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PESARO FILM FESTIVAL

‘Manifestarsi’ il corto sperimentale di Donaggio a Pesaro

Un'opera sperimentale che porta lo sguardo di ognuno dentro di sé penetrando nella materia di cui è composto il mondo

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Il cortometraggio Manifestarsi, scritto, prodotto, diretto e girato da Gianmarco Donaggio, è in concorso alla 57° Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro.

Manifestarsi è il coinvolgimento dello sguardo in una sua nuova estetica.

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Manifestarsi: la sinossi

Il film esplora la dimensione materica, in ottica microscopica, dei manifesti stradali a Milano. Manifesti che spesso sono l’oggetto dello sguardo della macchina da presa di Donaggio, quando hanno fatto il loro corso e ormai la luce li ha sbiaditi facendo perdere loro le funzioni originarie.

Le immagini sono visioni microscopiche della carta di cui sono fatti i manifesti. Il quadro è inondato di colori ed elementi amorfi che in lente dissolvenze si incrociano davanti ai nostri occhi su un tappeto musicale dalle primordiali e sospese atmosfere.

La sintesi che consente la sinossi del film è inversamente proporzionale alla complessità della materia (è il caso di usare questo termine) indagata.

Oltre la superficie

Donaggio non si avvicina semplicemente ai manifesti che quotidianamente si possono incontrare per strada, nelle strade di qualunque città – omaggio anche uno dei temi che accompagna la nascita del cinema, la metropoli moderna – ma penetra in essi con il suo obiettivo fino a rivelare la composizione materica di questi manifesti. Non sono più normali cartelloni di carta: diventano organismi viventi, ai nostri occhi, materia organica.

In Manifestarsi lo sguardo del regista, e quindi dello spettatore, è capace di penetrare oltre la superficie delle cose. Si va fin dentro la materia, fin dentro la carne viva del mondo. E anche del cinema: siamo di fronte a un’opera cinematografica, non di videoarte, per quanto il linguaggio non sia quello comune. È un decifrare “in modo nuovo un mondo che è già conosciuto” (Vertov), il modo che consente di portare lo sguardo verso l’interiorità.

La scultura del tempo

In Manifestarsi il primo elemento sensoriale che dà luce al cinema, lo sguardo, è il vero protagonista. Nel definire una nuova estetica dello sguardo, lo trasforma in sguardo incarnato.

Qui si mette in scena non solo la materia di cui è composto il mondo, ma anche il tempo, materia anch’essa del cinema: “situazioni puramente ottiche e sonore” come Deleuze ha descritto il cinema di Yasujiro Ozu, in cui si compie il passaggio dall’immagine-movimento all’immagine-tempo. È quello che accade in Manifestarsi: “la cristallizzazione del tempo nelle immagini in movimento”, dichiara Donaggio. Andando oltre la superficie, oltre la tensione superficiale, e penetrando fin dentro la sostanza, si dà un luogo “dove il tempo diventa spazio materiale” (in un suo testo Giuliana Bruno, studiosa del visuale, ne parla in relazione all’idea di superficie, ma Manifestarsi pone molto più in profondità, dentro la materia, questo concetto). Si mette in scena il “tempo spazializzato”, come lo definiva Bergson, in una continua ripetizione del tempo, “cristallizzato” nella materia, fino alla parola “Manifestarsi” che chiude il cortometraggio. In qualche modo ricorda anche il Tarkovskij di Solaris, il quale parlava proprio di “scolpire il tempo”.

Non ci sono personaggi; tutto è slegato completamente da esigenze narrative (che vengono totalmente meno): c’è solo presenza che si dà allo sguardo.

Il regista di Manifestarsi

La materia in Manifestarsi è anche materia per la creazione artistica. C’è qualcosa di primordiale, benché non sia l’opera prima di Donaggio, che è generatore di vita e di arte.

Gianmarco Donaggio si laurea nel 2014 alla Art University di Bournemouth e appena dopo inizia la collaborazione nei reparti luce e ripresa in opere come Suburra (2015) e con diversi importanti produttori. Nel 2020 ha collaborato  anche a Gunda, il documentario di Victor Kossakovsky.

Inizia a lavorare come autore nel 2018 e da quel momento realizza (2018) e Ice cream for you (2020), sostenuto dal Fondo per la Cultura Norvegese; tra il 2020 e il 2021 gira Q di Q, Milano di Carta, Manifestarsi, Aria di Attesa e The Sleepwalker. Il suo è un cinema sperimentale e di atmosfera, che è approdato anche nei festival di Asolo (Art Film Festival), e Atene (Digital Arts Festival).

In Milano di Carta torna il soggetto dei manifesti stradali; in Q di Q si intrecciano presenze antropomorfe a elementi amorfi e in The Sleepwalker ripercorre, a settantasei anni dalla morte, il percorso artistico e non solo di Edvard Munch.

Manifestarsi è un film in cui l’immagine esce dalla sua forma fisica e concettuale consueta, per divenire oggetto di per sé dello sguardo di autore e spettatore. Un film in cui la materia reinventa l’oggetto dello sguardo della macchina da presa e lascia libera l’immaginazione, la fantasia. E niente è sogno, la realtà è viva, presente davanti ai nostri occhi.

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Manifestarsi

  • Anno: 2021
  • Durata: 12'
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gianmarco Donaggio
  • Data di uscita: 22-June-2021