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Italian Film Festival Berlin

‘Freaks out’ di Gabriele Mainetti in competition a Italian Film Festival Berlin

Presentato ala 78esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, arriva a Italian Film Festival Berlin 2022 Freaks out di Gabriele Mainetti un'opera carica di suggestioni e passione.

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freaks out leoncino d'oro

Arriva anche a Berlino Freaks Out, il film passato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Gabriele Mainetti torna al lungometraggio  sei anni dall’opera prima che conquistò pubblico e critica, Lo chiamavano Jeeg Robot.

In concorso, nella Selezione Ufficiale, di Venezia 78, Freaks Out di Gabriele Mainetti è stato senza dubbio il secondo titolo più atteso (dopo Dune qui la recensione) della celebre kermesse. Ora a Berlino é in competizione con altri film italiani importanti come Nostalgia, Piccolo Corpo, Ennio e altri titoli che trovate qui: Italian Film Festival Film Competition

Considerando che l’uscita in sala, inizialmente prevista per ottobre 2020, è stata rimandata di volta in volta, tra lavori di post-produzione e pandemia, intorno al film si è creato un incredibile clima di aspettative, decisamente ripagate.

*Leggi anche: ‘Freaks out’ di Gabriele Mainetti in concorso a Venezia 78

Freaks out di Gabriele Mainetti | La trama

In una Roma del 1943, nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale e alla soglia dei rastrellamenti nazisti, un gruppo di circensi mette in piedi spettacoli pieni di magia e meraviglia.

Noi senza circo non semo niente.

Guidati dall’affabulatore Israel (Giorgio Tirabassi), Fulvio (Claudio Santamaria), l’uomo lupo superforte, Matilde (Aurora Giovinazzo), la fatina dell’elettricità, Cencio (Pietro Castellitto), che comanda gli insetti, e Mario (Giancarlo Martini), il clown che è una calamita vivente, si guadagnano da vivere con le loro performance.

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biennale venezia 2021

L’intensificarsi del conflitto li priverà della loro casa e, ben presto, anche del loro leader. Improvvisamente e dolorosamente soli, i quattro si troveranno costretti a fuggire dalla Capitale, allo sbando e senza più un soldo in tasca.

Sarà Matilde a convincerli a mettersi sulle tracce di Israel, ma la strada è costellata di ostacoli e loro sono solo dei “fenomeni da baraccone”. Il loro unico punto di forza dipende dal rimanere uniti.

Quando nel sangue scorre la passione per il cinema

Gabriele Mainetti è uno che il cinema ce l’ha (e ce l’ha sempre avuto) nel sangue. Ma oltre a questo c’è molto di più. C’è lo sguardo attento e avvolgente di un grande regista, c’è la passione smisurata per l’arte nelle più svariate declinazioni, c’è la capacità di dare forma a un sogno.

Lo chiamavano Jeeg Robot (2015) – qui la recensione– ha segnato per lui l’esordio nel lungometraggio, ed è stato un esordio col botto. Ma prima, Mainetti ci aveva regalato piccoli accenni di capolavori come Basette (2008) e TigerBoy (2012).

Quindi non sorprende ritrovarlo e accoglierlo alle prese con i suoi freaks, personaggi usciti da un immaginario al tempo stesso unico e condiviso. Ciò che però riesce a realizzare con loro è qualcosa di assolutamente unico.

Un capolavoro sui generis.

Un trattato di cinema, che andrebbe forse studiato nelle scuole. Zeppo com’è di riferimenti tra i più disparati, ciascuno dei quali perfettamente ancorato alla realtà narrativa che va colorando, Freaks Out tempesta lo spettatore di stimoli, lo sovraccarica, fino all’esplosione finale.

E può bastare una singola battuta, un’inquadratura, per far nascere l’applauso più spontaneo, appassionato e liberatorio possibile.

*‘Freaks out’ Incontro con Gabriele Mainetti e il suo cast

Freaks out | Un’opera seconda fatta di spettacolo e romanità

Mainetti scrive e dirige un’opera impegnativa e suggestiva sotto molteplici punti di vista. Al suo secondo lungometraggio, l’autore romano, classe 1976, affronta temi come la guerra, il nazismo, l’olocausto, in un modo totalmente originale.

La sua personalità si rispecchia nelle scelte stilistiche, nella visionarietà, nell’eccesso, sempre funzionale. Non fosse altro per alleviare quella sete di spettacolo a cui già il trailer strizzava l’occhio.

Inoltre dietro l’incredibile facciata, vibra un’umanità reale, fatta di carne, sentimenti e storia.

Siete l’accollo più bello che mi sia mai capitato.

Freaks out Mainetti

Roma è il contenitore perfetto. La Capitale, a cui anche in questa occasione viene reso omaggio, si presta con i suoi Fori Imperiali e le sue cupole maestose. La romanità permea la narrazione, soprattutto grazie alla cadenza dialettale degli ottimi interpreti. E il piacere degli occhi si estende alle orecchie.

Oltre all’intrattenimento, la Storia e i suoi mostri

Se l’intrattenimento viene al primo posto, non si può non percepire una presa di posizione forte nei confronti di un periodo storico fondamentale e di chi ne ha fatto parte.

La mescolanza di elementi e di generi permette di arricchire il discorso e di mostrare le varie facce di una medesima medaglia. I mostri (freaks) del titolo sono in realtà molto meno terribili (e temibili) di coloro che si considerano normali.

La tragedia della guerra è che prende gli uomini migliori e li trasforma nei peggiori.

La diffidenza, il senso di colpa, il bisogno di perdono o di accettarsi per chi si è, spinge in una direzione oppure in un’altra. Vittime e carnefici, eroi e assassini. Quando arriva il momento in cui è necessario compiere una scelta, mettersi in gioco, talvolta sacrificarsi, i ruoli vengono definiti. Una volta per tutte.

Freaks out

Freaks Out di Gabriele Mainetti – qui il trailer –é al cinema  distribuito da 01 Distribution.

Delle vendite estere si occupano invece True Colours e Rai Com. Una produzione Goon Films e Lucky Red con Rai Cinema, in coproduzione con Gapbusters.

In streaming su Sky e Prime Video

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui

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Freaks out

  • Anno: 2021
  • Durata: 141
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Nazionalita: Italia, Belgio
  • Regia: Gabriele Mainetti
  • Data di uscita: 28-October-2021