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IN SALA

Captain America – Il primo vendicatore

Il celebre personaggio nato nel 1941 dalla fantasia della coppia Joe Simon e Jack Kirby rivive nuovamente sulla pellicola.

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Continua a colpi di trasposizioni e adattamenti la lotta all’ultimo frame tra Dc Comics e Marvel per il predominio assoluto al box office, in quello che è diventato a tutti gli effetti un vero e proprio genere cinematografico: il cinecomic. Scontro che da qualche anno a questa parte ha visto trasferire il campo di battaglia dalle tavole da disegno al grande schermo, trasformando quest’ultimo in un “terreno” dove si fronteggiano quelle “creature” che un tempo erano state forgiate dal tratto di una matita sulla carta e che adesso sono fatte di celluloide e pixel. Ultimo in ordine di apparizione della scuderia Marvel a sbarcare nelle sale, dopo il fortunato Thor di Kenneth Branagh e in attesa della pronta risposta della controparte con il terzo Batman firmato Christopher Nolan (The Dark Knight Rises), il primo dei vendicatori marvelliani, ossia Steve Rogers alias Captain America.

Il celebre personaggio nato nel 1941 dalla fantasia della coppia Joe Simon e Jack Kirby, sull’onda minacciosa dell’imminente entrata degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, rivive nuovamente sulla pellicola dopo un primo abominevole tentativo cinematografico datato 1990. Ad un ventennio di distanza gli esiti sono decisamente diversi, tanto da spingere il sottoscritto (e spero tanti altri colleghi) ad affermare di essersi trovato davanti ad uno dei più riusciti cinecomic partoriti da Hollywood. A prestare il volto al nuovo Captain America un sempre più evanescente Chris Evans, che nei panni del Super-Soldato dallo scudo a stelle e strisce piazza un’interpretazione ironica e allo stesso tempo fisicamente convincente come già accaduto con il personaggio di Torcia umana ne I Fantastici Quattro e Jensen in The Losers. Al suo fianco delle ottime spalle come Tommy Lee Jones, Stanley Tucci, Hayley Atwell e un sempre all’altezza Hugo Weaving negli scomodi panni del villain di turno, Red Skull. Un cast che dà quel tocco in più ad un film che sa essere contemporaneamente divertente e adrenalinico, grazie ad una riuscita combinazione di dialoghi brillanti e azione di buon livello (vedi le scene del treno, del bunker e il pre-epilogo sull’aereo) con conflitti a fuoco e combattimenti corpo a corpo coreograficamente semplici ma comunque spettacolari.

Dietro alla macchina da presa un Joe Johston che, reduce dal tonfo clamoroso di Wolfman, torna a regalare sprazzi di buon cinema d’intrattenimento, quello che aveva saputo somministrare alle platee con film come Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi, The Rocketeer e Jumanji, prima di viaggiare a fasi alterne con i successivi Jurassic Park 3 e Hidalgo. In Captain America sfrutta al massimo la popolarità di un personaggio amatissimo e le potenzialità di una resa visiva arricchita da una stereoscopia e da effetti speciali di discreta fattura per dare vita ad un pop-corn movie che non lascia l’amaro in bocca alla pari di tante altre trasposizioni da fumetto (Punisher e Daredevil docet). Con quest’ultimo tassello, l’operazione acquista il sapore inconfondibile di una sorta di prequel in stile X-Men, e adesso che tutti i protagonisti sono stati presentati non resta che aspettare che la squadra al gran completo (Hulk, Iron Man, Thor e lo stesso Captain America) scenda compatta sul capo di battaglia per lo scontro finale nell’imminente The Avengers (uscita prevista 4 maggio 2012).

 

Francesco Del Grosso    

     

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