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IN SALA

Mr. Beaver

“Jodie Foster torna alla regia con un film sulla depressione, in cui cerca di proteggere la famiglia dagli alti e bassi della vita”.

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A mali oscuri, oscuri rimedi. Per non essere annientato dalla depressione, il giocattolaio Walter Black (cognome non casuale) si aggrappa ad una marionetta con le fattezze di castoro, nella speranza di ricominciare per suo tramite a relazionarsi col mondo. E a questo piccolo animale, tradizionalmente infaticabile nel costruire dighe a protezione della propria tana e dotato di dentoni capaci di abbattere grossi alberi, si affida anche Jodie Foster per tornare in grande stile dietro la macchina da presa.

Adesso che per le colleghe Meg Ryan e Nicole Kidman è arrivato il momento della prima regia, la precoce Foster, che a soli tre anni debuttò nella pubblicità e a dodici era già sul set di Martin Scorsese, firma con Mr. Beaver la sua terza opera drammatica dopo Il mio piccolo genio (1991) e A casa per le vacanze (1996). E, nelle nove settimane di riprese fra la regione a nord di New York e Brooklyn, si è circondata di quei professionisti con i quali collabora da una vita, nonché di attori pluripremiati.

Innanzitutto Mel Gibson, conosciuto quando insieme avevano interpretato Maverick (1994), di cui lui era anche produttore. Il grande attore è un Mr. Beaver credibile ed eroico nella quotidiana fatica del vivere, senza mai cadere nel patetico o nel lacrimevole, in linea con quell’equilibrio fra comico e drammatico che caratterizza tutto il film. Ma il suo lavoro non finisce qui, perchè non dimentichiamoci che nella sceneggiatura originale dell’esordiente Kyle Killen il protagonista soffre di sdoppiamento della personalità, e quindi è sempre a Gibson che tocca dar voce e movimento al curioso quanto inquietante castoro di pezza. Tutto ciò che viene inquadrato è autentico e per una volta l’impresa degli effetti digitali è rimasta  a casa.

Per i costumi e il montaggio Jodie Foster si è avvalsa rispettivamente di Susan Lyall, che le ha disegnato molti degli abiti indossati nei vari film, e di Lynzee Klingman che aveva già lavorato nelle sue due opere precedenti, mentre al direttore della fotografia Hagen Bogdanski (Le vite degli altri, 2006) ha chiesto realismo e naturalezza. Per sé ha riservato la parte della moglie Meredith, ingegnere delle montagne russe (metafora degli alti e bassi della vita), che non perde mai di vista l’obiettivo di proteggere i figli e salvare la famiglia. Infine, il cast annovera due giovanissimi già apprezzati nei festival cinematografici italiani: Anton Yelchin, premiato al Giffoni nel 2002, e Jennifer Lawrence, vincitrice del premio Mastroianni alla 65° Mostra del Cinema di Venezia.

Lucilla Colonna

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