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Giornate degli Autori #Venezia 50- Sant’Arcangelo Festival.

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50- SANT’ARCANGELO FESTIVAL una vibrante visione alle Giornate degli Autori di #Venezia77

Emozionante, vibrante, pieno di vita e di contraddizioni, come tutte le realtà artistiche che rappresentano appieno i cambiamenti socio-culturali.
Il documentario 50- Sant’Arcangelo Festival è un piccolo gioiello, uno scrigno dal quale si può estrarre tanta bellezza tutta assieme, un concentrato di immagini che emozionano ancora oggi, anche le generazioni che non hanno potuto assistere, sopratutto alle prime fasi, quelle della costituzione di un gruppo di giovani che hanno sconvolto, positivamente un piccolo centro dell’Emilia Romagna e lo hanno reso il centro del mondo culturale europeo, tanto da attirare l’attenzione della critica internazionale.
Il documentario firmato da Michele Mellara e Alessandro Rossi, ripercorre cinquant’anni di storia attraverso centinaia di spettacoli, compagnie note, interviste illuminanti, incontri, scontri, passaggi da una direzione all’altra del Festival.
Si parte dal teatro politico/popolare, inaugurato dal fondatore e primo direttore, Piero Patino nel 1971 con il nome di Festival Internazionale del Teatro in Piazza è in carica fino al 1977.

50 - Santarcangelo Festival

Il Festival nasce come reazione creativa alle istanze politiche legate al ’68 e al folklore locale.
Patino sosteneva e incitava: “Il teatro sgorga dalla collettività per ritornare alla collettività”, sottolineando così il carattere sociale e politico dell’arte scenica, in opposizione a un teatro che si fa merce. Attorno al Festival nascono fermenti nuovi, proposti e sostenuti assieme al direttore artistico dagli altri realizzatori Flavio Nicolini, Piersilverio Pozzi e dell’allora sindaco Romeo Donati che lo vollero indirizzare al teatro propedeutico e con finalità educative, coinvolgendo la popolazione locale.

Molte furono le compagnie e i nomi che fecero la storia del Teatro Contemporaneo tra queste spiccano: Dario Fo e Franca Rame, il Club Teatro, Giorgio Gaber, Giovanna Marini, Il Granteatro con Carlo Cecchi, Lina Sastri, Teresa De Sio e Marco Messeri. Ad essi si affiancano gruppi teatrali nascenti: il Tascabile di Bergamo, il Teatro di Ventura, il Teatro delle Briciole, Attori e Tecnici, Mago Povero, insieme a ospiti stranieri dall’Europa dell’est, dal Brasile e dagli Stati Uniti.

In questi anni il Festival è coinvolto da Patino e dal pittore e poeta spagnolo Rafael Alberti in diverse iniziative a sfondo prettamente politico che vedono la partecipazione di Isabel Allende e altri intellettuali.
Dopo la direzione di Patino arrivano Roberto Bacci, Antonio Attisani, Ferruccio Merisi.
In questo arco temporale si sviluppano le idee di Eugenio Barba per un Terzo Teatro, che si svolge negli anni 80’ spaziando dal Teatro dell’Attore al Teatro della Performance.
I maestri di cui si nutre questo movimento sono Jerzy Grotowski, il Bread and Puppet e Julian Beck con il Living Theatre; punto di riferimento per tutti è Antonin Artaud.

Inoltre nasce il sodalizio fra Santarcangelo dei teatri, le compagnie teatrali che partecipano attivamente alla manifestazione e i professori del Dams di Bologna che sostengono il Festival.

Durante la direzione di Bacci sono presenti nomi che hanno determinato un cambiamento epocale nel teatro italiano e non solo Odin Teatret, Akademia Ruchu, Teatro Potlach, Societas Raffaello Sanzio, Teatro Valdoca e Albe, Parco Butterfly (Compagnia Virgilio Sieni Danza), Enzo Cosimi, Marcido Marcidoris, Thierry Salmon con le sue memorabili Troiane, il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller, e poi Ariane Mnouchkine, Manoel De Oliveira, Leo de Berardinis, Mario Martone, il circo equestre Zingaro, Silvio Castiglioni, Raul Ruiz, Robledo Delbono, Jerzy Stuhr, Judith Malina e Jerzi Grotowski.

La direzione di Attisani viene invece contestata perché, come testimonia nel suo intervento, e come conferma il regista con il suo lavoro nel tempo, per lui il teatro si doveva esprimere con una commistione di stili e livelli, che ai puristi non andò giù, quindi diede le dimissioni.
Alcuni dei nomi più noti durante il suo periodo furono: Giovanni Testori e Franco Branciaroli affiancati a Diamanda Galas, Danio Manfredini ai Laibach, teatro comico con Daniele Luttazzi, l’Archivolto, Kismet e Walter Malosti.

Una delle direzioni più importanti fu quella di Leo De Bernardinis, che inizia nel 1994, nascono in questo periodo quaderni di Santarcangelo i quali raccolgono interventi teorici in chiave etica ed estetica sul teatro contemporaneo.
Sempre durante questo stesso periodo si intensificano laboratori, seminari spettacoli, incontri, convegni.

Gli artisti presenti sono ancora oggi parte integrante del panorama teatrale italiano e hanno ancora molto da dire: i Enzo Moscato, Claudio Morganti, Alfonso Santagata, Giorgio Barberio Corsetti, Moni Ovadia, Sanjukta Panigrahi, Giovanna Marini, Antonello Salis, Steve Lacy, Ivano Marescotti, che interpreta il primo testo teatrale di Raffaello Baldini, Marco Baliani, il Kismet, Judith Malina.

Le direzioni degli ultimi anni sono state affidate a Silvio Castiglioni, al parigino Olivier Bouin e a parte Enrico Casagrande troviamo poi tutte donne, che naturalmente hanno contribuito a dare un imprinting molto importante da un punto di vista diverso seppur allineato agli stessi principi del Festival: : Chiara Guidi, Ermanna Montanari, Silvia Bottiroli, Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino.

Nonostante l’avvicendarsi delle direzioni, i cambiamenti politici e quelli socio-economici, nonché la pandemia delCovid, il Festival rimane uno specchio delle tendenze dell’arte performativa del nostro paese e delle evoluzioni che, rimane sempre una parte significativa della nostra storia, artistica, politica e sociale.

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