The Guardians di Billie Mintz racconta un complotto ai danni di anziani cittadini a Las Vegas con lo stile di un thriller contemporaneo

Presentato al 4° Festival Visioni dal Mondo, per la prima volta fuori dagli Usa, The Guardians di Billie Mintz s'inserisce nella tradizione del film d’inchiesta-investigativo americano. Un’opera potente, coraggiosa, costruita in modo partecipe nel raccontare il dramma delle vittime, ma chirurgica nel mostrare i meccanismi del delitto

  • Anno: 2015
  • Durata: 104
  • Genere: Documentario, Thriller
  • Nazionalita: Canada
  • Regia: Billie Mintz

I The Guardians dell’omonimo titolo del documentario di Billie Mintz sono dei tutori legali che il tribunale nomina per anziani indigenti, malati o abbandonati dalla famiglia. Presentato nel Panorama Internazionale del 4° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo per la prima volta in assoluto fuori dagli Stati Uniti, il giovane filmmaker racconta una storia agghiacciante di soprusi, truffe e rapimenti legalizzati al solo scopo di depredare di tutti i loro averi anziani cittadini americani in pieno possesso delle loro facoltà mentali e di una loro vita autonoma e indipendente.

Nella tradizione del film d’inchiesta-investigativo americano, Billie Mintz con The Guardians mette in scena la complessa struttura di un complotto ai danni degli anziani di Las Vegas in Nevada dove sono coinvolti il tribunale familiare, medici, avvocati, procuratori e soprattutto dell’ufficio pubblico dell’assistenza agli anziani e dei tutori legali governativi e privati.

Il film ha una forte cifra da thriller in cui la raccolta di documenti, testimonianze dei familiari degli anziani rapiti dalle strutture pubbliche, i tentativi di cercare delle risposte dagli enti governativi e giudiziari coinvolte sono dettagliatamente messe in serie da Billie Mintz che svolge la funzione dell’investigatore della vicenda, mettendosi dietro e davanti la macchina da presa, diventandone egli stesso protagonista della storia insieme ai tanti uomini e donne coinvolti.

Mintz si rende partecipe delle disgrazie che hanno colpito uomini e donne la cui unica colpa è essere vecchi e benestanti e che hanno avuto la sfortuna di essere diventati l’obiettivo di un gruppo di malviventi che si nascondono dietro lo scudo della legge costruita appositamente non per tutelare i diritti civili dei cittadini più deboli, ma per rapirli, rinchiuderli in strutture psichiatriche e depredarli di ogni loro avere in modo arbitrario.

The Guardians è costruito in modo tale che la scoperta del complotto avviene per gradi, con Mintz che utilizza da un lato la macchina da presa come un microscopio per individuare i dettagli delle truffe, dall’altro come testimone in presa diretta degli avvenimenti che si svolgono davanti agli occhi dello spettatore. Il regista americano accresce poi l’angoscia della visione utilizzando riprese aeree che inquadrano la labirintica geometrica dei quartieri residenziali di Las Vegas con le case tutte uguali e ordinate in file e da registrazioni recuperate dei processi in tribunale e dagli interventi dei tutori legali in cui vige una palese discriminazione e soppressione di ogni diritto dell’anziano di fronte alle strutture pubbliche.

La pellicola tratta una materia scottante, sconvolgente, sconosciuta e Mintz è la versione dura di Michael Moore con la differenza che se il più famoso regista racconta di complotti mondiali e vicende già passate e accadute, il giovane autore, al contrario, registra avvenimenti in atto vivendoli sulla propria pelle. E infatti le vicende che colpiscono gli anziani cittadini di Las Vegas sono tuttora in corso, così come si suppone che l’intero stato del Nevada ne sia coinvolto, tanto che Mintz ha, in seguito alla realizzazione di The Guardians reso testimonianza, e fornito tutta la documentazione raccolta in suo possesso, ad agenti del FBI (ma che non ha portato al momento a nessuna apertura di un’indagine ufficiale federale, come ha rilevato lo stesso regista alla fine della proiezione del film).

The Guardians è un’opera potente, coraggiosa, costruita in modo partecipe nel raccontare il dramma delle vittime, ma chirurgica nel mostrare i meccanismi del delitto, ribandendo che gli Usa “non sono un paese per vecchi”. Un film da non perdere (sperando che venga distribuito o trasmesso da qualche canale televisivo).

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Utlima modifica: 17 settembre, 2018



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