fbpx
Connect with us

Reviews

‘Lasciali parlare’ il primo comandamento nella Bibbia di Steven Soderbergh

Soderbergh dirige Meryl Streep in un’opera delicata con la quale ci insegna a fare cinema con poche risorse (e un grande cast).

Pubblicato

il

Lasciali Parlare, Let Them All Talk, aka The Fall of 2019 è un film del 2021 diretto da Steven Soderbergh con Meryl Streep.

Il titolo – Lasciali Parlare – risuona come un comandamento nella Bibbia non ancora scritta da Steven Soderbergh. Li lasciamo parlare, tutti quanti, tranne la protagonista. Lei non si apre completamente a noi: come tutti i personaggi di Soderbergh, ci lascia spiare nei suoi pensieri senza darcene accesso.

La visione esclusiva dell’essere umano che ci regala Soderbergh, ma in particolare quella degli individui che sceglie come suoi personaggi, è falsata. Tanto originale quanto realistica. Ci offre momenti di riflessione negli istanti in cui ci mette nella posizione privilegiata di poter osservare i loro pensieri. Il regista ci avvicina con dei primi piani all’attore, ci forza a guardare il personaggio assorto nei suoi pensieri, senza fornirci alcun indizio, ma lasciando a noi il compito di fare supposizioni e trarre conclusioni.

Con la stessa astuzia ci mostra Alice Hughes (Meryl Streep): siamo tanto vicini con la macchina da presa, quanto distanti dalle sue emozioni.

Lasciali Parlare: la trama

Alice Hughes (Meryl Streep) è una scrittrice rinomata, già vincitrice di un premio Pulitzer. La incontriamo a pranzo in un locale di New York, con la sua nuova agente letteraria Karen (Gemma Chan), promossa dopo il pensionamento della “fidata” precedente. In sottofondo sentiamo risuonare un electro-tango dei Gotan Project. Tutto è tinto nei toni di un arancio che dona umanità alla scena. Percepiamo il nervosismo dell’agente nel dialogare con la celebre scrittrice. Ad Alice è stato assegnato un prestigioso premio letterario, ma la scrittrice si dichiara impossibilitata a volare in Inghilterra per partecipare alla cerimonia. Karen la convince ad attraversare l’oceano a bordo del transatlantico di lusso Queen Mary 2 in cambio di un suo intervento per gli altri ospiti della nave. Alice accetta a condizione di portare degli ospiti.

Let Them All Talk review: Meryl Streep leads a stellar cast in Steven Soderbergh film | EW.com

Il film inizia qui. Soderbergh ci fa fare un viaggio veloce negli USA tra Seattle, Dallas e Cleveland per andare a “prendere” gli altri ospiti: le due storiche amiche di Alice, Susan e Roberta, e il nipote Tyler. Nel tour ci regala  impercettibili spaccati culturali delle tre città.

Nella liberale Seattle, Susan (Dianne Wiest) è una madre e nonna, che, anche se non si direbbe all’apparenza, combatte per difendere donne incarcerate. A Dallas, città popolata da true-Karens (donne bianche di mezza età che possono ottenere tutto quello che vogliono), Roberta (Candice Bergen) è la commessa del dipartimento lingerie di un centro commerciale. Nella young-scene di Cleveland, Tyler (Lucas Hedges) è uno studente universitario, che sembra sempre  un po’ fuori luogo rispetto al contesto.

Saliamo a bordo della Queen Mary 2 e percepiamo immediatamente una freddezza nel rapporto tra Alice e Roberta. Mentre Roberta si lancia alla ricerca di un uomo che possa mantenerla, Alice pare focalizzarsi sulla scrittura del suo nuovo romanzo, inframmezzata da incontri con un uomo misterioso, mentre dedica poco tempo alle amiche.

Le tre storiche amiche Alice, Susan e Roberta non si sono viste per trent’anni. Perché Alice le ha volute riunire proprio ora? Ci domandiamo noi e se lo chiedono anche loro.

All’insaputa di Alice, anche Karen, l’agente letterario, si imbarca. La donna inizia un’amicizia particolare con il nipote di Alice, Tyler, che utilizza per spiare la scrittrice. L’obiettivo di Karen è capire a cosa sta lavorando Alice per il suo prossimo romanzo, che tutti sperano essere il sequel del suo più grande successo.

Qui Soderbergh ci confonde un po’ le idee. Nel perimetro, seppur ampio, della limitata nave da crociera, Karen non mostra alcun tentativo di nascondersi alla scrittrice.

