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Su Netflix è disponibile L’altra metà di Alice Wu, un film pieno di poesia e genuinità

L'altra metà di Alice Wu è il teen drama che ha vinto il Tribeca Film Festival grazie alla delicatezza e alla poesia con cui tratta l'amore e l'identità

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L'altra metà

Alice Wu ha esordito nel 2005 con un’opera ispirata dalla sua personale esperienza dopo il coming out nella comunità cinese americana. A incoraggiarla nella realizzazione di questo primo lungometraggio è stata la sua insegnante di sceneggiatura. All’epoca il desiderio della Wu era quello di lasciare nel suo pubblico una “sensazione di speranza e di possibilità”. A distanza di ben quindici anni, la cineasta nata in California da genitori provenienti da Taiwan, torna dietro la macchina da presa e confeziona un vero e proprio gioiello, L’altra metà (The Half of It), che riprende alcune delle suggestioni del passato e le elabora attraverso lo sguardo dei giovani protagonisti, riuscendo a regalare proprio quanto sognato all’inizio della sua carriera.

L’altra metà, poesia e genuinità come tratti distintivi 

Non è solo la delicatezza con cui vengono affrontati i diversi temi della storia – e sono tanti – quanto la poesia che ne scaturisce, sebbene siano saldamente ancorati a quella che è la realtà di tutti i giorni.

Trovandoci in una piccola cittadina della provincia americana, il contesto nel quale si muovono i personaggi è alquanto circoscritto, ma questo può forse essere considerato un punto di forza dal momento che permette di centrare le questioni.

Non ci sono divagazioni inutili, così come non si gioca col facile sentimentalismo. L’altra metà è frutto di un lavoro e di una sensibilità che più genuini non si potrebbe, e non sarà un caso se all’ultimo Tribeca Film Festival si è aggiudicato il Founders Award come Miglior film.

L’amore al centro del racconto

L’amore è in qualche modo al centro del racconto, prima che si espanda nelle varie ramificazioni che esso può assumere.

Come viene suggerito in apertura, prendendo in prestito la filosofia di Platone, tutti siamo in cerca di colui o colei che ci renderà di nuovo interi, ma il senso della questione non è tanto trovare l’altra metà quanto riuscire invece a convivere con noi stessi e comprendere i nostri bisogni, nel bel mezzo dell’irrazionalità che è la vita, soprattutto durante gli anni del liceo.

Tirando quindi in ballo Cyrano De Bergerac, adattato per l’occasione e in qualche modo svecchiato, la Wu alza ancora l’asticella del suo progetto, integrando alla perfezione e con assoluta originalità due tra i maggiori temi trattati, l’amore e l’identità.

L’identità è un tassello fondamentale da esplorare

La struttura per così dire in capitoli, ciascuno dei quali simbolicamente indicato da frasi celebri (o emoji), consente un’alternanza di toni e prospettive in modo da rendere sempre molto dinamica, fluida e accattivante la narrazione e far sì che tutti trovino il loro spazio al suo interno.

I cammini di Ellie (Leah Lewis), Paul (Daniel Diemer) e Aster (Alexxis Lemire) si incrociano trovando talvolta un punto in comune, che sia una lezione, un murales o il desiderio di libertà.

Libertà di essere se stessi, di non dover sottostare alla convinzione di un genitore o alla frustrazione di quest’ultimo, ma avere invece la possibilità di seguire un proprio sogno, o ancora più semplicemente scoprire chi si è e cosa si vuole. Come nella miglior tradizione dei teen drama, l’identità è un tassello fondamentale da esplorare: i tre giovani protagonisti cambiano, si evolvono, man mano che la storia prosegue e anche grazie all’incontro dell’uno con l’altro.

L’altra metà e l’effetto domino

Se tutto parte dal sentimento che Paul prova nei confronti di Aster e dal suo bisogno di metterlo per iscritto, lo stesso Paul sarà il tramite grazie al quale Ellie si confronterà con sensazioni nuove, inattese, difficili da gestire, che causeranno poi un effetto domino su coloro che le sono intorno.

Il fatto di non avere un adulto con cui confidarsi e a cui chiedere consiglio diventa a questo punto parte del fulcro su cui vertono i discorsi.

Perché l’adolescenza è un momento particolare e complicato, cruciale e delicato, e questo la Wu lo sa benissimo, tanto da sceglierlo per il suo racconto e sfruttarne le infinite potenzialità narrativo-contenutistiche, con una consapevolezza ormai acquisita ma con un’attenzione e una tenerezza nello sguardo che non l’hanno mai abbandonata nel corso di questi anni e che continuano a caratterizzare le sue opere.

  • Anno: 2020
  • Durata: 105'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Alice Wu
  • Data di uscita: 01-May-2020
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