Dicktatorship – Fallo e basta di Gustav Hofer e Luca Ragazzi: il mito del ‘maschio alfa’ alla resa dei conti

Il mito del ‘maschio alfa’ alla resa dei conti: come smontare millenari stereotipi di genere - maschili e femminili - con un documentario, divertendosi e trasmettendo informazioni importanti al tempo stesso. Questi gli obiettivi principali di Gustav Hofer e Luca Ragazzi

  • Anno: 2019
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Wanted Cinema
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gustav Hofer, Luca Ragazzi
  • Data di uscita: 10-June-2019

Il mito del ‘maschio alfa’ alla resa dei conti: come smontare millenari stereotipi di genere – maschili e femminili – con un documentario, divertendosi e trasmettendo informazioni importanti al tempo stesso. Questi gli obiettivi principali di Gustav Hofer Luca Ragazzi, i due registi, attori e documentaristi, legati nell’arte e nella vita, che intraprendono nel loro ultimo documentario dal titolo Dicktatorship – Fallo e basta, un percorso semi-serio (non per questo meno efficace) attraverso il maschilismo e le sue ottuse convinzioni, dure a morire nel nostro Paese. Tutto ha inizio col pretesto di una frase ‘poco pensata’,  una battuta maschilista, sostiene Gustav, fatta da Luca – che nel copione recita la parte del ‘poliziotto cattivo’ – durante un dialogo apparentemente innocente fra i due, davanti ad una tazza di caffè nella loro casa romana. I due registi iniziano un viaggio per l’Italia (fra Milano, Padova, Venezia) e oltre confine (Barcellona) per raccogliere tracce socio-antropologiche, testimonianze di esimi professori e pornostar, esiti di sperimentazioni sui primati e di simulazioni in 3D sulla violenza domestica, alla ricerca del perché maschilismo e sessismo siano ancora tanto radicati nel nostro Paese (al punto da dar vita a feste e saghe con protagonista l’organo genitale maschile), come si siano originati e mantenuti nel tempo e dei motivi per cui non si riescano a modificare, neppure tra i giovani, mentalità e modi di pensare retrivi.

Abbiamo deciso di fare questo documentario – affermano i registi – perché ci sentiamo direttamente chiamati in causa in favore della causa ‘femminile’, in primo luogo come cittadini e poi come coppia gay, dal momento che – com’è ampiamente dimostrato dai fatti prima ancora che dalle statistiche – misoginia e omofobia sono facce di una stessa medaglia.”

Con delicatezza ed ironia, anche di fronte a temi davvero scottanti, i due documentaristi – dopo il pluripremiato Improvvisamente l’inverno scorso, sul tema dell’omosessualità, Italy: Love It, or Leave It e What is Left?, sulla crisi della sinistra italiana – confezionano la loro ultima pellicola solo apparentemente meno autobiografica delle altre, scegliendo una cifra narrativa scorrevole,  divisa in specifici temi che corrispondono ad altrettante città visitate, ed individuando ostacoli e stereotipi che impediscono la piena emancipazione femminile, la parità dei diritti e dei salari, un’equa ripartizione di compiti nella vita quotidiana e la valorizzazione professionale del genere. Incontrando diversi esperti nel campo della sociologia, della scienza, delle arti e persino del porno, Gustav e Luca provano dunque ad orientarsi nell’intricato mondo dei rapporti di potere tra uomo e donna, guidando lo spettatore in un viaggio caleidoscopico e a tratti esilarante che li porterà a una conclusione inevitabile: sono gli uomini a dover cambiare, perché le donne, a quanto pare, lo hanno fatto già da tempo.

Pensiamo a Donald Trump – concludono i registi – e al suo atteggiamento apertamente misogino che non gli ha impedito di diventare Presidente degli Stati Uniti: intellettuali, femministe, attivisti, sociologi – e persino qualche repubblicano – si sono chiesti: come è stato possibile? Se c’è un Paese al mondo che può rispondere a questa domanda, quello è l’Italia. Ogni cosa qui sembra ruotare intorno all’organo genitale maschile, basti pensare che esistono ben 887 modi diversi per definirlo.  L’Italia è la patria del latin lover, e il Paese che per decenni ha idolatrato Mussolini e poi – per almeno altri due – Berlusconi, personaggi che, in qualche modo, hanno fatto del maschilismo, del machismo o del sessismo la loro carta vincente.”

Dopo l’anteprima mondiale al Festival Hot Docs di Toronto, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati al documentario, Dicktatorship – Fallo e basta, prodotto da DocLab, in collaborazione con ZDF/ARTE, sarà nelle sale italiane dal 10 Giugno.

Utlima modifica: 11 Giugno, 2019



Condividi