Sdoppiamento di colore e di personalità

Come altri personaggi di Soderbergh, Alice (Meryl Streep) ci appare in una versione sdoppiata tra pubblico e privato. I due spazi sono sottolineati dai diversi toni di colore e saturazione dell’immagine che ammorbidisce (con l’arancio) il personaggio nella sua versione costruita socialmente o lo indurisce (con il blu) nella sua intimità. Alice non è quello che vuole apparire. È come un ragno intrappolato nella ragnatela che  ha intessuto da sola per costruire la sua identità di scrittrice di successo. In questa trappola si trova incastrata e incapace di andare avanti.

C’è molto di più nel racconto di Soderbergh di quello che a una visione superficiale potremmo pensare  un racconto incompleto. Questa storia non è narrata con gli stilemi classici del racconto audiovisivo al quale siamo abituati. La narrazione che ci propone Soderbergh è più un’osservazione. Guardiamo Alice, l’ascoltiamo parlare con gli altri (con noi), la osserviamo muoversi nel suo ambiente pubblico e talvolta la spiamo nel privato, così come faremmo con una persona che conosciamo nella vita reale. Tentiamo di capirla con modalità proprie della realtà, più che cinematografiche. Modalità che sorpassano la finzione del cinema, la costruzione di una sceneggiatura e dei relativi dialoghi, volti nel loro senso più conformista a fornirci tutti gli elementi di una storia e le relative conclusioni che dovremmo trarne (possibilmente entro la fine del film).

Il metodo di Soderbergh è quasi documentaristico. Lo stile delle inquadrature è da candid shot; sembrano rubate con la macchina da presa che lui stesso ha tenuto in mano per girare questo film (sotto lo pseudonimo Peter Andrews) spingendola su una sedia a rotelle per i corridoi della nave.

La maniera in cui ci propone il racconto ci mette nella posizione di  osservatori quasi ingannati e allontanati dalla visione. Le parole arrivano prima delle immagini: come nei suoi altri film, anche questa volta Soderbergh ci disorienta, inserendoci in una conversazione prima di presentarci gli altri partecipanti.

“Ci deve essere un modo migliore per descrivere le cose

organizzare parole in modo diverso

usare le parole per portarti in un posto al di la delle parole.”

Alice, Meryl Streep

(tradotte dalla versione americana del film)

Le parole di Alice sono una metafora del cinema di Soderbergh, che organizza in maniera diversa gli elementi della visione, per portarci in un posto al di la del cinema.

'Let Them All Talk': How to Watch the New Meryl Streep Movie Online

Noi sospettiamo che Alice abbia invitato l’amica Roberta sulla nave per  avere elementi utili alla scrittura del sequel del suo romanzo di maggiore successo. Capiamo anche che Roberta abbia accettato l’invito della vecchia amica per poterla finalmente affrontare e avanzare la sua richiesta. Avvertiamo nello stesso tempo la frustrazione di Alice per i rifiuti dell’amica e la difficoltà  di essere all’altezza della sua fama, in mancanza di “materiale umano” dal quale rubare ispirazione. Non scopriremo la verità, con nostro grande disappunto. Non sapremo veramente chi è Alice, ma resteremo ancorati a chi vuole farci credere di essere.

Alice non si fa volere bene, né da noi, né dalle sue amiche e da suo nipote, che manifesta per lei pochissima empatia. Il regista e la sceneggiatrice Deborah Eisenberg hanno lasciato parlare gli interpreti, fornendo loro le linee guida, senza imporre dialoghi artefatti e precostituiti. Il risultato è estremamente spontaneo e veritiero.

Intanto il film ci regala belle immagini della nave Queen Mary 2, attrice silente del film, e dei tramonti dipinti sull’oceano.

Lasciali Parlare: in conclusione

L’opera di Soderbergh è un film più complesso di quello che vuole sembrare, un punto di vista umano e indecifrabile su un personaggio catturato dalla macchina da presa. Un film che ci affascina lasciandoci all’oscuro di quello che ci sta raccontando.

Allo stesso tempo, Lasciali Parlare è un film che non ci appesantisce con i toni del dramma. Un racconto leggero, come è leggera la vita dei personaggi sullo schermo.

Un gioco con i generi in perfetto stile Soderbergh, che mescola i toni della commedia brillante, a un dramma che mai si compie.

Lasciali Parlare, diretto da Steven Soderbergh, scritto da Deborah Eisenberg, prodotto da Gregory Jacobs, con produttori esecutivi Ken Meyer e Joseph Malloch è disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv app, Amazon Prime Video, YouTube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity. Il film è distribuito in Italia da Warner Bros.

Guarda i primi 10′ del film

Leggi anche: Steven Soderbergh dirige ancora Meryl Streep

Scrivere in una rivista di cinema. Il tuo momento é adesso!
Candidati per provare a entrare nel nostro Global Team scrivendo a direzione@taxidrivers.it Oggetto: Candidatura Taxi drivers