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Alphaville Cineclub presenta “Un tranquillo week di paura!” una selezione di horror d’autore

Horror del passato e del presente all’Alphaville Cineclub dal 23 al 27 febbraio 2011. La rassegna ‘Un tranquillo week di paura!’, organizzata in collaborazione con horrormovie.it e la rivista Horror Project Free Magazine prevede una selezione di pellicole d’autore di uno dei primi generi frequentati dal cinema sin dalle sue origini, l’horror, proponendo lavori dal più reale al più fantastico, senza dimenticare alcuni veri capisaldi della storia del cinema di paura.

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Horror del passato e del presente all’Alphaville Cineclub dal 23 al 27 febbraio 2011. La rassegna ‘Un tranquillo week di paura!’, organizzata in collaborazione con horrormovie.it e la rivista Horror Project Free Magazine prevede una selezione di pellicole d’autore di uno dei primi generi frequentati dal cinema sin dalle sue origini, l’horror, proponendo lavori dal più reale al più fantastico, senza dimenticare alcuni veri capisaldi della storia del cinema di paura.

Mercoledì 23 febbraio alle 21.00 la rassegna inizia con la proiezione di La corta notte delle bambole di vetro ( 1971), film cult del thriller nero all’italiana diretto da Aldo Lado,   singolare tentativo di coniugare le cospirazioni fantapolitiche con l’horror derivato dal filone demoniaco e gli elementi di critica sociale  suggeriti tra le righe. Girato prevalentemente a Zagabria, la pellicola è caratterizzata da atmosfere oniriche e polanskiane grazie soprattutto alla musica di Ennio Morricone ed alla fotografia di Giuseppe Ruzzolini.
A mezzanotte sarà ospite della rassegna horror PornologyN.Y (2007), docu-cult del pornologo Michele Capozzi presente in sala. Racconto per immagini di una New York underground che oggi non esiste più attraverso i suoi personaggi ed i suoi locali.

Giovedì 24 febbraio la serata horror è interamente dedicata allo sgangheratissimo regista americano Ed Wood, che è passato alla storia con il titolo di “autore dei più brutti film del mondo”, di cui sarà possibile assistere alla visione di Glen or Glenda (1953), finto documentario su due casi di ambivalenza sessuale che Tim Burton omaggiò nel 1994 con il lungometraggio Ed Wood, e di The bride of the moster (1955), storia del dottor Eric Vornoff, scappato dall’Europa dell’Est e deciso a creare una nuova razza di giganti sfruttando l’energia atomica.

Serata dedicata ai corti di paura contemporanei quella di venerdi 25 febbraio introdotta, a partire dalle 19.00, dal disegnatore Alessandro Bilotta e dal gruppo musicale Absolute Terror Field.
A partire dalle ore 21.00 il pubblico presente in sala potrà votare una selezione di corti horror alla presenza degli autori che prevede, per il vincitore, una targa ricordo e la partecipazione futura a Festival di settore.
I corti selezionati sono: Anatomy di Vincenzo Pandolfi, 2010, 4’,Cappuccetto Rosso di Stefano Simone, 2009, 30’,Liver di Federico Greco, 17’,Le Magare di Gianluca Russo, 2010, 8’,Dietro lo schermo di Omar Protani e Marco Farina, 2007,10’,La ventre di Giuseppe Ferlito, 13’, La cena di Andrea Muscio,10’ circa, Miss Fur di Marcello Caroselli, 8’.

Sabato 26 febbraio l’intera serata è dedicata a George Franju, eccellente documentarista bretone fondatore della Cinèmatheque francese nel 1936 e tra i registi capofila della Nouvelle Vague. Tenero erede del realismo poetico e surrealista in pectore, il suo è un cinema visionario ed insolito in cui il fantastico ha la meglio sull’orrido banale. Alle 21.00 sarà possibile assistere alla visione di Occhi senza volto (1959), opera insolita e lirica in cui si racconta di un chirurgo e dei suoi esperimenti sulla figlia, ridotta a cavia umana. Da molti considerato il precursore dell’horror contemporaneo, fu amato in particolare da Francois Truffaut .
A seguire è prevista la visione di Il sangue delle bestie (1949), sconvolgente documentario del regista sulla vita quotidiana in un mattatoio parigino.

Ed infine sabato 27 la serata si apre con Freaks (1932), film maledetto e leggendario firmato Tod Browning in cui , unico esempio della storia del cinema, i mostri sono veri. Censurato da subito, mette in gioco l’idea di diversità.
A seguire sarà possibile assistere alla proiezione di un classico horror Universal di grande successo all’epoca, L’uomo Lupo (1940) di George Wagner.

Per informazioni:
Cineclub Alphaville

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