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‘Supereroi’ Incontro con Linda Caridi

Tra i protagonisti di Supereroi di Paolo Genovese, Linda Caridi ha svelato qualche ricordo dai set e quale è il suo sogno nel cassetto. Dopo l'esperienza sul set della serie Il cacciatore, è al cinema dal 23 dicembre 2021.

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linda caridi ricordi

Incontrata al Festival di Giffoni 2021, Linda Caridi è tra i protagonisti dell’atteso Supereroi di Paolo Genovese (nelle sale dal 23 dicembre 2021).

‘Supereroi’: quando l’amore dà i superpoteri

Nata a Milano, classe 1988, l’attrice si è imposta all’attenzione del grande pubblico con Ricordi? di Valerio Mieli, al fianco di un mostro di bravura quale Luca Marinelli. Nel film, Linda non solo regge il confronto, ma a tratti ruba la scena.

linda caridi il cacciatore

Il motivo è presto detto: una personalità come la sua si nutre di anima, talento e preparazione. Non a caso ha interpretato ruoli difficili e stratificati come Antonia Pozzi nell’opera di Ferdinando Cito Filomarino e il magistrato Paola Romano nella serie Il cacciatore.

Interpretando donne forti e complicate

Hai spesso interpretato personaggi femminili dall’identità forte, ma anche complessa. Pensi che ci sia un fil rouge tra Antonia Pozzi e la Lei di Ricordi?

Sicuramente siamo in due contesti diversi, perché da un lato ci muoviamo in una storia vera, dall’altro in una storia immaginifica, e anche surreale nel modo in cui viaggia attraverso il tempo e le sensibilità.

Forse quello che porto come interprete nei miei ruoli è il tentativo di spaziare all’interno di componenti al femminile. Se da un lato ci sono la delicatezza e la fragilità, dall’altro la determinazione, la convinzione di portare avanti quelli che sono il proprio sentire e i propri ideali.

Questo vale sia nel caso di Antonia, che era una freccia scoccata ad altissima velocità nel vento, sia per la Lei di Ricordi?. Anche se cambia opinione nel tempo è molto connessa alla vita, quindi cerca di percepire quello che c’è intorno e poi piano piano anche quello che c’è dentro.

ricordi marinelli caridi

I modelli e il consiglio di Linda Caridi

Come riesci a portare questa energia, questa passionalità all’interno del tuoi personaggi? Quanto ha aiutato il teatro e hai dei modelli di riferimento femminili a cui guardi?

Il teatro mi ha aiutato tantissimo a fare di un gioco una passione più strutturata, mi ha insegnato la dedizione, i tempi lunghi e intensi. Il cinema mi ha insegnato l’attesa invece, che a teatro è una grandezza di tempo un po’ diversa.

Ci sono dei modelli recitativi, ma mi piace molto guardare anche alla vita e osservare l’umanità che ho attorno, femminile o maschile che sia. Dove vedo passione, dedizione e cura, c’è sempre qualcosa che mi accende.

Non tutti abbiamo la fortuna di fare un lavoro che ci piace, e non per forza il lavoro che ci piace deve essere qualcosa di spettacolare; quindi può capitare di perdermi, di rimanere rapita da qualcuno che taglia l’erba in un certo modo, o che cura le piante in un certo modo. Chi, nella semplicità o nel coltivare il suo mestiere, diventa specialista di quello che fa.

Ecco, specializzare la propria professione penso sia anche un messaggio bello da passare a chi studia, ai ragazzi. Possiamo essere bravissimi a fare qualcosa e non smettere mai di imparare, di specializzarci in quella cosa.

Sogni nel cassetto e “invasioni di orsi”

C’è una figura o un personaggio che hanno rappresentato qualcosa di importante per te? O un sogno nel cassetto che vorresti portare in scena?

La poetessa russa Achmatova che è una figura che mi affascina molto, per il rapporto che aveva col contesto storico e politico del suo tempo e per il modo in cui ha usato la poesia. La accusavano di non farne un qualcosa di politico, nella Russia molto attiva da quel punto di vista.

Facendo però, in realtà, un ritratto del femminile e dell’umanità che aveva attorno, ha lasciato un suo forte segno. Con grande coraggio perché era una donna, e sappiamo che storicamente non è mai stato semplice esserlo ed essere artiste, essendo donne.

Come è andata l’esperienza da doppiatrice ne La famosa invasione degli orsi in Sicilia?

Mi ha aiutato l’aver fatto teatro e lavorato con la vocalità. Il regista ha costruito i personaggi anche sulle vocalità, italiane e francesi. È stata una prima esperienza sorprendente, non mi era mai capitato. Il mio approccio è stato nel capire il carattere e portare un pezzo delle mie origini siciliane.

Linda Caridi | Da Supereroi a The Baby Walk

E invece in Supereroi di Genovese?

La mia prima collaborazione con Genovese risale al secondo anno di scuola alla Paolo Grossi, quando cercavano una bambina per La banda dei Babbi Natale.

Qui sono entrata in corsa, ma ho dei ricordi della prima settimana all’Isola di Ponza. C’era una scena in barca e il mare grosso, io stavo per prendere il volo dalla prua. È bello quando succedono degli imprevisti che ci ricollegano a quello che stiamo facendo.

Genovese è specializzato nel creare la convivialità che serve a cementificare il gruppo.

Cosa puoi dirci del progetto con la compagnia The Baby Walk?

Nasce dall’urgenza di affrontare il tema dell’identità. Ogni giorno ci definiamo attraverso i vestiti, i capelli, le parole.

Il fatto di inseguire una libertà è una sfida che affrontiamo tutti.

Ci siamo resi conto che è una tematica che riguarda tutti e il problema è di chi non riesce a riconoscerlo.

supereroi

E ora non resta che scoprire il ruolo di Linda Caridi nell’atteso Supereroi!

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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