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CORTOMETRAGGI

E domani?, l’esordio alla regia di Paolo Onorati e Simone Paoli

Il film di Paolo Onorati e Simone Paoli resta un esercizio di stile che riporta il cinema al piano nobile, ci sono le potenzialità per ritrovarci nei paraggi di Ingmar Bergman, nei paraggi della sua ricerca interiore, forse della ricerca di Dio, entità sempre estrema, irreale, eppure potente

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Paolo Onorati e Simone Paoli, i due filmaker di Sabaudia fanno sul serio. In questo loro primo film,  E domani? (un corto di dodici minuti, ma è in preparazione la sua versione lunga), hanno dimostrato tutta la loro sicurezza. Onorati in termini più decisamente autoriali ed amministrativi, Paoli nel senso più decisamente artistico. E il loro film ha trionfato nella recente manifestazione del JuneFilmFestival a Sabaudia, valutato positivamente da una giuria capeggiata dal giornalista Gianni Minà. E domani? è un film che, secondo noi, ha una potenzialità incredibile e questo naturalmente sarà dominante nell’edizione lunga: quella di essere un film assolutamente di finzione, ma che si avvicina tantissimo al genere del documentario, dove il personaggio reale di cui si racconta la storia è interpretato da un attore, e poi tende a trasformare in attori personaggi veri come sono la conduttrice televisiva Eva Crosetta, splendido volto di La7 e l’attore Danilo Mattei, chiamati, nella versione lunga, a interpretare proprio se stessi: la verità più netta, insomma, nel contesto della più pura finzione.

Danilo Mattei è stato nel bellissimo film girato nel 1977 da Luigi Magni, In nome del papa re, il rivoluzionario Cesare Costa, il figlio ignorato di monsignor Colombo, il giudice ecclesiastico nella Roma dell’autorità papale, tanto indagata dal cinema di Magni, interpretato arguto  Nino Manfredi. E c’è da dire che Mattei ha retto il confronto con il mostro Manfredi proprio da allievo diligente e appassionato, così come l’esordio effettivo aveva visto, nel 1976, Mattei al cospetto di Vittorio Gassman nell’altrettanto capolavoro di Dino Risi, Anima persa. Anche qui il confronto di Mattei attore con Gassman solerte mattatore è stato assolto con assoluta passione e bravura. Dice Paolo Onorati: “Il nostro film trae ispirazione da uno dei caratteri che contraddistinguono maggiormente l’era contemporanea, cioè quella  abitudine culturale all’azione automatica oggi crescente, soprattutto tra i più giovani”.

Un tema, dunque, dalle spiccate risorse filosofiche? “Assolutamente no”,  dice Paolo Onorati, “ma un film di sentite riflessioni sui tempi, quello sì“.  Paolo Onorati e Simone Paoli hanno scelto come epigrafe al loro film la frase “storie nuove degli anni 2000”, e pensiamo sia un indirizzo chiarificatore. E aggiungono la frase di Roberto Rossellini: “E poi la storia ci spiega il nostro essere, il nostro passato, presente,futuro. L’uomo è fatto di storia”.

Il film di Paolo Onorati e Simone Paoli resta un esercizio di stile che riporta il cinema al piano nobile, ci sono le potenzialità per ritrovarci nei paraggi di Ingmar Bergman, nei paraggi della sua ricerca interiore, forse della ricerca di Dio, entità sempre estrema, irreale, eppure potente. E lo diciamo questo non per far montare la testa ai suoi autori, ma perché riteniamo il film dotato di questa forza speciale. E domani? racconta tutto sommato una storia semplicissima, che avviene nei giorni nostri, una storia di confronti, dove il protagonista, il giovane attore Simone Paoli, si troverà a fare i conti prima con l’eredità culturale del nonno quasi novantenne, un nonno che ha vissuto di persona le incognite della bonifica pontina, dopo con il sentimento provato verso la compagna Giulia, poi con delle bambine che rappresentano in fondo le giovanissime generazioni. E sono, dunque, le esperienze di tutti i giorni, un messaggio antico, qualcosa che si sofferma sulla valenza incommensurabile della realtà interiore: se nella vita non ci fosse il dolore non ci sarebbe nemmeno la felicità e la speranza. “Non ci si deve mai stancare di desiderare gli affetti e le cose”, dice Paolo Onorati. È quello che esprime, in fondo, il nonno, il bravissimo  Maurizio D’Alatri, un attore che nasce all’accademia drammatica di Fondi, al nipote, l’altrettanto bravo Simone Paoli, che lo ascolta, entro la splendida location del parco nazionale del Circeo, dove il film è in buona parte ambientato.

Il film è dedicato, come sostiene Paolo Onorati, “alle persone che continuano sempre a dispetto di tutto a fare qualcosa di costruttivo per sé e per gli altri”. Il congedo dal film avviene attraverso una didascalia che avverte che gli autori sostengono l’operato umanitario di “Amore e Libertà Onlus” in Congo, ed anche il film,  E domani?,  segue questa tesi ed è ispirato dalle varie attività umaniste portate avanti da un progetto, quello a indirizzo scolastico “la cultura del vivere sociale”  di cui Paolo Onorati, a Sabaudia, è uno dei docenti responsabili.

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