Lucania di Gigi Roccati: tra realismo magico e thriller, la storia di un padre e una figlia in una terra ancestrale

Presentato al Bif&st 2019, Lucania – Terra sangue e magia di Gigi Roccati è un'opera fortemente radicata alla terra, alle origini e alle credenze popolari

  • Anno: 2019
  • Durata: 85'
  • Distribuzione: 102 Distribution
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gigi Roccati
  • Data di uscita: 02-May-2019

Dopo la scomparsa della mamma, Lucia (Angela Fontana) ha smesso di parlare con tutti se non con il vento, mentre il padre Rocco (Joe Capalbo) cerca di tirarla su al meglio delle sue forze. Una notte, due uomini fanno irruzione nelle loro proprietà, ma Rocco imbraccia il fucile ferendone uno.

Visivamente e stilisticamente d’effetto, grazie a una serie di scelte che vanno a esaltare l’inquadratura come fosse un quadro, una vera e propria opera d’arte con la natura a fare da soggetto e l’essere umano da intermediario di quella bellezza, Lucania di Gigi Roccati sembra, soprattutto nella parte iniziale, strizzare volutamente l’occhio a Terrence Malick e alle sue suggestioni. Forte di un’incontaminazione e di una selvaticità difficili da immaginare (ma anche da gestire!), il film fa dell’ambientazione il suo punto di appoggio e non a caso si susseguono, sin dai titoli di testa, numerosi richiami alla terra, alle radici, al luogo di origine da cui la storia parte e a cui sempre ritorna. Allo stesso modo la musica non fa che sottolineare questo legame, con i suoi ritmi tribali e trascinanti.

Attraverso il rapporto tra un padre ed una figlia, in fuga lungo un percorso che mostra la vita e le abitudini di persone ancorate alla madre terra, alla sua ancestralità e alle credenze che si tramandano di generazione in generazione, si sviluppa il discorso anticipato dal sottotitolo Terra sangue e magia.
Se però questo risulta, senza alcun dubbio, l’aspetto più riuscito del progetto, capace di rendere con estrema immediatezza e tangibilità tutto ciò che riguarda quei luoghi, affascinanti e brutali al tempo stesso, dall’altra parte viene fuori un lato thriller o quasi, che depista e intacca il delicato equilibrio sin lì creato.

Resta quindi la domanda su quale sia il senso della’opera, caratterizzata da un realismo magico ricercato e ben sfruttato, almeno fino a quando non si percepisce la mancanza di una base narrativa altrettanto solida. E l’idea di mettere dentro anche tematiche delicate, quali lo smaltimento dei rifiuti, da sempre legato a tutto un giro di minacce ed estorsioni da parte dei più potenti, o la vendetta che consuma ma non ricompensa, non aiuta in alcun modo, anzi. Da qui deriva forse la scarsa qualità della recitazione, un po’ forzata e spesso poco verosimile, ad eccezione, in qualche frangente, della Fontana (ampiamente e meritatamente apprezzata, invece, in Indivisibili).

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Utlima modifica: 9 Maggio, 2019



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