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Jean Paul Belmondo: muore a 88 anni “il cattivo ragazzo” di Godard

Carismatico e amatissimo dal grande pubblico! Addio all'attore simbolo della Nouvelle Vague

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Jean Paul Belmondo si è spento all’età di 88 anni. La sua presenza da “cattivo ragazzo” nel capolavoro new wave di Jean-Luc Godard “Breathless ( Fino all’ultimo respiro) lo ha reso l’idolo francese della sua generazione.

Per molti anni Belmondo ha regnato come una delle più grandi star del cinema europeo. Spesso accostato iconicamente a James Dean e Marlon Brando, per la tipologia di personaggi interpretati e il carisma selvaggio si è dimostrato duttile e camaleontico, prestandosi ad ogni tipologia di carattere interpretativo.

Dopo Fino all’ultimo respiro il culto che si è formato intorno a lui è stato soprannominato le belmondisme dai media francesi. Un personaggio di antieroe quello indossato da Belmondo  che bello e dannato, non propenso alla redenzione.

Nonostante il suo innnegabile magnetismo resistette sempre alle tentazioni offerte dal mondo di Hollywood criticando anzi spesso il mondo dorato degli studios americani per aver dominato eccessivamente gli schermi cinematografici in Francia.

Dopo il successo con il film di Godard, Belmondo viene contattato da Claude Sautet per recitare accanto a Lino Ventura nel suo noir Asfalto che scotta (1960), molto apprezzato dalla critica. Con l’interpretazione seria e malinconica di Eric Stark, Belmondo dimostra notevole talento e intensità drammatica.

Ha lavorato con molti grandi registi francesi della sua generazione: Truffaut (“La sirena del Mississippi”), Chabrol (“A Double Tour” alias “Leda“)Jean Becker ( ‘Quello che spara per primo’ 1961), Henri Verneuil (‘Quando torna l’inverno’, 1962) e Melville (tre film, compreso il grande “Leon Morin, Sacerdote”).

L’italiano è la lingua che ha accompagnato i miei incontri con i più grandi registi.

Come Bogart, mai considerato “Bello” nella classicità del termine, il fascino irregolare era parte del successo e componente essenziale della sua immagine. Fu interprete de La ciociara (1960) di Vittorio De Sica  e poi di Amerigo ne ‘La viaccia‘ di Mauro Bolognini (1961) affermando sempre il grande amore che aveva per il Cinema e gli autori italiani.

Ho chiesto a Godard se almeno avesse un’idea di quello che voleva fare. Mi ha dato una risposta che mi ha riempito di entusiasmo: “No”.

Ma il film che lo consacra come uno dei maggiori attori francesi presso pubblico e critica è senza dubbio Fino all’ultimo respiro (1960), manifesto della Nouvelle Vague.

Per Philippe de Broca  interpreta ‘L’uomo di Rio’ (1964), cocktail di commedia gialla, film d’avventura, parodia di generi in voga: Pierrot le fou’ è del 1965.

Durante gli anni ’70 fu la star più popolare del paese e uno dei più grandi nomi d’Europa . Fa coppia con l’altra grande star francese, Alain Delon, nel film d’epoca “Borsalino” nel 1970, e recita nell’apprezzato “Stavisky”, del regista Alain Resnais.

Negli ultimi anni di Cinema non rinuncia ai ruoli che hanno fatto la sua carriera e ai registi-complici di sempre (Gerard Oury, Philippe Labro, Henri Verneuil, Jacques Deray, Georges Lautner), ma cerca altro. In teatro ripassa tutti i grandi classici guadagnandosi  intanto il Premio Cesar come miglior attore nel 1989 per ”Una vita non basta” di Claude Lelouch.

Il restera à jamais Le Magnifique. Jean-Paul Belmondo était un trésor national, tout en panache et en éclats de rire, le verbe haut et le corps leste, héros sublime et figure familière, infatigable casse-cou et magicien des mots. En lui, nous nous retrouvions tous.

Emmanuell Macron

La ciociara di Vittorio De Sica