nei film in cui le situazioni imponevano una costrizione, una chiusura degli spazi e una limitazione delle possibilità. Ambulance, appartiene al “filone” di cui fanno parte The Rock e 13 Hours, con i personaggi chiusi dentro un’unità di spazio e di azione piuttosto definite.

Quello spazio è un’ambulanza, come il titolo suggerisce, nella quale Danny (Jake Gyllenhall) e Will (Yahya Abdul-Mateen II) si rinchiudono per fuggire a una rapina andata male; nella fuga per le strade di Los Angeles però coinvolgono anche un’innocente, l’infermiera Cam (Eiza Gonzàlez).

Ambulance: quattro mura e quattro ruote

Remake di un film danese omonimo del 2005 (diretto da Laurits Munch-Petersen: si trova su Netflix), Ambulance è un film d’azione urbano in cui Bay mette in scena tutti gli elementi caratteristici dei suoi film comprimendoli grazie alla sceneggiatura di Chris Fedak, come una pentola a pressione in cui l’intreccio e gli spazi in cui si svolge portano le situazioni e la messinscena al punto di esplosione.

Le quattro mura mobili in cui si svolge la maggior parte dell’azione si alternano con le strade della città imponendo quasi un doppio registro estetico: da una parte, il montaggio compulsivo di Pietro Scalia che pare scomporre e ampliare il set e costruisce i personaggi e le loro relazioni; dall’altra parte, la fotografia estremamente mobile, in cui la macchina da presa diretta da Roberto De Angelis si muove in modo fluido e ampio grazie a droni usati in modo inventivo. Il contrasto fa in modo che anche i sentimenti dei personaggi possano mostrare i loro stessi sentimenti, dando un contesto alla vena melodrammatica che da sempre fa parte del bagaglio del regista.

Come sempre, più di sempre

Per il resto, Ambulance si fa riconoscibile fin da subito, mostrando immediatamente i marchi di fabbrica che Bay ha costruito fin dagli esordi degli anni ’90: luci calde ed effettate, riflessi e ovviamente gli eccessi di scrittura a cui l’azione incessante fa da contraltare, i personaggi di cui forse non frega nulla a nessuno, le perdite di tempo, l’incapacità di sintetizzare e non perdersi (due ore e un quarto di durata, 60 minuti in più dell’originale). Eppure, alla fine, il film sembra più compatto rispetto al solito proprio grazie alla sua struttura, alla concentrazione che il contesto impone.

Di fronte a un soggetto da “dramma da camera”, con molte virgolette, Bay può dare prova del suo sguardo ed esaltarlo, può fare a meno dell’umorismo – che non sa gestire ed è una delle cose peggiori dei suoi film – e anche temperare i risvolti ideologici più indigesti. Su uno sfondo narrativo semplice e pratico, conta solo il movimento, l’azione, le possibilità plastiche della macchina da presa. E a chi ama il suo cinema, interessano davvero solo quelli.

Il trailer

Ambulance, adesso nelle sale, è distribuito da Universal Pictures.

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Ambulance

  • Anno: 2022
  • Durata: 136
  • Distribuzione: Universal
  • Genere: Azione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Michael Bay
  • Data di uscita: 23-March-2022