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CANNES

Cannes 2021: la selezione dei classici

Come ogni anno, il Festival di Cannes presenta il meglio delle copie restaurate e invita a rivisitare la storia del cinema

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cannes 2021 classici

Il sipario su Cannes 2021 (qui per il Festival nel dettaglio) e i classici si alza con tanti titoli. Dal documentario pre-apertura di Mark Cousins a un omaggio al regista e attore Bill Duke. Ma oltre a questo anche tantissimo altro. Vediamolo nel dettaglio.

Cannes 2021: i classici

Omaggio a Bill Duke: The Killing Floor (1985, USA)

Kinuyo Tanaka, attrice e regista

Kinuyo Tanaka, una delle più grandi attrici giapponesi, realizzò il suo primo film nel 1953, che fu immediatamente selezionato per il concorso giapponese a Cannes nel 1954. Tornò nel 1961 e nel 1964 come interprete. È stata l’unica regista attiva dell’epoca d’oro del cinema giapponese e il suo secondo film presentato qui è un riflesso del suo immenso talento.

Ana Mariscal, Spagna al femminile

Regista pioniera del cinema iberico, l’attrice, sceneggiatrice e produttrice spagnola Ana Mariscal ha diretto dieci film, tanto anticonformisti quanto visivamente splendidi. Come assaggio del suo lavoro, una cronaca nostalgica di un modesto villaggio spagnolo negli anni ’60: El  Camino (Il sentiero) (1964, Spagna)

Oscar Micheaux

Il primo regista afroamericano nella storia del cinema americano.

Orfeu Negro, Palma d’Oro 1959

Il Festival di Cannes continua a esplorare le Palme d’Oro che hanno segnato la sua storia. Quest’anno, il mito di Orfeo ed Euridice è rivisitato da Marcel Camus in Brasile e messo in musica da Antônio Carlos Jobim.

Rossellini e i “Cahiers du Cinéma”

Mentre la Cineteca di Bologna continua il suo tour delle opere di Rossellini, i “Cahiers du Cinéma” celebrano la loro storia a Cannes. Il cofondatore della rivista, André Bazin, era membro della giuria nel 1954 e sono stati invitati ad ogni loro anniversario. Ed ecco, quindi, Francesco, giullare di Dio (Gli undici fioretti di Francesco d’Assisi / I fiori di San Francesco) di Roberto Rossellini (1950, Italia).

Cannes 2021: i classici restaurati

  • La Drôlesse (La sguattera) di Jacques Doillon (1978, Francia)
  • So dove sto andando! di Michael Powell e Emeric Pressburger (1945, Regno Unito)
  • Lumumba: Morte di un profeta di Raoul Peck (1990, Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Haiti)
  • La morte dell’amicizia di Peter Wollen (1987, Regno Unito)
  • Bal poussière di Henri Duparc (1989, Costa d’Avorio)
  • La doppia vita di Veronique di Krzysztof Kieślowski (1991, Francia, Polonia)
  • F for Fake di Orson Welles (1973, Francia, Iran, Germania)
  • Yashagaike (Demon Pond / L’Étang du démon) di Masahiro Shinoda (1979, Giappone)
  • La guerre est finie (La guerra è finita) di Alain Resnais (1966, Francia)
  • Échec au porteur di Gilles Grangier (1957, Francia)
  • Cara Louise (Louise) di Philippe de Broca (1972, Francia / Italia)
  • Napló gyermekeimnek (Diario per i miei figli) di Márta Mészáros (1983, Ungheria)
  • Až přijde kocour (Un giorno, un gatto / Il gatto Cassandra) di Vojtech Jasný (1963, Repubblica Ceca)
  • Monanieba (Pentimento) di Tenguiz Abouladzé (1984, Georgia)
  • Dan četrnaesti (Il quattordicesimo giorno) di Zdravko Velimirović (1960, Montenegro / Serbia)
  • Il cammino della speranza di Pietro Germi (1950, Italia)
  • Lettera di una donna sconosciuta di Max Ophüls (1948, 1h27, USA)
  • Mulholland Drive di David Lynch (2001, 2h25, USA)

Cannes Classici 2021: i documentari

Le tempeste di Jeremy Thomas di Mark Cousins

Un ritratto del produttore britannico Jeremy Thomas, in viaggio da Londra a Cannes. La passione per il cinema e la scoperta di nuovi talenti, la compagnia di Bernardo Bertolucci o Takashi Miike, del regista-cinematografo-autore Mark Cousins.

Satoshi Kon, the Illusionist di Pascal-Alex Vincent

Un’immersione nella straordinaria opera del regista Satoshi Kon da parte dello specialista di cinema giapponese Pascal-Alex Vincent. Con interviste ai più grandi registi giapponesi, francesi e americani ispirati dalla sua opera.

Buñuel, un cineasta surrealista di Javier Espada

Luis Buñuel e il Festival di Cannes hanno una grande storia d’amore (la sala dove vengono proiettati i film classici di Cannes si chiama proprio Buñuel). Pieno di cultura, questo documentario, dedicato a Jean-Claude Carrière che fu molto vicino al cineasta spagnolo e scrisse molti film con lui, esplora brillantemente i temi del grande Buñuel.

Montand est à nous (Tutto su Yves Montand) di Yves Jeuland

Yves Montand ha lasciato un segno tanto forte nel cinema quanto nel music-hall. In occasione del 100° anniversario della sua nascita e del 30° anniversario della sua morte, Montand est à nous è un documentario eccezionale. Scritto da Yves Jeuland e Vincent Josse.

La storia del cinema: una nuova generazione di Mark Cousins

Un grande viaggio cinematografico nel cinema pre-pandemico. Tutto ricomincia con questa magica e ambiziosa odissea di un’abbondanza senza pari nel mondo cinematografico di oggi. Come pre-apertura al Festival di Cannes e annunciando l’edizione piena di sorprese che sta arrivando.

Flickering Ghosts of Love Gone By di André Bonzel

Un autoritratto molto personale di André Bonzel, co-regista del film cult C’est arrivé près de chez vous, basato sui filmati amatoriali che ha sempre raccolto, alcuni dei quali sono stati girati dal suo trisnonno, che aveva familiarità con i fratelli Lumière. Un film unico e commovente che racconta la storia di una cinefilia familiare che attraversa diverse generazioni, con la musica di Benjamin Biolay.

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