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2018

Bohemian Rapsody, il film sulla vita di Freddie Mercury campione d’incassi

Quasi come se Bohemian Rapsody fosse un musical, i personaggi ricreano il feeling creativo, l’amicizia e la complicità del palcoscenico, mostrando un gruppo a 360°. I Queen erano e sono ciò che il loro stesso nome rappresenta, l'immediatezza, una realtà musicale viva e vera, intramontabile

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Negli anni ’70 la scena musicale mondiale era rappresentata (solo per citarne alcuni) da gruppi come Beatles, Pink Floid e Led Zeppelin, e in questo panorama sonoro a tutto si sarebbe pensato meno che all’arrivo di una nuova band inglese destinata a rimanere nella storia. Alle spalle di Bohemian Rapsody c’è quindi una grossa attesa, da una parte legata all’importante ruolo dell’attore che riveste i panni dell’eccentrico Freddie Mercury, e dall’altra alla stessa ricostruzione storica di ciò che furono e sono i Queen.

Iniziando da una semplice scena con un giovane Mercury annoiato al lavoro, il film di Bryan Singer comincia presentando l’indimenticabile frontman come colui che già era un talento creativo, un amante della musica e un’anima passionale in cerca di una sua forma di espressione. Fatale l’incontro con Brian May e Roger Taylor che, orfani di un cantante, trovano subito in lui la voce che stavano cercando. E seppure nella realtà, i futuri Queen non si conobbero così ma si unirono dopo diverse frequentazioni e prove, la narrazione filmica avvia un racconto incessante, cavalcando le melodie dei grandi capolavori che il gruppo incise insieme.

La colonna sonora è la struttura portante del film. Il vissuto di Roger, Freddie, Brian e John – concerti, vicissitudini umane, avventure e giornate in studio – è inserito nell’avventura rock dei Queen. Facendo attenzione a sottolineare la fase creativa del gruppo, le musiche sono attraversate dalle immagini, potenziando così le sequenze narrative che quasi scivolano sullo schermo per la vitalità che contengono. Il lato umano, il legame che permetteva ai quattro artisti di essere per l’appunto i Queen, è la cornice della colonna sonora. Quasi come se Bohemian Rapsody fosse un musical, i personaggi ricreano il feeling creativo, l’amicizia e la complicità del palcoscenico, mostrando un gruppo a 360°; la ricostruzione dei costumi e degli ambienti è particolarmente dettagliata, ma ciò che centra il bersaglio è la fisicità degli attori: un ruolo complesso come quello di Freddy Mercury, un artista che viveva i sentimenti con un’energia tale da renderlo semplicemente unico, ha sicuramente avuto bisogno di uno studio e di un’attenzione al dettaglio quasi maniacali.

Rami Malek, nonostante la sua giovane età, riesce nell’impresa, risultando quasi impressionante per la somiglianza con Freddie Mercury, una somiglianza che richiede non solo l’aspetto fisico ma anche un recitazione mimetica, perché Mercury, con i suoi movimenti sul palco, era capace di passare da un’andatura regale allo scioglimento del corpo, catturando un’attenzione che era impossibile negargli. Alternando i Queen alla vita privata di Mercury, il rischio era quello di far dimenticare la presenza degli altri tre componenti nella band, invece regia e sceneggiatura compiono sagge scelte, motivando sempre l’appartenenza di Mercury a un gruppo, puntando sui momenti quotidiani in cui erano tutti presenti. Su questo particolare si apre una parentesi sull’ingiusto inserimento nella narrazione di un litigio tra Freddie e gli altri, con conseguente scioglimento e richiesta di perdono del cantante che mai avvenne. Come ogni band, infatti, gli stessi Queen hanno incontrato momenti di difficoltà, ma mai si sono sciolti, e forse questa modifica non è stata coerente con tutto ciò che hanno rappresentato e rappresentano per il rock e per chi li ama.

I Queen erano e sono ciò che il loro stesso nome rappresenta, l’immediatezza, una realtà musicale viva e vera, intramontabile. Un sogno che non si è spezzato con la morte prematura di Freddie Mercury e che continua a vivere, ora, di nuovo e più forte negli occhi di tanti spettatori, che al termine del film non possono fare a meno di applaudire con gli occhi lucidi e con le mani in alto, come ad ogni concerto che si rispetti.

Simona Grisolia

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  • Anno: 2018
  • Durata: 134'
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Genere: Biografico, Drammatico, Musicale
  • Nazionalita: USA, Gran Bretagna
  • Regia: Bryan Singer
  • Data di uscita: 29-November-2018