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Animazione

Incontro con Bruno Bozzetto il regista di film d’animazione divenuti di culto come West and Soda e Vip, mio fratello superuomo che non ama essere definito un maestro

Non chiamatemi maestro, solo Bruno

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Non chiamatemi maestro, solo Bruno

Venerdì 16 luglio alla Manifattura Tabacchi di Firenze è andata in scena una delle serate più belle e coinvolgenti di quest’estate fiorentina. La Fondazione Stensen, che gestisce l’arena estiva situata nella suggestiva Piazza dell’Orologio della Manifattura, insieme allo studio d’animazione DogHead Animation, ha avuto il merito, il piacere e l’onore di organizzare un incontro con Bruno Bozzetto, uno dei più grandi autori del cinema italiano d’animazione. A condurre il talk a ingresso libero, a cui è seguita la proiezione di Allegro non troppo, tra le vette artistiche di Bozzetto, la giornalista Marta Perego. Come forse saprà chi ha avuto modo di vedere e apprezzate Bozzetto non troppo, il bel documentario realizzato da Marco Bonfanti nel 2016, il regista di film d’animazione divenuti di culto come West and Soda e Vip, mio fratello superuomo non ama essere definito un maestro. Alla giornalista, che gli chiede come vuol essere chiamato, risponde: solo Bruno, è il mio nome, il nome di un colore seguito da Bozzetto, che significa disegno. Anni fa mi ero divertito a farmi un biglietto da visita col mio nome e cognome tradotto in tutte le lingue. Quando ho iniziato a fare questo lavoro c’era solo Walt Disney o quasi, la parola “animatore” non esisteva ancora, non aveva senso. Più che un lavoro è nato come un gioco. Penso tuttora che deve essere concepito come un divertimento, perché se noi ci divertiamo nel farlo poi si diverte anche il pubblico. Ricordo che i fratelli Pagot, i pionieri italiani del cinema d’animazione da cui mi ero recato da giovane per propormi, mi sconsigliarono vivamente di fare questo mestiere, che alla fine è nato dalla mia innata passione per i disegni. Volgarmente si è tramutato in lavoro coi primi soldi, col primo carosello che feci seguito poi da altri lavori.
A sentirlo parlare, a vederlo lì sul palco durante l’intervista pare quasi impossibile che Bruno Bozzetto, nato a Milano nel 1938 ma bergamasco d’adozione, dove vive tuttora circondato dall’affetto della sua famiglia e dei suoi numerosi animali, tra cui spicca la presenza dell’irresistibile e adorabile Beeelen, una pecora domestica che si crede un cane, abbia già 83 anni. Un uomo dai modi pacati e gentili, che alla fine del talk si è dimostrato affabile e disponibile col pubblico, pronto a firmare autografi, a farsi fotografare e a realizzare dei disegni con dedica a chi glieli richiedeva. Un grande artista e un uomo adorabile, di una semplicità e di un’umiltà disarmanti, dotato di una simpatia innata e di un’ironia fuori dal comune, come traspare dai suoi lungometraggi e dai suoi corti d’animazione. Oltre a essere un artista di grande talento Bozzetto è un animalista e un ecologista convinto, come sa bene chi lo segue sui suoi canali social dove rilascia tantissimi disegni e vignette. Il più grande insegnamento ecologico l’ho avuto da Bambi in una scena dove si evidenzia il grande pericolo che l’uomo rappresenta per la natura. Io amo la natura, gli animali, anche gli insetti. Sono cresciuto con Topolino, posso dire che Walt Disney è stato come un padre a livello artistico.
Durante l’incontro Bozzetto è sempre pronto a schernirsi, a ridimensionare la portata del suo lavoro con un battuta, a coinvolgere il pubblico con aneddoti simpatici e divertenti. La mia era un’animazione “funzionale” e lo è tuttora. La nostra animazione si basava sulla gestualità, non c’era la perfezione tecnica di adesso, io insistevo sull’idea, sull’ironia, su temi universali, sulle gag per sorprendere il pubblico. Ai miei tempi poi non c’era il politicamente corretto che adesso limita e taglia le gambe. Ho quasi sempre avuto una totale libertà creativa mentre nell’animazione odierna i passaggi e le fasi di lavoro sono innumerevoli, dall’idea allo storyboard fino all’aspetto più difficile e complicato, ovvero convincere i produttori. Noi poi eravamo dei pazzi, in sei riuscivamo a fare un film d’animazione, adesso i titoli di coda durano quindici minuti, ci lavorano centinaia e centinaia di persone.
A proposito di Allegro non troppo, considerato dai più come il suo capolavoro, ricorda che le scene girate dal vero in teatro con Maurizio Nichetti, Néstor Garay e Maurizio Micheli avevano delle scenografie e dei costumi con colori fantastici che purtroppo gli spettatori non hanno mai potuto vedere perché scelse di renderle in bianco e nero per creare uno stacco netto rispetto alle scene d’animazione. Il mio episodio preferito del film è quello col gatto, nel disegnarlo mi ero ispirato al micio di mia moglie, Amarillide, un nome assurdo! Ho imparato ad amare la musica classica, che ho voluto usare nel film come esplicito e divertito omaggio a Fantasia, proprio grazie al classico della Disney, prima la definivo musica dei morti!
A proposito del signor Rossi, il suo personaggio animato più celebre e fortunato, che in una scena esilarante e irresistibile di Allegro non troppo si diverte a “uccidire”, Bozzetto svela l’insolita origine del personaggio. Il signor Rossi è nato come caricatura del direttore di un festival di Bergamo che aveva rifiutato un mio film, che effettivamente era bruttino, piatto, senza guizzi o slanci. Però devo dire che dopo, al festival, vidi che c’erano lavori ben peggiori del mio.
Sul finire dell’incontro Bozzetto ha speso parole di grande elogio e ammirazione nei confronti di Zerocalcare, che considera il più grande disegnatore e fumettista che abbiamo adesso in Italia. Penso che la sua serie d’animazione (prodotta da Netflix) sarà davvero incredibile, per spirito e creatività. Per me il talento emerge sempre, talvolta può impiegare anni per essere riconosciuto, altre volte – complice un colpo di fortuna – può emergere subito. Poco prima della fine del talk le parole di Bozzetto fanno capire ancora una volta quanto ami e quanta passione riponga nel suo mestiere attraverso il quale ha regalato tante belle emozioni a diverse generazioni di spettatori: l’animazione è il più bel lavoro che ci possa essere, è bellissimo poter creare un mondo con un foglio e una matita. Mi rende felice e orgoglioso avere un’idea e riuscire a realizzarla, portare a termine un lavoro, un film o un corto.

Al seguente link è possibile recuperare l’incontro con Bozzetto: https://www.facebook.com/fondazionestensen/videos/1195938370848540

Boris Schumacher

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Incontro con Bruno Bozzetto

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