Pavarotti di Ron Howard: il regista è a Roma per presentare il film alla Festa del Cinema

Pavarotti di Ron Howard è tanto potente da consigliarne la visione non soltanto agli appassionati, ma anche e soprattutto a chi non conosce la musica lirica. Ancora una volta il cinema documentario ci mostra quanto possa essere incompleta o addirittura errata l'idea che ci eravamo fatti di un personaggio noto ai rotocalchi.

  • Anno: 2019
  • Durata: 114'
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: Usa/Regno Unito
  • Regia: Ron Howard
  • Data di uscita: 28-October-2019

Già dal prologo Ron Howard ci spiazza: il primo palcoscenico con cui si apre il suo Pavarotti è niente meno che la profonda Amazzonia, dove Big Luciano va a cantare con passione assoluta. Un incipit che non solo richiama il coinvolgimento nelle tematiche sociali e la dimensione internazionale assunta dal tenore nato a Modena nel 1935, ma che immediatamente ci offre l’intuizione su cui si basa tutto il documentario: “Ho guardato il materiale filmato e da regista ho capito che Luciano Pavarotti andava oltre l’esibizione. Lui partecipava emotivamente a quello che cantava, – ha spiegato Howard alla Festa del Cinema di Roma, – così ho pensato di raccontare la sua vita e la sua musica insieme, sottolineando i momenti di svolta esistenziale con le diverse arie delle opere interpretate”. Il risultato è tanto potente da consigliarne la visione non soltanto agli appassionati, ma anche e soprattutto agli altri. Del resto, una delle cose di cui Pavarotti andava orgoglioso era proprio aver portato la lirica alle masse, lui che aveva cominciato a lavorare come docente elementare di educazione fisica e che poi non smise mai di insegnare la bellezza della sua musica prediletta a chi la ignorava, perfino in Cina, dove il film lo scopre a illustrare le tecniche del canto col charisma e il sorriso aperto che l’hanno sempre contraddistinto.

Per la seconda volta, quest’anno, il cinema documentario ci mostra quanto possa essere incompleta o addirittura errata l’idea che ci eravamo fatti di un personaggio noto ai rotocalchi. E’ successo con il film Diego Maradona di Asif Kapadia e di nuovo, ora, con Pavarotti di Ron Howard. Infatti, come ha spiegato il regista Amos Gitai nella masterclass tenuta alla Festa del Cinema su invito della Roma Lazio Film Commission, laddove il cinema di finzione è un’arte che costruisce e quindi si avvicina all’architettura, il cinema documentario utilizza invece le tecniche dello scavo e, similmente all’archeologia, nel far riaffiorare le cose, si cura di farle tornare alla luce intere.
Ron Howard e il produttore Nigel Sinclair, anche lui presente alla Festa del Cinema di Roma, hanno intervistato ben 53 persone che hanno conosciuto Pavarotti. Tra queste, i familiari del grande tenore, che hanno generosamente contribuito con fotografie e filmati inediti, e sono giunti a Roma per la presentazione del film.

Utlima modifica: 19 Ottobre, 2019



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