Festa del Cinema di Roma: Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, il film che racconta l’ascesa agonistica di Irma Testa

Un cinema solido che penetra nella realtà, svelando quei vuoti interiori che risiedono in ognuno di noi, anteponendo la persona al racconto del personaggio

  • Anno: 2018
  • Durata: 80'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman

Presentato in concorso nella sezione di Alice nella Città, Butterfly è la seconda collaborazione di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman e racconta l’ascesa agonistica di Irma Testa (qui interprete di se stessa), la prima giovanissima pugile italiana a partecipare alle Olimpiadi di Rio del 2016. Cassigoli e Kauffman fondono sapientemente il registro documentario con il territorio della finzione, mettendo in primo piano il percorso introspettivo dell’atleta in cui emergono i sogni e i timori di un’adolescente che, reduce dalla delusione di una sconfitta, torna al mondo degli affetti che aveva abbandonato per rinascere e riscoprire sé stessa.

Irma è una ragazza che vive nel degrado di Torre Annunziata e il suo sogno sin bambina è quello di diventare una campionessa del pugilato. Qui, piena di  grinta e dedizione per la disciplina e guidata dalla figura paterna del maestro Lucio Zurlo, inizia un percorso fatto di sacrifici che la condurrà a qualificarsi alle Olimpiadi di Rio. Mentre tutti i media e la sua comunità sono attorno a lei, dietro l’immagine di una campionessa emergono le fragilità di una ragazza che sente gravitare su di sé il peso delle aspettative e di un successo arrivato troppo in fretta .

Lo sguardo di Cassigoli e Kauffman traccia con circospezione la fuga dalla realtà che Irma compie attraverso il mondo della box: è intraprendente e come una farfalla vuole fortemente spiccare il volo nel terreno impervio del pugilato, ma emergono alla massima potenza i dubbi e le speranze che lei affonda con colpi decisi sul ring per raggiungere il sogno di una vita. Ma la rabbia e la delusione per non aver raggiunto il podio alle Olimpiadi si trasformerà in un’opportunità di  rinascita.

Non c’è retorica e il film intesse sapientemente le immagini di repertorio al racconto di finzione: la competizione tanto attesa, mostrata dal Maxischermo  nel suo quartiere, è sostenuta dal caloroso affetto della sua gente. È un cinema solido che penetra nella realtà, svelando quei vuoti interiori che risiedono in ognuno di noi, anteponendo la persona al racconto del personaggio.

Silvia Scarpini

GUARDA IL TRAILER >>

Utlima modifica: 29 Ottobre, 2018



Condividi