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Approfondimenti

‘Noi siamo i morti’ di GianLorenzo Franzì, AUGH! Edizioni: delitti neri nell’incubo glam del Grande Fratello

Il ritorno alla narrativa da parte del critico teatrale e cinematografico si consuma in un romanzo che reinventa schegge dell'immaginario di 1984 di Orwell con spunti da David Bowie, tra horror, thriller e sci-fi, generando storie marce che impattano i sensi con scrittura tagliente

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C’è una perla nera nella collana Ombre dell’editore AUGH!. Si tratta dell’incubo distopico di Noi siamo i morti, un thriller su sfondo fantascientifico intriso del marciume dei falliti e del sangue di uno splatter. La penna, vivissima, è quella consumata di GianLorenzo Franzì, critico cinematografico e teatrale, giornalista, ideatore e conduttore di programmi tv e radio, nonché creatore del Lamezia International Film Fest. Da scrittore, fa il proprio ritorno in narrativa con questo romanzo, dopo la raccolta di racconti del 2009, Come in cielo così in terra (Editore Sacco).

In Noi siamo i morti, in un collage di immaginari, l’autore ricombina suggestioni da David Bowie e George Orwell. I cani di diamante, spietata milizia zoomorfa al servizio del Grande Fratello, citano alla lettera il titolo dell’ottavo album del cantante britannico, scomparso nel 2016, che già s’ispirava nel concept alle lucide fantasie orwelliane di 1984. È un universo anfetaminico che Franzì riformula, con un visionario sistema di livelli escheriani, tra sopravvissuti, serial killer, mutanti e trafficanti di droghe del futuro.

La trama

Tre storie e un mistero. Il passato e il futuro, nel mezzo il nulla. Un cantante fallito, una truffa con il morto e la tv del sorriso, ma anche un uomo in fuga nel futuro, diversi omicidi e scene da un manicomio mentre su tutto vigila un nuovo Grande Fratello. “Ma tu, tu, hai davvero capito?”. Noi siamo i morti è un thriller inquietante, costruito su coordinate temporali che sfuggono e si intrecciano sullo sfondo di una distopia lontana ma troppo vicina. (trama ufficiale dal sito di Augh! Edizioni)

Il rosso e il nero

Con inizio in situazione, alternanza dei narratori, mescolanza di tempi e realtà, in Noi siamo i morti GianLorenzo Franzì compone un allucinato scenario fantascientifico, che affiora con contorni inquietanti dai rilanci del sincopato storytelling. Il piglio è da abile montatore di incubi, le frasi sono sentenze acuminate come punteruoli. Apparente distopia a parte, a prendersi la scena sono sovente il rosso del sangue e il nero dell’horror, ma anche del noir.

Alcuni stralci, fortemente epidermici, generano brividi lungo la schiena: l’anatomia dei delitti di un serial killer, le morti violente, le viscere e gli spruzzi di sangue, con la visività di un film. Ma ci sono, di là degli aguzzini, le storie individuali da degenerazione tossica del noir. Un passaggio ritorna, come un mantra dei perdenti:

Il preciso momento in cui la mia vita, e quella di chi mi stava intorno, ma soprattutto la mia, aveva cominciato ad accartocciarsi su se stessa, come un pacchetto di sigarette usato, e tutte le cose avevano iniziato ad andare male.

Il cantante fallito Umberto Fazzi cerca di risorgere dall’inferno dei mediocri dopo una parabola di dischi d’oro, amori morbosi, cocaina e depravazioni. Il detective Nathaniel Essex s’intrappola nelle indagini entro un sistema corrotto, mentre si consuma al ricordo di un amore che fu. Il Brotherin’ Jack del prologo, ex animatore della giostra sessuale della Love-me Avenue, si muove in bassifondi minacciosi di omicidi e droghe. Per lui, e per tutti, c’è sempre un abisso in agguato in cui sprofondare.

In tutti i sensi

Eppure, la visività non è l’unico senso mobilitato nel romanzo di Franzì. In Noi siamo i morti, alla ricomposizione cerebrale del puzzle misterioso e all’adrenalina degli inseguimenti, si sommano l’olfatto e quasi il gusto, nel dare la sensazione della presenza fisica su pagina. È una storia che sa di putredine. Si sforza di avere un impatto carnale sul lettore, come se Joe D’Amato fosse finito in una distopia glam.

L’odore è caldo e umido. Impregnato di una fragranza dolciastra, come un buon profumo marcito nel sangue.

Viscerale nelle sue sinestesie, il romanzo si fa leggere per il ritmo incalzante. Se si ha lo stomaco. Gli amanti del genere l’avranno senz’altro. Ma serve anche la testa. Perché nel crescente vortice di indagini, truffe e rese dei conti, c’è non solo da capire, bensì – letteralmente – da raccogliere la sfida di Franzì-enigmista: “Ma tu, tu, hai davvero capito?”.

Titolo: Noi siamo i morti
Autore: GianLorenzo Franzì
Collana: Ombre
Pagine: 152
Prezzo di copertina: Euro 14,00
Pubblicazione: 2021
EAN: 9788893433235

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