Festa del Cinema di Roma: Motherless Brooklyn – i segreti di una città di Edward Norton

  • Anno: 2019
  • Durata: 144'
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Edward Norton
  • Data di uscita: 07-November-2019

Con Motherless Brooklyn – i segreti di una città, attesissimo film d’apertura della 14a edizione della Festa del Cinema di Roma, Edward Norton appassiona con un noir in pieno stile anni ’50, un raffinato quadro dove i tocchi da pennello vengono dati con eleganza e precisione dal regista, complice la spettacolare fotografia e la splendida colonna sonora (composta da Daniel Pemberton), che incorniciano alla perfezione un’opera costellata di stelle di prima grandezza: oltre allo stesso Norton, nel cast anche i bravissimi Alec Baldwin, Willem Dafoe e Bruce Willis e l’affascinante e talentuosa Gugu Mbatha-Raw, che danno spessore ai loro personaggi rendendoli umani anziché stereotipi di investigatori e criminali o buoni e cattivi.

Tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem e traslato nell’America del dopoguerra e della rinascita, in una New York di fine anni ’50 intrisa di un sotterraneo ma palpabile apartheid, ben descritto dal personaggio del potente Moses Randolph (Alec Baldwin), ma anche da semplici scene di vita quotidiana della città, su autobus e metropolitane, Motherless Brooklyn racconta una storia di potere ed ingiustizia, di come i bianchi ricchi, complice l’amministrazione della città, hanno sfrattato con la frode la popolazione povera e nera da molte zone della città per appropriarsene e dar luce alla ‘nuova’ New York, ricca e “ripulita”: è lo slum clearance, la liquidazione dei bassifondi, strategia di rinnovamento urbano per trasformare quartieri a basso reddito e con scarsa reputazione in insediamenti abitativi qualificati, iniziato negli anni ’30 nel Regno Unito e continuato poi negli Stati Uniti. E ce la mostra attraverso gli occhi di un orfano, Lionel Essrog, interpretato dallo stesso regista, preso ancora bambino sotto la sua ala protettrice dal detective Frank Minna (Bruce Willis) che, diventato a sua volta investigatore nella squadra del suo benefattore, assiste impotente alla morte di quest’ultimo e decide di trovarne i responsabili, dando il via ad una inarrestabile reazione a catena che scioglierà l’intricata trama svelando verità nascoste ed inconfessabili.

È proprio Lionel, soprannominato dallo stesso Minna Motherless Brooklyn, il perno attorno al quale ruota il film; affetto dalla sindrome di Tourette, che si manifesta con continui spasmi, tic ed esuberanze verbali, è però dotato di una memoria prodigiosa, quasi autistica, e di una intelligenza particolare, che lo porterà a mettere insieme tutti i pezzi ed a risolvere il puzzle. E Norton si conferma attore eccezionale in questo non semplice ruolo, in equilibrio perfetto tra genio e follia.

Accanto a lui la ‘donna del mistero’, l’affascinante Laura Rose, figlia di un ex musicista di colore ora proprietario di un club ad Harlem dove si esibiscono gruppi jazz e gli estranei non sono ben visti, luogo dove la musica è sovrana e dove Lionel si accattiverà l’amicizia di un trombettista molto legato alla famiglia Rose che lo aiuterà in frangenti fondamentali; perché a volte una tromba val più di una pistola. Altro personaggio chiave è poi quello dell’uomo enigmatico interpretato da un grande Willem Dafoe, che fornisce allo sviluppo del film il giusto grado di suspense e sorpresa.

Ma la vera protagonista di Motherless Brooklyn è Lei, la Grande Mela: New York, luccicante e schizofrenica come il cervello di Lionel, “che contiene una parte anarchica incontrollabile”. Dalla fotografia mozzafiato alle locations vintage, dai costumi alla musica, ogni singola scena riporta l’atmosfera dell’epoca, sottolineandola con ogni nota di cool jazz, denotando l’attenzione ai particolari ed il perfezionismo di Norton regista, capace di rendere con pochi dettagli la verità di quel mondo. Un mondo non poi così lontano da oggi: l’attore e regista non nasconde infatti la voluta attinenza con la contemporaneità statunitense, l’intrecciarsi tra passato e presente: il personaggio di Moses Randoph (che richiama nel nome il creatore dell’urbanistica newyorkese Robert Moses), self made man, ha infatti più di un punto in comune con Donald Trump; e lo stesso Baldwin, che qui interpreta Moses, ha al suo attivo l’interpretazione satirica del Presidente nel popolare show Saturday Night Live. Ma Norton qui sfiora ma non affonda, lasciando trapelare il suo pensiero con eleganza ma senza svelarlo apertamente; la sua opera parla da sé.

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Utlima modifica: 20 Ottobre, 2019



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