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Bronx80146 La recensione sulla nuova squadra catturandi

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Bronx, San Giovanni a Teduccio, 80146, Napoli. Questo lo scenario del film “Bronx 80146 – nuova squadra catturandi” diretto da Riccardo Avitabile che racconta la storia di un piccolo clan di quartiere guidato da Donna Teresa (Antonia Romano) affrontato da un altrettanto piccolo comando di Polizia, diretto dal commissario De Bellis affiancato da Antonio (Rico Torino, anche autore della sceneggiatura) con l’intento di controllare il clan grazie all’aiuto di Ciro (Christian Maglione), un ragazzo fortemente motivato che sceglie la parte della Polizia.

Bronx 80146 disponibile on demand su Amazon Prime Video è prodotto da Alberto De Venezia e Paola Anastasi per Ipnotica.

Un progetto sociale quello di Avitabile, al suo esordio alla regia. Napoletano, nato nel 1980, già attore in “Gomorra – la serie” e altri film. Un tributo alla Polizia di Stato, ai falchi che ogni giorno combattono sulle strade d’Italia.

Sceglie attori non professionisti, ragazzi del quartiere San Giovanni, location specifiche situate nel quartiere e niente effetti speciali. Tutto è vero, nessun artificio complesso. Il film mostra nella dimensione ridotta di un quartiere la difficile lotta tra Polizia e criminalità organizzata che, non solo a Napoli, da tanto tempo è irrisolta. E ci dà speranza. La speranza non solo di vedere un giorno la polizia avere la meglio definitivamente su tutti i clan, ma anche quella di ragazzi che, come Ciro, possano scegliere la parte giusta da cui stare.

Una struttura solida sorregge la storia sceneggiata da Torino che fa largo uso di flashback quasi a rimarcare l’idea che ricordare è un utile sforzo collettivo da compiere per fare una parte importante in questa lotta. Il personaggio di Ciro è affrontato in modo più complesso indagando sulla sua psicologia che lo porta a compiere scelte precise e mai traballanti, nemmeno per un istante. Un personaggio solido, senza tentennamenti. La debolezza del clan è mostrata attraverso una organizzazione, questa sì, traballante già a partire dal vertice in cui si trovano una donna e un uomo, con la prima che influenza il secondo, affannato nel tentativo di primeggiare.

A pesare su tutti, noi che guardiamo, è lo sguardo di Ciro: ci guarda dritto negli occhi, fermamente, più volte, in questa scelta di Avitabile già molte volte sperimentata al cinema, ma quanto mai efficace per costringerci a sentirci coinvolti, anche se ci crediamo assolti. L’interpretazione di Christian Maglione è notevole e non lascia mai lo spazio di credere che in fondo sia solo un film.

Ricorrono le inquadrature dall’alto, in dialogo con quelle basse, radenti la strada. Ci mostrano Napoli, i ragazzi che la abitano, le pizzerie che fanno da mangiare, i bar che preparano il caffè, il murale di Maradona realizzato da Jorit.

Gli ambienti sempre familiari e mai molto sontuosi sono facilmente riconoscibili, sono quelli della vita quotidiana di tutti in una storia che riguarda tutti. Le vite dei poliziotti sono spesso le più toccate da questa lotta, ce lo racconta uno di loro senza mezzi termini in una scena molto forte del film. Spesso i loro volti ignoti, al contrario di quelli noti delle foto segnaletiche dei criminali, fanno credere che quasi non esistano o che al contrario siano eroi senza elementi comuni con l’umanità. Invece sono davvero umani.

Bronx80146

I ragazzi sono quelli che se ne “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi vivevano un percorso di conoscenza ed esperienza del mondo criminale non avendo alternative, condizionati da ciò che li circondava, oppure per un gioco troppo più grande di loro, ora, dietro la faccia di Ciro, sembrano assumersi delle responsabilità, scegliere da che parte stare anche se tutto è perduto: sembrano diventare “adulti”. “Io non lo faccio l’infame” è la battuta che si rimpallano più volte i ragazzi del clan con i poliziotti che non trovano ragioni. Ciro invece ci mette la faccia e quel suo sguardo ci spinge in avanti. La Polizia fa il suo lavoro e i ragazzi hanno il loro ruolo in qualcosa che non può più essere un gioco, ma una prima grande scelta di vita.

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