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Thelma: “Carrie girato da Ingmar Bergman”

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Il New York Magazine lo ha giustamente definito “Immaginate Carrie girato da Ingmar Bergman”, mentre il Guardian ne ha scritto “Un thriller sbalorditivo, tra Hitchcock e De Palma”.

Osservazioni assolutamente condivisibili relative a Thelma, co-produzione tra Norvegia, Francia, Danimarca e Svezia che, distribuita nelle sale cinematografiche italiane nel Giugno del 2018, approda su supporto blu-ray grazie a CG Entertainment (www.cgentertainment.it) e Teodora Film.

Del resto, il regista Joachim Trier – autore, tra l’altro, del Segreti di famiglia interpretato da Jesse Eisenberg e Gabriel Byrne – dichiara: “Sono cresciuto guardando i film di Bergman e Antonioni, ma anche di Brian De Palma. Inoltre, mi ha sempre colpito per le sue implicazioni esistenziali un film come La zona morta di David Cronenberg, una specie di fiaba per il modo in cui racconta qualcosa di profondamente umano all’interno di una cornice soprannaturale. Essendo un cinefilo, poi, insieme al mio amico e sceneggiatore Eskil Vogt ho visto ultimamente molti gialli italiani degli anni Settanta: quello che mi ha colpito è il modo in cui questi film riescono a toccare temi universali attraverso il cinema di genere. Ci siamo così ritrovati ad affrontare alcuni argomenti con cui con cui avevamo confidenza confrontandoci con gli elementi di genere, che ci permettevano di lasciare più spazio all’immaginazione”.

Argomenti come la malinconia della solitudine o il racconto di formazione, entrambi riscontrabili nella vicenda della timida ragazza di provincia del titolo, che, proprio in maniera analoga alla vendicativa giovane dotata di poteri psicocinetici protagonista del noto romanzo scritto da Stephen King e che ebbe sul grande schermo le fattezze di Sissy Spacek, è cresciuta in una famiglia molto religiosa e si scopre, appunto, in possesso di particolari facoltà.

Ma soltanto dopo essere arrivata ad Oslo per frequentare l’università in cui conosce la Anja incarnata dalla esordiente Kaja Wilkins, con la quale instaura una amicizia destinata, però, a trasformarsi in un sentimento decisamente più profondo.

Perché, tra cupa e grigia atmosfera garantita dalla fotografia a cura di Jakob Ihre e la fredda ambientazione nordica, non sono neppure piuttosto calde sequenze bollenti di sesso saffico a risultare assenti nel corso della oltre ora e cinquanta di visione, quasi del tutto dominata dalla lodevolissima performance sfoggiata dalla protagonista EiliThe waveHarboe.

Protagonista le cui capacità, inquietanti e incontrollabili, sembrerebbero essere legate a un terribile segreto appartenente al suo passato; man mano che la vediamo al centro di una assurda sequenza con serpente che, digitalmente ricreato, le penetra nella bocca e che seguiamo il proprio rapporto con il padre.

In un lento crescendo in fotogrammi che, trasudante angoscia, racconta, in realtà, l’incapacità di accettare il proprio destino e, non ultime, le difficoltà che si incontrano nel conoscere se stessi.

Con il trailer italiano nella sezione del disco riservata ai contenuti speciali.

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