Lolita e Barry Lyndon: Warner continua a ristampare Kubrick in alta definizione

Già abbondantemente riscoperta su supporto blu-ray dalla Warner Home Video, la filmografia di Stanley Kubrick continua ad invadere il mercato dell’alta definizione grazie alla stessa label, che, finalmente, lancia anche Lolita (1962) e Barry Lyndon (1975).

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Tratto dall’omonimo romanzo di Vladimir Vladimirovič Nabokov, che firma anche la sceneggiatura, il primo, girato in uno splendido bianco e nero, parte dalla figura dell’emigrato europeo Humbert Humbert, il quale, interpretato dal grande JamesIntrigo internazionaleMason, arriva a Ramsdale, nel New Hampshire, dove sposa Charlotte Haze alias Shelley Winters con il solo scopo di rimanere per sempre al fianco della figlia di lei, Lolita, verso cui prova una morbosa attrazione.

E, scelta proprio da Nabokov, è la Sue Lyon poi rivista in diversi b-movie (I vizi morbosi di una giovane infermiera e Alligator nel curriculum) a concedere anima e corpo a quest’ultima, nel corso di circa 153 minuti di visione in cui il futuro autore di Shining (1980) affronta la tematica dell’ossessione sessuale – poi rivisitata tramite Eyes wide shut (1999) – senza ricorrere a scene osé e alle esplicite allusioni presenti nel romanzo (d’altra parte, la censura dell’epoca non avrebbe approvato certi aspetti sullo schermo), ma puntando unicamente sull’emersione di una certa tensione erotica attraverso i dialoghi e le diverse situazioni.

Senza rinunciare ad una spruzzata di black humour ed a momenti che sfiorano l’horror e il thriller; con il sempre grande Peter Sellers nei panni di un commediografo destinato ad intralciare i piani del protagonista.

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Il secondo, invece, accompagnato da una onnipresente voce narrante, prende spunto dalle pagine di W.M. Thackeray (Le memorie di Barry Lyndon) per raccontare le avventure del ragazzotto irlandese senza arte né parte del titolo, il quale, con le fattezze del Ryan O’Neal di Love story (1970), arriva a diventare membro dell’aristocrazia inglese del XVIII secolo.

Quindi, in ordine, lo vediamo improvvisarsi insistente corteggiatore e duellante, poi soldato durante la Guerra dei Sette Anni, libertino, spia e baro; fino alla tesissima sequenza del duello (la migliore del lungometraggio) che anticipa l’epilogo dei circa 185 minuti di visione, aggiudicatisi il premio Oscar nelle categorie fotografia, scenografie, costumi e colonna sonora.

Del resto, si tratta di una pellicola il cui maggiore punto di forza è individuabile nelle immagini (aspetto, quest’ultimo, che giustifica più di ogni altro l’acquisto del blu-ray), costruite da Kubrick nel tentativo di ricreare l’atmosfera e i colori dei quadri appartenenti alla pittura classica e ricorrendo unicamente all’illuminazione della luce naturale; tanto da implicare pionieristici obiettivi di ripresa studiati dalla Zeiss per la NASA.

Entrambi i dischi sono corredati di trailer originale quale unico contenuto extra.

Francesco Lomuscio



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