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IN SALA

‘È andato tutto bene’. Un film capace di riflettere sul delicato tema dell’eutanasia

L’ultimo film di François Ozon, già presentato al Festival di Cannes, arriva ora nelle nostre sale

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Arriva nelle sale , distribuito da Academy TwoÈ andato tutto bene, ultimo lavoro del regista francese François Ozon.

‘È andato tutto bene’: la trama

Emmanuèle Bernheim, scrittrice e sceneggiatrice di fama (interpretata da Sophie Marceau) viene avvisata da una telefonata della sorella Pascale (Géraldine Pailhas) che il padre ottantacinquenne André (André Dussollier) è stato ricoverato d’urgenza a causa di un ictus.

Grazie alle cure ricevute e alla costante fisioterapia alla quale viene sottoposto, le condizioni di André tendono, con i mesi, a migliorare. Tuttavia, rendendosi conto che la vita per lui non sarà più la stessa e non essendo disposto a dipendere dagli altri, André matura la decisione di voler morire, chiedendo così alla figlia Emmanuèle di aiutarlo a porre fine alla propria esistenza.

Inizierà quindi per la donna un periodo tremendo, da un lato dilaniata dall’angoscia di veder morire il padre e, dall’altro, conscia del fatto che non può esimersi dall’aiutare l’anziano genitore a compiere ciò che, fermamente, desidera.

Un argomento estremamente delicato come quello dell’eutanasia trattato con mano sapiente

È andato tutto bene è tratto dall’omonima opera letteraria biografica scritta dalla vera Emmanuèle Bernheim, morta di cancro nel 2017, scrittrice e sceneggiatrice, fra l’altro, di alcuni film dello stesso François Ozon (fra cui Sotto la sabbia e Swimming Pool). Un film che affronta senza remore un tema estremamente delicato come è quello sull’eutanasia legale.

François Ozon, che oltre a firmare la regia è anche autore della sceneggiatura, è molto bravo a non schierarsi e a limitarsi a raccontare una storia drammatica semplicemente esponendo i fatti, senza mai giudicare cosa sia giusto e cosa sbagliato. Riflettendo sulla inadeguatezza di una legislazione non al passo con i tempi e incapace di soddisfare le istanze che giungono con sempre maggiore forza dalla società civile e ponendosi domande su cosa sia moralmente etico.

Emmanuèle, nel suo immenso dolore, deve iniziare un percorso di avvicinamento alla morte del padre ma, prima ancora, deve compiere un faticoso lavoro su se stessa, affrontando e risolvendo l’enorme dilemma morale che l’assale. Ponendosi, da figlia, la domanda se sia giusto assecondare l’estremo desiderio di André oppure rifiutarsi di tendere la mano che il padre le aveva implorato di dargli.

Una sceneggiatura che riesce a far convivere toni drammatici e momenti più rilassati in cui ci si arrischia anche a sorridere

Sono tutti temi difficili da affrontare – soprattutto per il carattere molto personale e intimo di tali scelte –  che il cinema già in passato ha affrontato spesso con esisti ragguardevoli. Il film di François Ozon inoltre, ha la capacità di utilizzare una cifra stilistica che riesce a far convivere toni drammatici, inevitabili considerato il tema affrontato, e momenti più rilassati, nei quali addirittura, ci si arrischia in qualche modo a sorridere.

Un film riuscito che conferma il talento del regista transalpino, aiutato anche dalle prove attoriali. Nel cast, che annovera, fra gli altri, Charlotte Rampling e Hanna Schygulla nei ruoli, rispettivamente, della moglie di André e di una volontaria di un’associazione svizzera che aiuta le persone che lo richiedono a morire, spiccano, in particolare, Sophie Marceau, mai sopra le righe e bravissima nel comunicare il suo tormento interiore e André Dussolier, intenso nel mostrare sul suo volto la sofferenza e le offese della malattia.

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È andato tutto bene

  • Anno: 2021
  • Durata: 113'
  • Distribuzione: Academy Two
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: François Ozon
  • Data di uscita: 13-January-2022