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‘DAU. Natasha’ il mondo parallelo dell’ex-Unione Sovietica

Distribuito da Teodora Film, uscirà il 26 agosto nelle sale il primo film nato dal leggendario progetto DAU, premiato al Festival di Berlino.

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Considerato uno dei più mastodontici, ambiziosi e sconvolgenti eventi cinematografici degli ultimi anni, il progetto DAU, di Ilya Khrzhanovskiy (internazionalmente acclamato nel 2004 per il film 4) e Jekaterina Oertel, premiato al Festival di Berlino e già acclamato dalla critica internazionale, è più di un film.

É un’esperienza onnicomprensiva, in parte anche urticante, che ha coinvolto oltre 400 attori non professionisti, chiamati a vivere per tre anni sul più grande set mai costruito.

Dal 26 agosto sarà possibile immergersi in questa esperienza visivamente e narrativamente complessa,  della durata di oltre due ore, nelle sale cinematografiche di tutta Italia.

Il Progetto DAU

Il produttore Sergey Adonyev ed il regista Ilya Khrzhanovskiy intendevano ricreare la vita e le atmosfere dell’Unione Sovietica tra il 1938 e il 1968, concentrando le storie dei vari personaggi del film negli anni Cinquanta, intorno al Lev Landau Institute (da cui l’abbreviazione DAU), un istituto di ricerca scientifica sovietico, che nascondeva molti segreti, intitolato al celebre fisico russo.

Per realizzare questo intento, la troupe e gli attori del film DAU: Natasha hanno letteralmente vissuto sul set, ripresi in ogni momento della giornata – un po’ alla Truman Show – creando una sorta di mondo parallelo, in un’incredibile convergenza tra realtà e finzione.

Il risultato è un’operazione visionaria che tiene insieme cinema, performance, scienza, critica sociale ed esperimento antropologico.

Dal progetto complessivo DAU sono stati tratti diversi altri film, 13 in tutto, ciascuno autonomo nel raccontare un frammento di quell’universo, ed è stata realizzata una grande installazione, presentata a Parigi al Théâtre de la Ville, al Théâtre du Châtelet e al Centre Pompidou.

Nel corso del tempo sono stati numerosi gli artisti che hanno visitato l’Istituto, da Marina Abramovic a Romeo Castellucci, così come il premio Nobel per la fisica David Gross. Lo scrittore torinese Gianluigi Ricuperati si è ispirato a DAU per il suo romanzo Est.

La storia di Natasha per raccontare un regime totalitario

La storia di DAU. Natasha parte dal raccontare un episodio della vita della giovane cameriera della mensa del DAU, Natasha, che insieme ad una collega viene coinvolta in una festa e sedotta da un visitatore straniero, per allargare poi lo sguardo alla violenza ed alle storture del regime sovietico di quegli anni e, metaforicamente,  della Russia odierna e delle sue vittime, nonché di ogni regime totalitario.

Due cameriere della mensa, dove passano tutti, dagli scienziati ai ricercatori, stringono una particolare amicizia con alcuni di essi, finché una delle due viene sedotta da un visitatore straniero, dopo una festa in cui scorrono fiumi di alcool: ingenuamente Natasha si abbandona ad una notte di passione con un affascinante scienziato francese, Luc Bigé.

Convinta all’inizio di aver trovato l’amore, e decisa a vivere la sua avventura, la donna si ritrova presto sola e in grave pericolo. Venuto a conoscenza dei suoi rapporti con lo straniero, infatti, un funzionario del KGB la convoca per un interrogatorio e l’umile cameriera del DAU si trasformerà in nemica del regime, richiedendo l’intervento del Ministro della Sicurezza Nazionale. Natasha sarà costretta, in un confronto unidirezionale che ha per posta la vita, dopo umiliazioni ed abusi, a diventare una spia.

Una storia radicale e provocatoria

DAU. Natasha, oltre ad essere un film che dà la misura di come persone innocenti e all’oscuro di segreti politici rimangano coinvolte in situazioni drammatiche e paradossali, nutrite dalla paranoia e dal controllo tipici di tutti i regimi dittatoriali, è un’esperienza cinematografica difficile da immaginare e impossibile da dimenticare, anche grazie al cast eccezionale di non professionisti (la protagonista, Natalia Berezhnaya, ha avuto una candidatura agli EFA) e alla fotografia in 35mm di un maestro come Jürgen Jürges, storico collaboratore Fassbinder e Haneke.

Secondo alcuni critici, il progetto, pur mosso da intenti di ricostruzione storica e denuncia di strategie violente nell’uso del potere, può risultare ridondante, estremo ed poco digeribile, in particolare nel controverso uso delle scene di abusi e violenze cui, secondo i critici più impietosi, sarebbero stati realmente sottoposti gli attori ed attrici del film: questi ultimi hanno però negato tutto.

Di certo il film è un’esperienza limite, non accessibile a tutti, che può attirare magneticamente e respingere al tempo stesso,  controversa ed unica proprio per le modalità volutamente radicali e provocatorie fino al paradosso. Ciascuno potrà sperimentare il proprio livello di tolleranza, accettazione e coinvolgimento.

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  • Anno: 2020
  • Durata: 138'
  • Distribuzione: Teodora Film
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Germania, Ucraina, Gran Bretagna, Russia
  • Regia: Ilya Khrzhanovskiy e Jekaterina Oertel
  • Data di uscita: 26-August-2021