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Infinity Film

Il terribile inganno e l’idea di femminismo. Non una di Meno

Seguendo la militanza femminile e femminista del gruppo Non una di meno di Milano, Maria Arena entra nel vivo della lotta per la parità di genere e il superamento del patriarcato nell’Italia contemporanea

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Saldamente ancorata al territorio nazionale e alla situazione contemporanea, Maria Arena in Il terribile inganno dà voce alla forza motrice del movimento Non una di meno. Racconta le evoluzioni e le rivoluzioni intraprese con il cuore da questo turbinio femminile e femminista tra l’8 marzo 2017 e l’8 marzo 2020.

Alternandosi tra le numerosissime partecipanti, saltando da un pensiero all’altro, da uno slogan a quello dopo, da un ragionamento costruttivo al seguente, da una richiesta un annuncio un proclama un invito uno sfogo, all’altro: il film è una riflessione di una donna come tante che segue un gruppo combattivo i cui ideali risvegliano in lei riflessioni e la voglia di affermarsi.

Il terribile inganno di Maria Arena: la trama

Nel momento in cui la nazione si sta mostrando incapace di arginare le conseguenze sulla disparità di genere create dalla pandemia, Maria Arena (Gesù è morto per i peccati degli altri, 2014) offre questo lavoro di indagine e messa in discussione delle certezze della società “moderna”.

Incuriosita dal movimento Non una di meno, partecipa alla manifestazione dell’8 marzo 2017 con la sua videocamera. Da quel momento in poi, ne rimane catturata narrativamente ed emotivamente. Segue quindi le attività del gruppo, le assemblee, i flash mob e le proteste, lasciando alle battagliere protagoniste l’opportunità di esprimersi e raccontare.

Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce

Loro, le protagoniste, che sono ipnotizzanti. I discorsi emanano vibrazioni di speranza, si proiettano al futuro radicandosi nel presente e sono visceralmente consapevoli della società in cui vivono. Così consapevoli da esserlo anche per chi non riesce a battersi a sua volta.

Immagini tecnicamente non perfette, ma dettate da una emergenza narra(t)tiva che favorisce del punto di vista completamente interno, spiato e concesso data la perseveranza della regista.

Il terribile inganno

Alcuni intermezzi riflessivi la vedono dialogare col figlio, con il quale discute di femminismo e di posizione dei giovani al riguardo. Recuperare una Olympe De Gouges, ancora speranzosa malgrado la storia si sia dimenticata di lei. O meglio, ci abbia ingannato tutti quanti illudendoci che gente come lei non sia mai esistita o non abbia detto nulla di interessante.

La storia senza le donne è un’impostura

Ma il femminismo quello battagliero, non era finito negli anni Settanta? Che fine ha fatto la parità di genere? Viviamo ancora in una società maschilista? Secondo Maria Arena, le sue femministe e chi scrive, sì. Ha cambiato forma, è silente e pesante e appartiene alla quotidianità. Induce le donne a sentirsi colpevoli, e nella colpa a vivere nel silenzio.

Prodotto da Invisibile Film, Infinity Lab, con il contributo del crowd-funding di Produzioni dal Basso, Il terribile inganno di Maria Arena è un film facile e necessario per l’Italia di oggi. Andrebbe condiviso in famiglia, a scuola, tra gli adolescenti e i giovani di qualunque genere, per iniettarvi consapevolezza e voglia di combattere. Al fine di crescere dei “figli migliori di quelli che li hanno preceduti”.

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Il terribile inganno

  • Anno: 2012
  • Durata: 106 minuti
  • Distribuzione: Infinity
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Maria Arena