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Su Raiplay è disponibile Le livre d’image di Jean-Luc Godard

In una visione antropologica e politica del mondo, la voce roca, profondamente e dolcemente carica negli anni di Jean-Luc Godard, imperterrita, intuisce, snoda, sonda spietatamente un Occidente “che è sempre dalla parte delle bombe”

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  • Anno: 2018
  • Durata: 84'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Jean-Luc Godard

Con Le livre d’image, Palma d’Oro Speciale al Festival di Cannes 2018, Jean-Luc Godard, il grande, vecchio saggio dell’immagine, della sua espressione e interpretazione, continua a trattenere e riplasmare con l’atto delle mani il corso distorto del linguaggio visivo contemporaneo.

Le livre d’image di Jean-Luc Godard su Raiplay 

Sinossi
Partire dalle mani, dal fare. Dal toccare. Dal linguaggio che da solo non basta. Partire dalla pellicola, dall’arte, dalla creazione degli autoinganni dell’umana specie. Nel flusso denso, montato e sincopato del CINEMA, in una storia del cinema che si fa storia dell’uomo, remake dell’uomo, Godard riflette se stesso e noi stessi nell’alibi della guerra e del potere, del progredire sociale, della distruzione capitalistica, di chi vuole essere re senza sentirsi Mefistofele.

In una visione antropologica e politica del mondo, la voce roca, profondamente e dolcemente carica negli anni di Jean-Luc Godard, imperterrita, intuisce, snoda, sonda spietatamente un Occidente “che è sempre dalla parte delle bombe”, uno zombie che vive senza vivere, accecato da una fuga ad oltranza, contrapposto/opposto ad un Oriente/Est più filosofico, che si è concesso, innato, il tempo per osservare, riflettere, immaginare: vivere.

L’ultimo dito della mano, il più dilatato de Le livre d’image, è una profezia: l’Arabia felice. Saccheggiata, depredata nelle risorse, eppure ancora in un certo senso innocente, ancora capace di generare l’utopia della possibilità, lontana dalle univoche rappresentazioni congelate nell’Islam e nell’Isis. Paradiso perduto, zona franca di una ‘civiltà’ da definire e decifrare in ciò che sarà. Senza utopia l’uomo non sarebbe nulla, e Jean-Luc Godard la difende a spada tratta, contro la univoca e falsa verità visiva degli smartphone, della rete, della cd. testimonianza: dove tutto può essere il suo contrario. Sempre oltre il cinema.