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The Ring 2, di Hideo Nakata: la recensione del sequel del cult horror

Disponibile su Netflix, The Ring 2, di Hideo Nakata, è il sequel del cult dell'orrore del 2002. Il film unisce la componente melodrammatica a quella orrorifica, concentrandosi sul rapporto tra madre e figlio.

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The Ring 2 di Hideo Nakata

Il grande successo ottenuto da The Ring nel 2002 non passò di certo inosservato. L’horror diretto da Gore Verbinski, alle prese con un materiale ben diverso da quello del suo primo film, Un topolino sotto sfratto, è il rifacimento del giapponese Ringu, tratto a sua volta dall’omonimo romanzo. Oltre al grande incasso al botteghino, si impose in breve tempo come uno degli esempi di genere più noti del nuovo millennio. I risvolti del racconto e l’iconica Samara, la bambina di ritorno dalla morte che appare in televisione uscendone carponi, sono stati più volte parodiati e citati. Con tale successo, il sequel era inevitabile e arrivò nel 2005. A dirigerlo fu chiamato proprio il regista dei giapponesi Ringu e Ringu 2, Hideo Nakata. Eccoci così a ritrovare i personaggi di Rachel e Aidan di nuovo alle prese con Samara e ancora una volta interpretati da Naomi Watts e David Dorfman. The Ring 2 è disponibile su Netflix dal 1 febbraio.

Trama

La giornalista Rachel e suo figlio Aidan, dopo le terrificanti avventure passate per via della videocassetta e di Samara, si sono trasferiti nell’Oregon. Sperando di essersi lasciati tutto alle spalle, si rendono presto conto, però, che la maledizione della bambina li ha raggiunti anche lì. La minaccia non è più dovuta alla visione della videocassetta ma allo spirito di Samara che sembra volersi impossessare di Aidan, alla ricerca di una madre. Rachel si trova nuovamente a scavare nell’oscuro passato di questa vicenda per salvare suo figlio.

Recensione

La perplessità destata dai sequel di storie autoconclusive è dovuta ad uno stanco ripetersi frequente degli elementi caratterizzanti del racconto, in produzioni che trovano nell’aspetto economico l’unica ragione di compimento. Molte saghe ne sono esempio, anche nel genere horror. In questo caso, la scelta di affidare la regia a Hideo Nakata presenta un elemento di interesse. Uno degli autori dell’horror giapponese è stato dunque chiamato a dirigere il suo primo film negli Stati Uniti, con l’arduo compito di trovare un crocevia tra le proprie caratteristiche autoriali e le esigenze commerciali di un ambiente cinematografico così lontano dal suo.

The Ring 2 di Hideo Nakata

Gli aspetti su cui si basa The Ring sono il rapporto tra genitori e figlio, esplicitato sia nel tenebroso passato della famiglia Morgan che nelle relazioni tra i protagonisti, ma soprattutto il ruolo del medium televisivo. Sono la videocassetta e la televisione a fornire l’occasione per la diffusione del Male, rappresentando un portale e un veicolo incontrollato. Ecco dunque che un mezzo così diffuso e abituale, come osserva Rachel nelle abitazioni circostanti, produce immagini dall’afflato demoniaco. Immagini che si fondono con la realtà in modo inestricabile. Influenzandola, colpendola. Una riflessione in atto nel cinema sin da Videodrome di David Cronenberg, soprattutto. The Ring 2 mantiene questi temi ma li ribalta sia nell’ordine che nella sostanza.

Un melodramma vestito da horror

La vicenda non ruota più attorno alla videocassetta e alle immagini da essa prodotte. O meglio, non esplicitamente. Dopo un prologo che ricalca quello del film precedente suggerendone l’approssimazione, Rachel ritrova l’oggetto iniziatore e lo distrugge. Non c’è più la penetrazione delle immagini nel reale ma una totale fusione; ci ritroviamo in una realtà che non è più tale. Ed è come se il contenuto della cassetta abbia trovato compimento ai di fuori di essa. Se nel primo film erano i personaggi ad essere raggiunti dalle immagini materializzatesi, adesso è l’esatto opposto. Ma la componente più importante che viene sviluppata in questo film è il rapporto tra madre e figlio, già accennato nel primo capitolo e qui ulteriormente approfondito.

Più che un horror infatti The Ring 2 è un melodramma sospinto da un crescente tormento. L’angoscia di una madre per il destino del proprio figlio in un rapporto che mostra anche oscure idiosincrasie, con accenni alla depressione post-partum. Un tema complesso che non sempre viene affrontato in modo equilibrato nel film, ma che si staglia dandogli un orientamento affascinante e caratterizzante, da cui deriva un’oppressione istintiva. Riferimenti biblici e alla tragedia greca si fondono con un simbolismo, peculiare del cinema di Nakata, che si manifesta nel ruolo dell’acqua e nelle figure dei cervi. Il film si apre proprio con carrellate su tenebrose distese d’acqua, richiamando l’incipit di Ringu, da cui sembra generarsi il racconto nel suo riferimento alla vita, alla morte e al liquido amniotico.

Trailer di The Ring 2

 

 

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The Ring 2

  • Anno: 2005
  • Durata: 110'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Horror
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Hideo Nakata
  • Data di uscita: 08-April-2005