Loro 1 di Paolo Sorrentino: un film non necessario, che non aggiunge alcunché a quanto già era arcinoto

Loro 1 si limita a speculare stupidamente su un immaginario fin troppo noto, ma la realtà ha ampiamente superato la deformazione grottesca proposta dalla coppia Sorrentino-Contarello

  • Anno: 2018
  • Durata: 104'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Paolo Sorrentino
  • Data di uscita: 24-April-2018

Non si dica, Dio ce ne scampi, che la bruttezza inclassificabile dell’ultimo film (la prima parte) di Paolo Sorrentino, Loro 1, sia dovuta alla necessità di adeguare il suo cinema allo spregevole immaginario prodotto dal berlusconismo. No, sarebbe un’indulgenza non meritata, laddove altri autori – Nanni Moretti con Il caimano per esempio – si erano già cimentati con la questione della degenerazione antropologica prodotta dal regno dell’ex cavaliere di Arcore, senza per questo cadere in una miriade di cliché prevedibilissimi, ammiccamenti di infimo livello, ripetendo al ribasso una certa iconografia (Scorsese in particolare per il gioco del montaggio e la scelta delle musiche in alcuni passaggi).

Chi scrive non è mai stato incline alle stroncature, ma in questa occasione risulta davvero difficile trovare qualcosa di buono con cui tentare di mitigare il tenore generale dell’analisi.  Ci mancavano solo i nani e le ballerine (quest’ultime ci sono eccome) e la messa in scena del nulla sarebbe stata completa. Pateticissima la sequenza iniziale con una pecorella che penetra in una ricca casa in un luogo di villeggiatura della Sardegna (probabilmente la stessa dimora del premier) e, dopo uno scambio di sguardi, in un penoso campo-controcampo, con un climatizzatore, muore assiderata per la bassa temperatura provocata dal livello troppo potente dell’aria condizionata. Si capisce bene, dopo la visione, il motivo per cui il film non sia stato presentato al Festival di Cannes e, soprattutto, la scelta di organizzare all’ultimo momento la proiezione riservata alla stampa (Loro 1 esce domani): non si è voluto concedere abbastanza tempo agli spettatori per apprendere l’esito disastroso del giudizio complessivo della critica, così da non limitarne eccessivamente l’afflusso nelle sale.

Loro 1 è un film assolutamente inutile, che non aggiunge nulla, piuttosto si limita a speculare stupidamente su un immaginario fin troppo noto, contando sul fatto di aver fidelizzato il pubblico sulla scia del successo de La grande bellezza. Se quello non era di certo un capolavoro, questo ne è la miserabile brutta copia. La realtà ha ampiamente superato la deformazione grottesca proposta dalla sciagurata coppia SorrentinoContarello, abile a produrre a getto continuo mistificazioni, charlottismi e frasi a effetto buone per i minus habens. Per non parlare della recitazione nuovamente insopportabile di Toni Servillo, che stavolta fa davvero tristezza; si vede che è lui il primo a non credere al personaggio che scimmiotta, e a nulla vale il tono umoristico con cui si è cercato di introdurlo dopo la prima parte del film.

Cocaina a fiumi; fondoschiena a iosa; il politico di turno che dopo aver consumato un rapporto sessuale da roditore con una delle tante galline del pollaio si tormenta perché lei lo minaccia di infangare la sua immagine su tutti i giornali; Scamarcio, che interpreta un non meglio precisato giovane arrivista, pronto a qualsiasi compromesso pur di entrare nella corte di re Silvio, guarda in macchina mentre possiede da dietro una femmina super ginnica; un rinoceronte, all’improvviso, corre per le vie di Roma, seminando il panico…..

Insomma, signor Sorrentino, non le sembra stavolta di aver davvero mancato di rispetto all’intelligenza degli italiani? (Ripeto: non si dica che il livello del film è pari all’argomento che tratta: questo dato, tutto da verificare, non può costituire un’attenuante). Era proprio necessario fare un altro film di cui non si sentiva il bisogno? Chi scrive è persuaso che lei sia in grado di fare meglio di così. Allora si dia da fare, raddrizzi il tiro e se necessario si prenda una bella pausa di riflessione. Diceva PasoliniGiotto ne Il Decameron: “Perché realizzare un’opera quando è così bello solo sognarla”.

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Utlima modifica: 24 aprile, 2018



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