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Mainstream: la seconda fatica registica di Gia Coppola

Un racconto ammonitore che ci mette in guardia dal lato oscuro della celebrità virale

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Presentato nella Sezione Orizzonti della 77esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, Mainstream è il secondo lungometraggio scritto e diretto da Gia Coppola dopo il suo esordio alla regia nel 2013 con Palo Alto.

Il film, un affresco satirico del mondo che gravita attorno ai social media, affronta nuovamente i problemi legati all’universo dei teenagers e degli young adults americani. A confermare l’interesse dell’autrice per quello che finora sembra essere il contesto generazionale prediletto della sua ricerca sono le stesse parole con cui ha scelto di presentare l’opera:

Volevo raccontare una storia immersa nella cultura dei ventenni di oggi, incentrata sui social e sull’effetto nefasto che esercitano sulla psiche umana. Mi affascina il modo in cui questa nuova forma di connessione genera narcisismo e insicurezza in modo unico e profondo, dando vita a un senso di inadeguatezza di massa.

E ancora, sottolineando l’importanza di sentirsi connessi con quello che si sta raccontando:

Non riuscirei a girare qualcosa che non mi coinvolge. Tutto inizia dentro di me, non potrei mai raccontare una storia altrimenti. Ho fatto un film su cosa significhi avere 20 anni mentre si cerca di capire chi si è e ci si sente un’aliena.

 

Trama e Cast di Mainstream

Maya Hawke (Stranger Things, Piccole Donne) è Frankie, ha vent’anni ed è intrappolata a lavorare come barista in un piccolo cabaret insieme all’amico Jake (Nat Wolff). É una ragazza insoddisfatta, che cerca il suo posto nel mondo e mette continuamente in discussione tutto ciò che la società in cui vive considera di valore. Quando si imbatte nel misterioso Link (un istrionico Andrew Garfield, già protagonista di The Amazing Spider-Man, The Social Network, La Battaglia di Hacksaw Ridge), decide di filmare e condividere sui social le sue polemiche invettive anticonformiste. Nel giro di poco tempo, anche grazie all’aiuto di Jake, questo improbabile terzetto di outsider raggiunge fama e notorietà in rete. L’ingresso di un quarto personaggio, il manager Mark (Jason Schwartzman, noto per le sue performance in Marie Antoniette Il Treno per il Darjeeling), interessato solo a moltiplicare i guadagni, rovinerà il delicato equilibrio che si è creato nel gruppo. Mentre Frankie guarda Link trasformarsi lentamente in tutto ciò che una volta denunciava, mentre lo vede fagocitato dalla stessa macchina che insieme hanno costruito, non può fare a meno di chiedersi se anche lei non sia diventata il mostro che ha contribuito a creare.

Uno stile espressivo riconoscibile

Più che dal nonno, quel Francis Ford Coppola che ha da poco spento le ottantadue candeline, la più giovane di casa Coppola è certamente influenzata dalla zia Sofia e dalla sua estetica pop, uno stile che la giovane regista contribuisce a sviluppare con originalità e coerenza rispetto alla tematica trattata.

Mainstream si presenta infatti come un film estremamente contemporaneo anche dal punto di vista della messa in scena. La scelta di colori sgargianti, l’uso di una colonna sonora spesso invadente e la narrazione frammentata si riallacciano (giustamente) a un linguaggio da post-verità che si ibrida con i nuovi codici espressivi delle piattaforme social, da youtube a instagram, passando per facebook e il più recente TikTok.

Il film, dal 7 Maggio in sala nei cinema americane e in diverse piattaforme sarà distribuito in Italia dalla Wild Bunch International.

Una data di uscita ufficiale non è ancora stata resa nota, ma nel frattempo possiamo ingannare l’attesa con il trailer ufficiale.

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Mainstream

  • Anno: 2020
  • Durata: 95 Minuti
  • Distribuzione: Esther Devos - Wild Bunch International
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Gia Coppola