Conferenza stampa Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

Miss Peregrine

    Si è svolta questa mattina presso l’elegante Sala Venezia dell’Hotel St. Regis della Capitale, la conferenza stampa di Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali. A presentare la pellicola, il visionario regista Tim Burton, autore di prodotti come Edward mani di forbice, Big Fish e La sposa cadavere, che ha risposto a tutte le domande della stampa sposando la sua verve artistica a quella più prettamente goliardica.

    Egli ha spiegato subito di aver deciso di realizzare una trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Ransom Riggs non appena ha letto il titolo: i bambini speciali gli ricordano infatti la sua infanzia, quando vecchie foto polverose davano adito alla sua più variegata immaginazione. Ogni vecchia foto racconta solo una parte della storia, il resto è pura invenzione, poesia e mistero. Burton rivela inoltre di essere stato egli stesso un bambino speciale, un nipote molto fortunato che ha avuto una nonna sempre pronta a supportarne e a incoraggiarne le particolarità. Per questo motivo, l’autore si sente davvero in simbiosi con il personaggio di Jake: “Sentirmi strano e fuori posto? Mi accade praticamente da tutta la vita!” ha dichiarato.

    Eva Green con cui ha già lavorato per Dark Shadows è stata la sua prima scelta per il personaggio di Miss Peregrine: “Eva è proprio come ogni direttrice dovrebbe essere: forte, emotiva, divertente, drammatica ed efficace. Nei miei primi anni di scuola, avevo un’insegnante proprio come lei: bellissima e divertente, tutti noi l’ascoltavamo e non ne avevamo mai abbastanza. E lo stesso non si può dire degli altri professori! Eva Green, inoltre, è come un’attrice del cinema muto – dichiara – parla soltanto con la propria presenza”. Per questo gli occhi sono così importanti per lui, come quelli dei personaggi di Nightmare before Christmas che sono particolarmente sproporzionati, o quelli dei bambini dei dipinti di Margaret Keane in Big Eyes.

    Il finale della pellicola, comunque, è volontariamente differente da quello del suo modello letterario. È piuttosto un epilogo autoconclusivo basato su una scelta emotiva più che intellettuale: il falco guarda i personaggi dall’alto, pronto, forse, a una nuova avventura. Ma lui non ama parlare del futuro, pensa che porti male perché le uniche due volte in cui ha presentato film prima ancora di realizzarli, i progetti sono sfumati. E quindi non sapremo ancora, per il momento, se ci sarà davvero il sequel di Beetlejuice – Spiritello porcello o la trasposizione di Dumbo. L’unica cosa certa è che Burton è un regista che si mette sempre in discussione e che, per far risparmiare qualche soldo alla produzione, diventa umilmente attore e spettatore e confeziona le sue opere principalmente per se stesso e poi per chiunque sappia apprezzarle, adulti o bambini che siano. Il motivo per cui le musiche di Miss Peregrine non sono state composte dal fidato collega Danny Elfman è piuttosto semplice. Il loro legame è come quello di una qualsiasi coppia di innamorati: litigano, si lasciano e poi ritornano insieme: “Lui aveva bisogno di una pausa da me… E poi i musicisti sono molto drammatici, si sa!” dice ridendo.

    E così, tra una risata e l’altra, l’artista saluta la stampa romana, pronto a sfidare il giudizio del pubblico e di chiunque si appresti a vederne l’ultima fatica. Noi ve la raccomandiamo.

    Martina Calcabrini


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