“A regular woman” di Sherry Hormann ( Desert Flower ) narra una storia vera: quella di Aynur Sürücü, una donna in lotta contro il maschilismo e le costrizioni della retrograda società curda.
Aynur Sürücü, tedesca di origini curde, è stata uccisa dal fratello il 7 febbraio 2005 alla fermata di un autobus nel quartiere Tempelhof di Berlino. Aynur, ( chiaro di luna) aveva 23 anni e un figlio di sei anni quando è rimasta a terra come “un fagotto sotto un sudario“.
Della sua storia, per mesi al centro di un serrato dibattito sui matrimoni forzati e sui valori nelle famiglie musulmane in Germania, la regista Sherry Hormann ha creato un film intenso e commovente.
A regular woman: Trama
Figlia maggiore di nove fratelli, Aynur Sürücü viene costretta dalla propria famiglia a lasciare la sua scuola di Kreuzberg nel 1998, all’età di 16 anni e sposare un cugino a Istanbul: “un cambio di proprietario“, lo definisce lei, poiché il controllo sulla sua persona passa da padre a marito. Incinta, la ragazza si ribella al marito violento e torna a Berlino. La sua famiglia cerca di convincerla a tornare sui suoi passi. Lei allora lascia anche loro, prendendo suo figlio e trovando rifugio in una casa per madri minorenni. Si spoglia del velo e inizia a lavorare, sfidando così il controllo maschile.
Nelle affollate strade di Berlino
Senza alcun sospetto, la ragazza aveva accompagnato il fratello alla fermata del bus vicino casa, lasciando sul divano il figlio Can di soli cinque anni.
Come è potuto accadere? Cosa ha portato a tutto questo?
Aynur racconta la propria storia attraverso il suo personale punto di vista su quanto è accaduto. La storia di una donna giovane ma sicura di sé, che ama la vita e che sa perfettamente come vorrebbe vivere la propria. Una donna che è scappata da un matrimonio violento e che non permette ai propri genitori e fratelli di dirle cosa dovrebbe o non dovrebbe fare. Ha un appartamento per sé, è un’elettricista e ha una vita sociale ricca e movimentata. Aynur è consapevole che il proprio comportamento va contro i valori della famiglia, sa di essere in pericolo, ma il suo desiderio di libertà è inarrestabile. I fratelli incapaci di accettare tutto questo ricorreranno a ogni possibile espediente pur di fermarla.
I’m just a woman
A Regular Woman secondo le parole della stessa regista “riguarda l’autodeterminazione: l’autodeterminazione delle donna.
Aynur vorrebbe solo essere una donna normale, fare le sue scelte, studiare , lavorare, occuparsi del figlio. Vive a Berlino e vorrebbe quindi condurre un’esistenza qualunque, anche banale, con un matrimonio scelto e non imposto. Il suo desiderio è solo uno: essere libera di scegliere chi essere. La sua ricerca e idea di normalità si scontra però con le regole della sua cultura di origine, radicalizzata anche in Europa, una terra distante da quella di Erzurum, ai confini più orientali e sperduti dell’Anatolia, da cui sono arrivati i suoi genitori. In una società patriarcale strutturata in mezzo a convenzioni troppo moderne scoppia così un conflitto famigliare ideologico che non trova equilibrio. Proprio perchè in terra straniera l'”offesa” appare più grave, l’onta da subire e la vergogna per quella sorella spogliata del velo, è troppo difficile da nascondere. Questi uomini retrogradi, allevati a una cultura patriarcale, in cui la donna deve solo obbedire, trovano allora nella violenza l’unica risposta.
A regular woman: Un racconto personale
E’ Aynur stessa a raccontarci della fine della sua vita. Il suo è un dialogo verso lo spettatore, un dialogo in cui narra dell’ efferato omicidio compiuto dal fratello minore (in ottemperanza alla norma per cui sia il più giovane a punire l’empietà che infanga l’onore della famiglia). Ad ucciderla è quello stesso fratello che lei amava tanto, quella stessa mano che stringeva nella sua prima che si addormentasse. La vita di Aynur finisce in quel momento e insieme alla sua morte sono compromesse anche le vite di chi lei ha amato. Nessuno sa che fine abbia fatto il figlio che da allora vive sotto una falsa identità. E tutto in nome di un’antica tradizione.
Presentato al Tribeca Film Festival, A Regular Woman, ha ottenuto anche il Premio del pubblico al Filmkunstfest Mecklenburg-Vorpommern 2019 e la Miglior Regia al Bayerischer Filmpreis.
Il film è supportato da un cast impeccabile con una brava protagonista, Almila Bagriacik, giovane attrice tedesca nata ad Ankara.
A Regular Woman deve molto della sua potenza ad una sceneggiatura dinamica (di Florian Oeller) e a un montaggio serrato (di Bettina Böhler) che ingloba in sè e alterna fotografie e video di repertorio.
Trailer
Production Co:
Vincent TV GmbH, Norddeutscher Rundfunk (NDR) [de], Rundfunk Berlin-Brandenburg