Downrange: il sanguinario cecchino americano di Riûhey Kitamura

 

Un gruppetto di amici costituito da tre ragazzi e tre ragazze sono in viaggio in automobile attraverso le strade deserte e soleggiate della provincia americana, quando, all’improvviso, una gomma del veicolo esplode facendoli finire fuori strada.

Di ritorno al cinema indipendente dopo le esperienze della trasposizione barkeriana Prossima fermata: l’inferno e del No one lives interpretato da Luke Evans, entrambi prodotti dalla Universal, il giapponese Riûhey Kitamura sfrutta questa semplice idea di partenza per mettere in piedi Downrange.

Semplice idea di partenza che, superato qualche minuto di attesa immersa nel silenzio dell’affascinante paesaggio rurale con uno dei ragazzi impegnato a cambiare la ruota, si evolve tirando in ballo un misterioso cecchino nascosto tra gli alberi e pronto ad eliminarli uno dopo l’altro sparandogli contro le proprie pallottole.

E, chiaramente, mentre i protagonisti possono soltanto cercare di evitare i colpi rimanendo abbassati dietro la macchina che gli fa da scudo e tentando di capire dove sia nascosto il folle, l’autore del serratissimo mix di morti viventi e yakuza Versus e del non poco assurdo e fuori di testa Godzilla: Final wars non manca di infarcire la quasi ora e mezza di visione di consueti virtuosismi tecnici, che si tratti della soggettiva dello pneumatico che gira quando viene sostituito o di inquadrature a piombo e della macchina da presa che passa attraverso il buco nel cranio di una delle vittime.

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Trovate tecniche che provvedono ad arricchire in maniera efficace il suo trap-movie, ovvero un lungometraggio incentrato su qualcuno intrappolato in uno spazio circoscritto, come il Ryan Reynolds sotterrato vivo in una cassa in Buried – Sepolto di Rodrigo Cortés e i vacanzieri bloccati sulla seggiovia di Frozen di Adam Green.

Titolo, quest’ultimo, che, essendo ambientato all’aperto e vedendo coinvolti anche dei lupi, maggiormente si avvicina alla situazione descritta in Downrange, in cui la lotta per la sopravvivenza raccontata, però, non si svolge al freddo sulla neve, bensì sotto il sole rovente e con dolorose ferite aperte.

Lotta per la sopravvivenza ad alto tasso cadaverico, in quanto destinata a vedere anche la progressiva entrata in scena di altri personaggi; man mano che il liquido rosso schizza in maniera non indifferente e che lo spettatore difficilmente riesce a staccare gli occhi dallo schermo, conquistato dalla tensione sapientemente costruita e spinto dalla curiosità di apprendere chi riuscirà a salvarsi e quale fisionomia possieda lo psicopatico.

Fino ad un tutt’altro che prevedibile e banale epilogo che, sebbene il regista neghi qualsiasi intento di critica sociale mosso dall’operazione, non può fare a meno di lasciar intendere l’insieme in qualità di attacco all’eccessivamente libero utilizzo delle armi da fuoco negli Stati Uniti.

Con booklet incluso nella confezione e il trailer nella sezione riservata ai contenuti speciali, Koch Media lo rende disponibile su supporto blu-ray italiano in edizione limitata all’interno della sua collana Midnight Factory, incentrata sull’horror, il thriller e il fantasy mondiale.

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